
“Tutti presenti al “Città di Meda” per spingere i ragazzi di mister Giovanni Colella nell’ultima giornata di campionato, che potrebbe culminare con il raggiungimento della salvezza diretta!”. Il prudente ufficio stampa nerazzurro si aggrappa al condizionale. Ma all’ipotesi che il Renate possa perdere domenica con la Pro Patria (ore 15, stadio “Città di Meda”), non ci crede davvero nessuno. Un punto con i tigrotti e la settima stagione consecutiva tra i professionisti sarà cosa fatta. Ma la strada per arrivare alla salvezza non è stata una linea retta. Anzi. Una sola vittoria (e 9 punti) nelle prime 15 giornate, un cambio di panchina (via il totem Simone Boldini e dentro l’ex Como Colella), una rimonta dalla penultima posizione farcita di 9 successi in 18 partite. Un percorso accidentato che ha messo in luce tutta la proverbiale praticità brianzola nel reagire ai capovolgimenti di scenario.
Grazie alla solita ricetta: management di spessore (dal DG factotum Massimo Crippa al neo DS Gianluca Andrissi), il terzultimo budget del girone (secondo Transfermarkt.it il valore virtuale della rosa sarebbe di 2,68 milioni di euro) e una squadra (ri)assemblata con il consueto taglio e cucito d’occasione. Tra poche conferme (9), un paio di promozioni dal settore giovanile e parecchi nuovi arrivi. Molti dei quali (9) in prestito: 3 dal Chievo, 2 dall’Inter e dal Pavia, 1 da Entella e Torino. Strategia chiara e risultati in linea con le aspettative. Come dire il passo secondo la gamba. Nulla di più. Ma anche nulla di meno.
Sul piano tattico, Colella ha sin da subito puntato su un affidabilissimo 3-5-2. Un modulo (in parte) già patrimonio della gestione precedente. Difesa esperta (età media di poco inferiore ai 30 anni), centrocampo agile (con ali più di contenimento che di spinta) e attacco assortito in salsa africana. Chi gioca domenica? Undici plausibile in linea con quelli schierati in questo ultimo scorcio di stagione. Quindi, Moschin in porta; Malgrati, Riva e Teso in linea dietro; Anghileri, Scaccabarozzi, Pavan, Valagussa e Chimenti in mediana; l’italo-marocchino Napoli e il ghanese Ekuban davanti. Alternative Iovine in fascia, Graziano interno e il cecchino Florian a partita in corso.
All’andata (era il 10 gennaio) finì 0-1 con rete proprio di Florian (al suo ri-esordio), rosso a Taino, Pià (sorpresona!) in campo e vaga (mica poi tanto) sensazione che le speranze dicembrine fossero solo un’illusione. Presentimento poi largamente confortato dai fatti.
Nella storia dei due club i precedenti in campionato sono 9 con 2 sole vittorie biancoblu, 3 pareggi e 4 successi delle pantere. Con un comune denominatore. Al “Città di Meda”, la Pro Patria non ha mai vinto. Neanche quando i padroni di casa erano i mobilieri del Meda, battuti a domicilio una sola volta (12 gennaio 1975) quando ancora si giocava al “Comunale” di via Busnelli. L’impianto sorto sull’area un tempo occupata dall’Icmesa rimane insomma un autentico tabù. Ma per sfatarlo, non sarà certo questo l’anno giusto.
Giovanni Castiglioni