Lo show time alla Acinque Ice Arena è iniziato presto: Aosta e Feltre hanno tenuto fede alle aspettative regalando al pubblico un gran bel match vissuto sempre sul filo della tensione. Bellissima cornice di pubblico (numero di spettatori aumentato esponenzialmente rispetto alle semifinali dei due anni precedenti) per un colpo d’occhio davvero niente male: in un contesto del genere lo spettacolo non poteva essere da meno e all’ultima sirena (anzi, all’ultimo respiro) è il Feltre a festeggiare un 5-4 al cardiopalma che porta i veneti in finale contro la vincente del match tra Caldaro e Varese (ingaggio alle ore 19.00).

Buon approccio dell’Aosta che prova subito a sorprendere Manfroi con De Nardin, ma il goalie feltrino fa buona guardia e i Picchi rispondono con il diagonale di Dall’Agnol che chiama Marinelli all’intervento. La chance più ghiotta capita a Nardella che, a tu per tu con Manfroi, si fa ipnotizzare; Kadlec dalla parte opposta si accende con una sgasata che non porta all’esito sperato. Fiammata di Luisetti, ma è il Feltre ad alzare i ritmi con Marinelli che è miracoloso su Da Forno per poi ripetersi sulla sventola da fuori di Longhini. Zampieri e De Giacinto danno seguito all’offensiva veneta con l’Aosta che regge in qualche modo. Dopo qualche minuto di apprensione l’Aosta si ripropone in avanti ma, fino alla prima sirena (eccezion fatta per la botta di Gesumaria dalla blu ben arginata da Marinelli), non ci sono emozioni.

Emozioni che iniziano a prendere piede nel drittel centrale con l’immediata penalità di Christian Buono, ma il power play del Feltre è piuttosto macchinoso. Trattenuta di Damin e PP aostano che viene subito vanificato dal fallo ingenuo di Lysenko. in 4vs4, però, la partita esplode: fuga di Nardella che scarta anche Manfroi e deposita in rete l’1-0, ma passa appena un minuto e, ancora in 4vs4, è Zampieri a trovare la deviazione vincente sull’imbeccata di Broch. Il match si fa inevitabilmente più vibrante e non mancano le emozioni: Geronazzo spaventa Marinelli dalla distanza, mentre dalla parte opposta Berger prova a farsi carico della squadra con due grandi iniziative personali che però non bastano a superare Manfroi (brivido sulla prima occasione con un disco non trattenuto). Nel frattempo Matteo Dall’Agnol e De Toni fanno amicizia (2′ a testa) e la partita si mantiene su alti ritmi. Quando però mancano pochi secondi alla sirena, l’Aosta perde un disco sulla blu, Korkiakoski e Foltin imbeccano Kadlec che a tu per tu con Marinelli è una sentenza. Esplode il settore riservato ai tifosi del Feltre che vengono seguiti dal pubblico “neutro”: l’Acinque Ice Arena è a favore dei Picchi.

E il terzo drittel si apre come si era chiuso il secondo: Feltre all’attacco, Feltre che segna. Questa volta il gol è tutto di Foltin che di rabbia e di potenza finalizza una splendida azione costruita sull’asse Kadlec-Geronazzo. Feltre apparentemente in controllo e Korkiakoski sfiora il 4-1 ma, su un ribaltamento di fronte, De Santi mette in mezzo un disco che trova Mocellin puntuale sul secondo palo per la deviazione vincente. L’Aosta prova a crederci, ma il Feltre tiene botta e, sul power play dopo la penalità di Carmine Buono, Lytvynov punisce subito con un bolide per vie centrali. Ancora una volta, però, l’Aosta non molla: PP dei Gladiators ed è proprio Carmine Buono a mettersi in proprio con una meravigliosa serpentina che l’italo-canadese finalizza nel migliore dei modi. Forcing aostano, ma Manfroi è superlativo su Garau. Braccino per i Picchi nei minuti finali e contro l’Aosta è un atteggiamento che non ci si può permettere: Gladiators all’attacco e Lysenko pesca Carmine Buono che deve solo sparare in gabbia. Iniziano gli ultimi due minuti di gioco e le due squadre sembrano volersi concentrare sugli overtime, ma a 43” dalla sirena Matteo Dall’Agnol si ritrova il disco a due passi da Marinelli, lo controlla e lo mette tra le gambe di Marinelli facendo esplodere il palaghiaccio. Time-out Aosta, ma i Gladiators scelgono di non togliere subito il portiere. Manovra macchinosa e Marinelli scappa verso la porta solo a una quindicina di secondi dalla fine: troppo poco per attraversare il campo e imbastire un’azione degna di nota. Il pubblico scandisce il countdown che sancisce il trionfo del Feltre.

IL TABELLINO
AOSTA – FELTRE 4-5 (0-0 – 1-2 – 2-3)
Aosta
: Marinelli (Tura); Lysenko, Carmine Buono, Christian Buono, Berger, Garau; Auvinen, De Nardin, Nardella, Nimenko, De Toni; Gesumaria, De Santi, Timpone, Mocellin, Luisetti; Pfoestl, Viliotti, Mazzocchi. Coach: Luca Giovinazzo
Feltre: Manfroi (Bortoli); De Giacinto, Atamanchuk, Zampieri, Lorenzo Dall’Agnol, Matteo Dall’Agnol; Lytvynov, Geronazzo, Foltin, Korkiakoski, Kadlec; Damin, Voulfson, Da Forno, Broch, Longhini, Sperandio, Forato, Fantinel. Coach: Martin Ekrt
Arbitri: Jeremy Bassani, Luca Boverio (Davide Magliano, Riccardo Pignatti)
Penalità: 8′ Aosta – 6′ Feltre
Reti: 24’43” (A) Nardella (Carmine Buono, Nimenko); 25’57” (F) Zampieri (Broch, Atamanchuk); 39’40” (F) Kadlec (Lorenzo Dall’Agnol, Korkiakoski); 40’59” (F) Foltin (Kadlec); 44’09” (A) Mocellin (De Santi); 50’4”4 (F) Lytvynov PP1 (Foltin, Kadlec); 52’48” (A) Carmine Buono PP1 (Nardell); 57’45” (A) Carmine Buono (Lysenko, Berger); 59’17” (F) Matteo Dall’Agnol (De Giacinto, Foltin)

Matteo Carraro

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