
Oltre al danno (del risultato), la beffa (della multa). Pro Patria alleggerita dal Giudice Sportivo Stefano Palazzi di 400 euro “per fatti contrari alle norme in materia di ordine e di sicurezza e per fatti violenti commessi dai suoi sostenitori integranti pericolo per l’incolumità pubblica, consistiti nell’aver danneggiato un seggiolino posto nel Settore Ospiti Tribuna 3 e parti dei servizi igienici loro riservati”.
Solo un mese fa (25 ottobre), Pro Patria e Amministrazione Comunale di Busto Arsizio vergavano un comunicato congiunto in cui si leggeva: “Alla luce dei recenti episodi di vandalismo che hanno colpito lo Speroni, Comune e società invitano i tifosi della Pro Patria che seguiranno la squadra in trasferta nei prossimi mesi a evitare comportamenti irrispettosi e non degni di una maglia prestigiosa che, tra l’altro, porta il nome della città in tutta Italia.Busto e Pro Patria sono una cosa sola, un binomio inscindibile, identitario, da presentare e valorizzare anche con comportamenti esemplari. La passione sportiva non può essere un pretesto per vandalizzare e devastare stadi e strutture sportive: le conseguenze di questi gesti ricadono in primis sulla società, costretta a pagare multe salate che non fanno altro che depauperarne i bilanci, e poi sulla città di Busto Arsizio che subisce un danno di immagine non di poco conto”. Forse sarebbe il caso di fare un refresh a quelle parole.
Giovanni Castiglioni