
Artur Ohandzhanyan non sarà più il portiere dei Mastini. All’indomani della festa di fine stagione andata in scena al bar della Acinque Ice Arena, è già hockeymercato e si iniziano a gettare i primi semi del Varese di domani. Non ci sarà più ovviamente Edoardo Raimondi (il classe ’87 ha appeso i pattini al chiodo), mentre anche il futuro di Marco Franchini, Mikael Kuronen e Valeri Raskin potrebbe esser lontano da Varese, ma l’addio del goalie ucraino classe ’00 arriva come un fulmine a ciel sereno.
Ohandzhanyan era infatti stato una piacevolissima scoperta dopo il forfait forzato di Rocco Perla e, anche grazie ai suoi miracoli, i Mastini sono arrivati a giocarsi gara5 di finale contro il Caldaro; purtroppo, ma così è lo sport, quanto di buono fatto è stato inevitabilmente oscurato da quel rebound mal gestito che ha spianato la strada al 3-2 dei Lucci e alla conseguente vittoria altoatesina. Episodio che non cancella il suo valore, ragion per cui la sua conferma non sarebbe stata inaspettata, ma sbirciando Elite Prospect (la bibbia che di ogni appassionato di hockey) il portiere ucraino risulta già tesserato per il Kiruna IF, squadra che milita nella terza divisione svedese. Società che Ohandzhanyan ben conosce, dato che proprio in Svezia aveva avuto modo di giocare prima del suo passaggio in Norvegia (e il successivo approdo in giallonero). E la conferma del suo addio arriva dalla dirigenza dei Mastini. Quella del goalie ucraino è stata una scelta di cuore, visto che andrebbe a percepire meno rispetto a Varese: Ohandzhanyan e la sua famiglia si erano trovati molto bene a Kiruna (città di circa 20mila abitanti, la più settentrionale della Svezia, a Nord del circolo polare artico) e da lì la decisione di tornare nel paese scandinavo.
Quale sarà ora la prossima mossa dei Mastini? Prima di tutto andrà definita la situazione coach, anche se Gaber Glavic (assente ieri sera) è ormai destinato a proseguire altrove la sua carriera e la società potrebbe optare per un profilo più a suo agio in una categoria semi-dilettantistica. Per quanto riguarda la gabbia, resterà sicuramente Filippo Matonti: il classe ’07 ha dato prova del suo valore giocando molto più di quanto ci si potesse aspettare e avrà modo di crescere ulteriormente in giallonero. Difficile, ma non da escludere totalmente, un ritorno di Rocco Perla. Da valutare, poi, il regolamento della prossima stagione: stando ai rumors, il numero degli ucraini tesserabili come “italiani” scenderebbe a uno e Varese, in tal caso, potrebbe individuare un goalie connazionale che raccolga l’eredità di Artur Ohandzhanyan.
Matteo Carraro