Le misure contano. Soprattutto quando costituiscono un simbolo. I 4.810 metri del Monte Bianco (da sempre) rappresentano oltre che il tetto d’Europa anche un limite (o un traguardo) che ha stabilito uno storico benchmark per l’evoluzione dell’alpinismo. Peccato che il Monarca (uno dei tanti appellativi del Bianco) non misuri realmente 4.810 metri. Bensì, secondo l’inappellabile tecnologia GPS dei geometri dell’Alta Savoia (stima del 13 settembre 2017) 4.808,72 metri. Cioè, 128 cm in difetto rispetto alla secolare convenzione.
Da questo (trascurabile?) dettaglio ha preso corpo la conviviale di febbraio del Panathlon Club La Malpensa, celebrata ieri sera presso il ristorante Idea Verde di Olgiate Olona. Al centro del ring “La montagna più alta e inutile del continente”, provocatoria etichetta che Paolo Paci inserisce nell’introduzione del suo “4810. Il Monte Bianco, le sue storie, i suoi segreti”, trascinante opera vincitrice del Premio Bancarella Sport 2019.

Il giornalista, scrittore e viaggiatore milanese ha accompagnato i soci in un’ideale ascesa verso la vetta. “Un momento profetico” (farina del sacco di Walter Bonatti) che ha stregato (forse ossessionato) generazioni di summiter (attualmente stimabili in non meno di 20 mila potenziali l’anno). Da quell’impagabile “impossible by fair means” (impossibile attraverso mezzi leali) di Mummery (riferimento alla scalata del Dente del Gigante poi largamente disatteso dalla famiglia Sella), a quanto è sexy la morte in montagna? (titolo di un laconico capitolo), sino all’inevitabile inciso sui cambiamenti climatici. Di cui il Bianco è indice, prima ancora che vittima. In sintesi estrema, vizi privati e pubbliche virtù di un “bubbone di granito protogino” ancordiviso (in senso stretto ed in senso lato) tra Italia, Francia e Svizzera.

Il meeting, oltre che solennizzare il passaggio di consegne alla guida del club tra il past president Enrico Salomi e il neo vertice Massimo Tosi (Ludis Iungit!), ha sdoganato l’ingresso nel sodalizio di 4 nuovi panathleti. Nell’ordine, Cesare Cerana (categoria Tiro a Volo, ex velista provetto ed erede del grande Peppino, presidente della più bella Pro Patria di sempre), Sergio La Torre (categoria Giornalismo Sportivo, senior columnist di Legnanonews con profonda esperienza in campo televisivo e radiofonico), Giorgio Piazza (categoria basket, ex dirigente sportivo della Pallacanestro Antoniana) e Gabriele Gianduia (categoria arbitri, avvocato e figlio d’arte panathletica del Domenico Chiesa Award Pinuccio). Una cordata di spessore. Il Bianco avrebbe gradito.

Giovanni Castiglioni