
Matteo Cortazzi ha abbracciato la Prima Categoria poco meno di due anni fa e l’intenzione di tenersela stretta, da direttore sportivo del “suo” Cantello Belfortese, è tanta. Ma tanta è anche la voglia di crescere, un gradino alla volta, in questo percorso che oggi vede i biancorossi a ridosso dei playoff. Certo, recuperare 6 punti su 9 ancora disponibili non è fatto semplice ma se domenica contro il Gorla Minore, che dista proprio quei sei punti, arrivasse un successo, perché non sperarci?
“È difficile, quasi impossibile, certo è che non molleremo un centimetro, non è proprio nella nostra indole né tantomeno in quella del mister, sappiamo che la matematica è dalla parte di tutti, ma allo stesso tempo siamo molto sereni, il nostro obiettivo è stato raggiunto”.
Partiamo proprio da quell’obiettivo, allora: cosa vi siete detti ad inizio anno?
“Semplicemente di migliorarci, di migliorare quanto di buono fatto un anno fa, e ci siamo riusciti perché da 34 punti conquistati siamo passati a 42, con ancora tre partite da giocare, siamo davvero molto sereni, concentrati su questo finale fatto di allenamenti seri, di stimoli, della volontà di tenerci stretto il 6° posto, e quella di aiutare il nostro bomber Memaj a laurearsi capocannoniere”.
Davvero nessun rammarico dopo un girone in cui siete andati fortissimo rimanendo anche, per più di una giornata, a ruotare tra la 2ª e la 3ª posizione?
“Come dice proprio il mister “mai guardarsi indietro”, io la penso come lui. A dicembre abbiamo fatto una chiacchierata insieme alla società e ci siamo chiesti se fosse il caso d’investire per azzardare il colpaccio o se, invece, dare fiducia al gruppo, abbiamo optato per la seconda, consapevoli anche del fatto che poi avremmo perso Torno, Felici e Qosaj, tre giocatori che, sono certo, oggi ci avrebbero permesso di avere qualche punto in più e quindi nelle prime cinque”.
C’è qualche giocatore che ti ha stupito dei tuoi?
“In realtà la prima cosa che mi ha stupito è stata la compattezza del gruppo, che soprattutto da gennaio in poi non si è mai tirato indietro, lottando e credendoci, riuscendo persino a tirarsi fuori da un momento difficile. Poi però se devo fare dei nomi dico Maggioni per la continuità e la volontà, Tomasetto che è rientrato a novembre e che si è ritagliato diverse presenze da titolare, e un plauso lo faccio anche alla professionalità di Crini, encomiabile sotto ogni punto di vista, ed infine cito Sottocasa, un giocatore con grandi doti, che in allenamento va sempre a 3 mila ma che non è riuscito a segnare come avrebbe voluto, settimana scorsa si è sbloccato e sono davvero felice per lui”.
E su Memaj non dici nulla? Capocannoniere del girone con 21 gol (al pari di D’Ascanio dell’Antoniana), dopo un lungo calvario è tornato ai suoi livelli.
“Su di lui posso togliermi anche qualche sassolino dalla scarpa, ad inizio qualcuno mi diceva “Hai preso un giocatore finito”, oggi ha avuto le sue risposte, Memaj non è solo un bomber, è leader, ha sempre una parola per tutti, è un trascinatore, uno che stringe i denti anche quando non è al 100%, avere un giocatore così in squadra è uno spettacolo”.
In generale cosa pensi di questo campionato? Ha rispettato le aspettative?
“La mia personalissima classifica di inizio anno era Gallarate, Tradate, Folgore Legnano, Gorla Minore e Valceresio, noi al 6° posto, adesso è facile parlare, lo so, ma questo è quello che pensavo ad inizio stagione e ad oggi non ci sono andato troppo lontano, in generale comunque e Gallarate a parte, è stato abbastanza equilibrato, ci tengo a precisare che la cosa che mi fa più felice è vedere la Valceresio del mio amico Riccardo Carini (direttore sportivo), davanti a noi, non per altro ma perché abbiamo una scommessa di “Pizza e birra” in palio e non posso pagare io (ride ndr)”.
A proposito di Gallarate, il vostro exploit dell’anno possiamo lo avete avuto proprio con loro, battendo con una prestazione roboante (4-0) la prima della classe…
“È stata la ciliegina sulla torta, un premio per tutti i sacrifici che abbiamo fatto, non è una vittoria che ci ha illuso o ha cambiato i nostri piani, anche perché è arrivata poche settimane fa, ma ce la siamo guadagnata e meritata con il nostro lavoro sul campo”.
Settimana scorsa in casa Cantello Belfortese si è verificato un evento “particolare”, ovvero la concomitanza in campo di David Silva Fernandes e di suo figlio David Rhyan di 16 anni.
“Un orgoglio per noi, Rhyan sta facendo molto bene con i nostri allievi e qualche volta si è già allenato con noi in prima squadra, è un terzino, ed è stato bello vederlo in campo con suo padre ma soprattutto con quello che per noi è un punto di riferimento”.
Domenica arriva il Gorla Minore, cosa ti auguri da questa partita ma soprattutto per il finale di questa stagione?
“Gorla è la nostra bestia nera, un motivo in più per fare bene, di sicuro non siamo in vacanza, ci alleniamo forte, quello che mi auguro è di fare più punti possibili, è sempre stato il nostro obiettivo da inizio anno e continuiamo su questa strada”.
E l’augurio, invece, per il futuro di questa società?
“Io come ho detto l’anno scorso, credo che ogni percorso abbia bisogno di tre anni per poter emergere e fare poi dei bilanci concreti, noi andiamo avanti a step, se quest’anno abbiamo migliorato l’anno scorso, è chiaro che l’anno prossimo vorremo migliorare questa stagione, sono contento perché la società ha riconfermato sia me che mister Epifani, quindi vuol dire che il nostro lavoro è stato apprezzato, dal canto nostro lavoriamo per migliorare la rosa, per crescere appunto, sono certo, e non vedo l’ora, di poter salire qualche altro gradino”.
Mariella Lamonica