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Continuano i bilanci sulle prime 8 giornate di campionato di LBA e questa volta, per farli, abbiamo coinvolto un grandissimo ex della storia della Pallacanestro Varese e del basket italiano in generale, Sandro De Pol, oggi telecronista di Rai Sport.
De Pol, che giudizio dà all’inizio di stagione della Pallacanestro Varese?
“Son sincero, ho visto poco, ma penso ci siano diverse cose da rivedere. Se l’attacco funziona bene, ecco la fase difensiva va invece va sistemata”.
Pensa che due giocatori come Sykes e Tyus possano essere gli interpreti giusti per cambiare la stagione?
“Certamente c’era bisogno di cambiare qualcosa. Tyus può essere un grande plus ma bisogna vedere come sta dal punto di vista fisico. E’ un giocatore di caratura ed esperienza con grande verticalità che può dare una grande mano sotto canestro. Nessuno si aspetta di vederlo ai livelli di quando giocava in Eurolega, però sicuramente è un giocatore che la pallacanestro la conosce bene. Sykes è invece uno scorer, ha grande talento e punti nelle mani. Dopo l’addio di Mannion, Varese aveva bisogno di un giocatore con queste caratteristiche. Andrà protetto in difesa e Tyus in tal senso può essere il giocatore giusto, poi in attacco Sykes sa fare tante cose. Loro, però, sono solo due giocatori e non si può pensare che risolvano tutti i problema, serve che anche gli altri 8 alzino il loro livello di prestazioni”.
Che idea si è fatto di tutto il caso Mannion?
“Appena finito lo scorso campionato feci un’intervista dove dissi che per lui sarebbe stato l’ideale rimanere a Varese, in una piazza dove aveva potuto giocare finalmente la sua pallacanestro, tornando ad avere quella confidenza con il campo che gli mancava. Varese gli ha ridato massima fiducia nel suo talento dandogli quei minuti che non stava più trovando. Poi, sono scelte, c’è chi decide di andare a stagione in corso e chi no. Sicuramente Mannion deve dire un grande grazie alla Pallacanestro Varese per averlo rilanciato”.
Guardando più in generale al campionato, chi pensa sia la vera rivelazione della stagione finora?
“Senza dubbio Trento. Aveva già fatto bene l’anno scorso ma nessuno penso si potesse immaginare che partisse con un filotto di 8 vittorie consecutive. Poi ci metto Trapani, che ha un roster sicuramente di alto livello e ben allenato da un allenatore molto esperto come Repesa, e Trieste, che ha saputo fare un mercato intelligente e che sta facendo bene anche se adesso con qualche problemino, soprattutto legato al fatto di non poter sfruttare le qualità di un giocatore molto importante come Reyes”.
Trento ha la qualità per provare a vincere il campionato o alla fine sarà sempre una questione tra Milano e Bologna?
“Io penso che di possibilità Trento ne abbia, anche perché stiamo vedendo le difficoltà che sia Milano che Bologna stanno incontrando. Non solo i bianconeri però, perché c’è anche Brescia che sta facendo moto bene e non abbiamo ancora visto la vera Venezia che, a causa dei tanti infortuni di cui è stata vittima, non ha ancora potuto mostrare la sua vera faccia ma è una squadra costruita per stare nei primi posti della classifica. Ritengo, quindi, che sarà un campionato molto interessante”.
Alessandro Burin