Fa quadrato la Pallacanestro Varese dopo la sconfitta contro Trapani, arrivata dopo un tempo supplementare, per 106-93. Un match che è stato condizionato in maniera evidente da tante decisioni arbitrali, tra le quali le due espulsioni di Hands e Librizzi, con la prima che ha portato ad una squalifica di due giornate per il numero 50 biancorosso.

Il danno oltre la beffa verrebbe da dire, motivo per il quale la società biancorosso ha deciso di fare ricorso, vista l’importanza nel nuovo sistema di gioco di Kastritis di un giocatore come Jaylen, soprattutto nell’ottica di due sfide contro Tortona e contro Reggio Emilia, che già a ranghi completi si configurano molto complicate per i biancorossi.

Di questo, del mercato e dell’impatto che ha avuto Kastritis sul mondo biancorosso abbiamo parlato con il General Manager of Basketball Operations della società, Zach Sogolow.

Il presidente Bulgheroni si è espresso in merito ai temi arbitrali di domenica, lei cosa ne pensa?
“Sono assolutamente allineato a quanto ha già detto il Toto. Coach Kastritis con la squadra ha voluto però puntare l’attenzione sulla prestazione in campo al di là degli episodi arbitrali, analizzando come, da un punto di vista tecnico-tattico, fisico e mentale possiamo crescere in vista della partita di domenica. C’è poi il capitolo della squalifica di Hands: abbiamo già fatto ricorso e attendiamo una risposta. Vogliamo stargli vicino e dimostrare a tutti i giocatori che siamo sempre pronti a supportarli. Vogliamo avere Jaylen in campo nelle prossime due partite e faremo quello che possiamo per far sì che questo avvenga. Il Toto ha detto tutto quello che dovevamo dire, abbiamo rispetto per tutti, dalla Lega, alla Federazione, agli arbitri, ai nostri avversari: ecco, vogliamo che lo stesso rispetto sia portato anche a noi”.

Quello che vi portate via da Trapani è più la frustrazione per la sconfitta subita o l’orgoglio per la prova messa in campo?
“E’ difficile non essere frustrati quando arriva una sconfitta in questo momento della stagione rispetto alla situazione di classifica in cui siamo noi. Trapani è una squadra fortissima ma giocando come abbiamo fatto domenica possiamo vincere contro chiunque. Il modo di giocare che abbiamo mostrato domenica è un qualcosa che ci incoraggia molto: i ragazzi hanno lottato e sudato per tutti i 45′ di gioco senza mai mollare, andando oltre tutte le situazioni che sfavorevoli che si sono venute a creare. Alla fine non è stato sufficiente e dobbiamo capire come migliorarci, secondo noi come società e secondo il coach, però, abbiamo ampi margini di miglioramento ancora. Non siamo felici del risultato, ovviamente, ma il fatto che la squadra sia stata insieme anche nei momenti di difficoltà e la cosa migliore che ci portiamo a casa da Trapani”.

Si aspettava che con soli 4 allenamenti a ranghi completi la squadra entrasse così tanto nel nuovo sistema di gioco?
“Sì, magari non proprio a questo livello, però sì. Ho visto i ragazzi come hanno lavorato in queste due settimane e ho capito come mai le squadre di coach Kastritis hanno sempre avuto una chiara identità molto ben definita e interpretata da tutti i giocatori. Lui riesce ad avere un impatto fortissimo nella mentalità dei giocatori ed anche da noi è stato così, nonostante abbia avuto solo pochi allenamenti a ranghi completi a disposizione. Mi ha incoraggiato molto vedere la risposta della squadra agli stimoli del coach”.

Che valutazione dà della prima prova di Mitrou-Long?
“Ha fatto una bella partita in difesa, mentre in attacco ha faticato. E’ normale però, perché anche lui ha fatto solo una settimana di allenamento con i nuovi compagni, quindi qualche automatismo va ancora trovato: mi vengono in mente alcune delle 6 palle perse che ha fatto, andando a memoria nel passare la palla ad un compagno che magari non si trovava nella linea di passaggio in quel momento. Queste sono cose che solo allenandosi e giocando tanto insieme vengono, quindi non siamo affatto preoccupati da questo”.

Fino alla gara di Trapani pensavamo che a questa squadra servissero gerarchie definite, coach Kastritis invece ha ribaltato la cosa e ha messo tutti sullo stesso piano, creando una competizione meritocratica che a Trapani ha dato i suoi frutti…
“E’ così. Il coach non ha creato gerarchie in base al curriculum o al pedigree di un giocatore rispetto ad un altro ma bensì solo in base alla sua capacità di adattamento ed interpretazione delle regole che sono state date alla squadra, in particolare in difesa. Questo è il motivo per cui Elisee è partito in quintetto così come quello per il quale Virginio ha trovato tanto spazio, facendo bene”.

Andiamo sul mercato: è sempre aperta la ricerca di un 4/5 e se sì, c’è qualche pista più calda rispetto alle altre?
“Sì, la ricerca è sempre aperta. Vogliamo trovare, se possibile, un giocatore in quel ruolo che sappia darci fisicità e presenza sotto le plance. Parlando con alcuni agenti abbiamo però messo in chiaro come il coach, prima di Trapani ed ancora adesso, voglia valutare al meglio i giocatori che già ha a disposizione per capire dove andare ad intervenire per mettere in squadra, eventualmente, il giocatore giusto al posto giusto. In questo momento della stagione non è facile trovare profili ideali sul mercato, però se con il coach riterremo di dover fare un altro innesto faremo di tutto per migliorare la squadra”.

Alessandro Burin

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