Tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile“, parole e mantra del corso targato Luis Scola ai piedi del Sacro Monte, un motivo ripetuto a più riprese dall’AD biancorosso nel corso delle ultime stagioni e che ne ha anche definito diverse situazioni di mercato, in cui la società biancorossa ha mostrato una certa fermezza nelle proprie decisioni e che ne ha sicuramente definito il carattere nelle contrattazioni.

Ci sono però situazioni che vanno oltre qualsiasi mantra, oltre qualsiasi logica societaria, oltre tutto, perché incarnano un valore umano, morale, di affetto e di emozioni impagabile e che poi è parte intrinseca di una storia durata ben 8 anni e che finalmente va celebrata.

Fu un delitto una stagione e mezza fa non concedere il giusto tributo e saluto a Giancarlo Ferrero, che nell’ultima gara casalinga della salvezza contro Scafati forse sapeva di essere arrivato al capolinea di quella storia d’amore che ne ha segnato la carriera così come gli animi di tutto un popolo che nel “Gianca” si è perfettamente incarnato in campo e fuori per quei valori che ha saputo trasmettere e con i quali ha saputo rappresentare Varese.

Un capolinea però solo ipotetico, divenuto ufficiale solo dopo qualche settimana e del quale non si è potuto celebrare il giusto saluto per una delle figure più iconiche dell’ultimo ventennio della storia biancorossa.

Un delitto, lo ripetiamo, il non aver potuto celebrare una festa doverosa e rigorosa e che poi è anche un passaggio chiave di quell’identità che la società biancorossa ha sempre saputo creare con il suo popolo, con la sua gente, in un rapporto do ut des, che in ogni gara casalinga viene ripagato dal calore e dalla spinta del sesto uomo in campo che è il pubblico di Masnago, nei tempi di burrasca, come in quelli di vento a gonfie vele.

Ed allora sabato sera, quando finalmente ci sarà l’occasione di celebrare il saluto all’ex capitano di tante battaglie, dovrà esser un momento speciale, che trascenda dalla logica della partita, che vada anche oltre l’urgenza del momento e che venga costruito ad hoc per renderlo unico ed indimenticabile, benché a margine di una partita molto importante per i biancorossi.

Perché a volte, anche nello sport, ci sono momenti, situazioni, che vanno oltre il valore del risultato, perché incarnano un senso di comunità che è valore indispensabile per realtà come la Pallacanestro Varese che sabato deve godersi un momento di festa, al di là di tutto, in quel saluto che ha atteso fin troppi giorni per essere celebrato e che ora va vissuto al massimo della sua espressione.

Alessandro Burin

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