
Il mondo del calcio piange Sinisa Mihajlovic: l’ex centrocampista e allenatore classe ’69 si è spento a Roma all’età di 53 anni dopo aver lottato a lungo contro la luecemia, malattia scoperta nel 2019.
Da giocatore, dopo essersi messo in luce con la Stella Rossa, si è fatto conoscere ed amare in Italia con le maglie di Roma, Sampdoria, Lazio e Inter. L’amore per il nostro Paese non è mai venuto meno e l’Italia è diventata per lui una seconda patria: da allenatore ha iniziato al Bologna; poi Catania, Fiorentina, Sampdoria, Milan, Torino e di nuovo Bologna.
Proprio durante la seconda parentesi emiliana la scoperta della malattia e, il 29 ottobre 2019, il trapianto di midollo osseo. Con il solito carattere deciso e battagliero, Mihajlovic ha dimostrato la volontà di combattere a viso aperto anche questa partita, con la determinazione che l’ha sempre contraddistinto tanto in campo quanto in panchina: per questo nessuno è rimasto stupito quando, appena 44 giorni dopo il ricovero, è subito tornato alla guida dei bolognesi. I miglioramenti lasciavano ben sperare, ma a inizio 2022 la malattia è tornata a manifestarsi: la storia sportiva con il Bologna è terminata proprio nel settembre 2022 e quest’oggi Mihajlovic è sceso in campo per l’ultima volta. Di seguito il comunicato della famiglia:
La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel.dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic. Uomo unico professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessndro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato
Redazione