
Varese-Australia: andata e ritorno, il racconto di Arianna Spagna. L’esterno classe ’01 ha vissuto un periodo davvero importante della sua vita volando dall’altra parte del mondo per una vacanza-studio a Melbourne ma, appena tornata in Italia, si è subito calata di nuovo nel mondo biancorosso e sta dando tutto per recuperare la miglior condizione possibile. Spagna, infatti, aveva interrotto la sua avventura calcistica nell’ottobre 2023 a causa di un problema alla caviglia e, complice il viaggio, solo tra fine novembre e inizio dicembre 2024 è tornata con continuità ad allenarsi… e a giocare.
Di nuovo titolare contro il Crema, la classe ’01 è partita dall’inizio anche nella super vittoria per 4-1 contro il FIammaMonza e pian piano sta ritrovando la forma di un tempo: “È dura (sorride, ndr), ma è stato davvero bello ritrovare la maglia da titolare: avevo parecchia ansia perché comunque era da oltre un anno che non partivo dal primo minuto, ma sento che va sempre meglio ogni minuto che passa”.
E l’ultima annata è stata abbastanza movimentata per te… come ti sei trovata in Australia?
“Fosse per me tornerei subito a Melbourne. Mi sono trovata davvero bene perché là c’è uno stile di vita completamente differente. Anche le lezioni in Università sono diverse, c’è molta più interattività e l’Australia in generale è un paese davvero meraviglioso. Il calcio? Ho provato a cercare una squadra femminile in cui giocare, ma sono arrivata a fine agosto… proprio nel momento in cui i campionati erano finiti e, considerando che riprendevano a novembre, non aveva senso. Mi sono comunque tenuta in forma andando in palestra”.

E come ti sei re-inserita in gruppo?
“La maggior parte delle ragazze erano qui già dall’anno scorso e siamo sempre rimaste in contatto. Appena tornata ho percepito ancor più unione nello spogliatoio e i buoni risultati, dato che abbiamo perso solo due partite nell’ultimo periodo, aiutano a tenere il morale ancor più alto”.
Che idea ti sei fatta, prima dall’esterno e poi dall’interno, di questa squadra?
“Parliamo di una squadra sicuramente diversa rispetto all’anno scorso, i cui valori morali sono però rimasti invariati. C’è qualche defezione numerica, ma compensiamo con il carattere e con la voglia di non mollare mai. Il campionato? L’anno scorso il Lesmo era di un’altra categoria, mentre quest’anno ci sono più squadre attrezzate al salto. Se pensiamo alla campagna acquisti di Como e Pro Palazzolo viene da sorridere: ad oggi non ho ancora visto dal vivo le bresciane, ma secondo me la spunterà il Como”.
Venendo ai vostri risultati, che valore ha la vittoria della scorsa domenica?
“Importantissimo perché, come ha detto il mister, ci avvicina alla matematica certezza del sesto posto. L’abbiamo approcciata bene, con la giusta attenzione, indirizzandola fin da subito: anche il fatto di aver raddoppiato pochi secondi dopo l’1-0 è sintomo di voglia, aggressività e concentrazione. Nella ripresa ci siamo leggermente abbassate, ma anche gli innesti dalla panchina hanno dato il loro contributo e l’abbiamo chiusa in bellezza”.
Domenica con il Bresso avrete l’occasione di ipotecare quasi definitivamente il sesto posto e, vincendo, arrivereste a quota 49, vicinissimi alla soglia dei 50 punti che era l’obiettivo stagionale.
“Vero, ma non dobbiamo pensarci. Ogni partita va approcciata con la giusta testa e non prenderemo sottogamba un avversario che può comunque risultare insidioso. Il nostro obiettivo, come hai detto, è dichiarato e vogliamo raggiungerlo il prima possibile”.
Bresso, Pro Palazzolo e Accademia Milano: quali sono le aspettative per le ultime tre?
“Di dare il massimo come sempre. Contro Bresso e Accademia Milano abbiamo l’obbligo di vincere, mentre con la Pro Palazzolo… vediamo (ride, ndr). Di certo, e mi ricollego a quanto detto in precedenza, daremo il massimo in tutte e tre le sfide. 7 punti? 6 è l’obiettivo minimo, per i 7 vediamo… anche se io mi auguro possano essere 9. E spero di poter far gol”.
A livello personale, invece, qual è il tuo bilancio in biancorosso?
“Purtroppo il mio giudizio a livello sportivo è inevitabilmente condizionato dall’ultimo anno e mezzo che ho vissuto. All’inizio non capivamo nemmeno quale fosse il reale problema alla caviglia, e tutt’ora non abbiamo certezze, per quanto dovrebbe trattarsi di una tendinite che si è aggravata. E, di conseguenza, a livello fisico noto di star facendo parecchia fatica rispetto ai miei standard di 2/3 anni fa. Umanamente parlando, invece, sono state annate importanti perché mi sento maturata come persona”.
Guardando alla prossima stagione quale può essere l’obiettivo?
“Lavoro permettendo, perché non so ancora quanto l’impegno professionale mi occuperà, il mio desiderio è quello di continuare con questo gruppo meraviglioso. L’augurio sportivo è quello di poterci porre obiettivi sempre più importanti: siamo il Varese e abbiamo l’obbligo di puntare al massimo. La base di partenza è buona e con qualche innesto mirato potremo toglierci parecchie soddisfazioni”.
Matteo Carraro