Dopo Stefano GherardiAndrea Gasparini, i due nuovi attaccanti che hanno detto sì al progetto dei Mastini Varese, arriva un’altra conferma tra le fila giallonere ed è quella del capitano Edoardo Raimondi.
Il progetto di riqualificazione e rilancio dei Mastini è qualcosa nel quale ho creduto sin dal primo giorno in cui sono arrivato due stagioni fa e ci credo ancora oggi – spiega -. Il club ha fatto sforzi importanti per mantenere la squadra competitiva. Non fornire il mio contributo e abbandonare il team in un momento particolare come questo sarebbe stato un comportamento contrario agli ideali con i quali mi approccio alla vita. Inoltre compagni, club e città mi hanno dato molto in questi due anni, dentro e fuori dal ghiaccio”.

Raimondi ha anche  conseguito il “patentino” da allenatore professionista e questa sua attività, legata ai bambini in territorio svizzero, lo impegnerà anche lontano da Varese e dai Mastini. “Essendo diventato allenatore professionista, la mia vita è un po’ cambiata ultimamente e ho mutato tanto i ritmi negli ultimi mesi. Nonostante questo, proverò come sempre a scendere sul ghiaccio con la medesima attitudine di sempre e con la predisposizione al sacrificio verso i miei compagni quando avrò la possibilità logistica di unirmi a loro. Cercherò di farlo il più possibile. In tal senso, come anche già ho reso noto internamente, sarò disposto a cedere i gradi di capitano nel caso in cui allenatore, squadra e club lo ritengano opportuno“.

Poi continua: “Nella vita e in ambito professionale sono stato sempre molto competitivo e ambizioso. Nonostante le difficoltà logistiche a cui andremo incontro come squadra, la mia mentalità e predisposizione verso il successo non cambierà. Nelle difficoltà emergono i valori umani e sportivi di un atleta e dell’intera squadra. Non sono stati mesi semplici per il club e so che ci aspetterà un inizio complicato perchè dovremmo abituarci ad allenarci altrove, con sacrificio, ma un team vincente non cerca scuse e non si nasconde dietro agli alibi. Il passato non si cambia e non possiamo farci nulla se la situazione del palaghiaccio di Varese ci ha condizionati pesantemente. L’unica direzione da prendere è verso il futuro, guardare avanti allenamento dopo allenamento, partita per partita. Sarà importante curare i dettagli e lavorare sempre al meglio delle nostre possibilità, farsi trovare uniti e pronti alle battaglie che andremo ad affrontare sul ghiaccio. All’inizio forse faticheremo un po’ ma dobbiamo provare ad alzare costantemente il nostro livello, portandolo più alto possibile. Solo a fine stagione si potranno fare considerazioni. Ora è il momento di giocare: parole e rimpianti servono a poco o nulla”.

Redazione
(foto Tatiana Munerato)

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