
Dal settore giovanile del Varese al professionismo. Nonostante i disastri societari degli ultimi anni, culminati con l’autoesclusione dal prossimo campionato di Eccellenza, dalle giovanili biancorosse sono comunque sbocciati giocatori pronti a ritagliarsi un ruolo nel calcio che conta. L’occasione arriverà per due di loro: Cristian Travaglini e Momo M’Zoughi, difensori classe 2000 che hanno fatto un grande salto dall’Eccellenza alla Serie C. Un salire di categoria che la società di Benecchi, se solo avesse saputo gestire almeno le cose basilari, avrebbe potuto monetizzare. Invece, con la perdita del titolo sportivo, tutti i giocatori, compresi i baby delle giovanili, si sono svincolati automaticamente.
I due biancorossi non si ritroveranno però da avversari: il primo è alla FeralpiSalò inserita nel Girone B, mentre M’Zoughi giocherà nel Girone A, lo stesso della Pro Patria, con la maglia della Giana Erminio. Il laterale di origni tunisine ha già iniziato la preparazione fa avanti e indietro tutti i giorni da Como a Gorgonzola, cittadina del Milanese. “Ho sentito subito la differenza di categoria, sin dal primo allenamento – ci racconta -. Ho messo piede in un ambiente veramente serio e professionista con un grande staff e grandi compagni di squadra. Tutti qui ti seguono e ti aiutano, è un calcio ad alta intensità. Un assaggio di calcio vero, per me è la prima volta e mi sembra di vivere un sogno”.
Ovviamente per Momo l’obiettivo è quello di migliorarsi “e sono sicuro che, con uno staff del genere, ce la farò – dice -. Per me è il primo anno e non mi aspetto di giocare tanto, ma sogno un esordio e spero di dare un contributo. Punto a crescere e ritagliarmi dello spazio”.
Che stagione hai vissuto col Varese? “Non facile sotto il punto di vista societario, ma l’aspetto economico per uno della mia età passa in secondo piano. Mi è servito per mettermi in mostra e giocare. Sono soddisfatto di come è andata personalmente. Voglio ringraziare i miei compagni, perché se sono qui adesso è anche merito loro”.
Cosa ti ha detto il tuo nuovo allenatore? “E’ un mister che ti dice bravo se fai bene e ti corregge se sbagli. Ha le idee chiare. Gioca con una difesa altissima e mi sta adattando. Stiamo già provando soluzioni tattiche. Sono felice perché la società punta molto sui giovani, puntiamo ad un buon campionato”.
Quale è stato il momento più bello e quale quello più brutto di quest’anno? “Il più bello è stato sicuramente la chiamata in Nazionale. per ogni calciatore è un sogno, è stato qualcosa di fantastico. Vedere i miei compagni tristi in allenamento è stata la cosa più brutta per me”.
A 20 anni è d’obbligo sognare: “Speravo di diventare professionista col Varese, spero magari un giorno di tornarci perché la piazza merita tanto. Per me Varese è stata anche scuola di vita”.
Elisa Cascioli