
Quart’ultima giornata di campionato per il Campus che domani viaggerà ancora alla volta della Toscana per affrontare a Firenze l’Olimpia Legnaia, appollaiata al secondo posto in classifica alla pari della Virtus Siena. Dopo la grande prova messa in mostra contro la Mens Sana Siena, i varesini cercano conferme: “Sono molto contento della prova messa in mostra sabato scorso contro Siena. Se poi consideriamo che Tapparo non doveva nemmeno giocare quella partita per un piccolo problema accusato in settimana al ginocchio, Carità non era disponibile per una ditata presa in un occhio, Mantovani aveva la febbre…e poi abbiamo perso anche Tomas Scola e mi dispiace perchè era in un momento in cui ci stava dando un grande aiuto. Ad ogni modo la risposta che abbiamo avuto da tutti i ragazzi è stata più che positiva. Anche i due supergiovani Turconi e Kangur si sono fatti trovare pronti e hanno assaggiato il campo. Bisogna tenere conto che queste gare che rimangono ci servono per farci trovare pronti fra un mesetto quando si inizierà a fare sul serio. Tanto ai playout il piazzamento serve fino a un certo punto: lì devi vincere”.
Hai già accennato all’esordio dell’ancora quindicenne Robert Kangur (li compirà il 16 aprile, ndr): una gara in cui ha mostrato tanto carattere…
“Lo sappiamo che lui ha la mentalità del giocare e non ha paura di niente. Ha fatto bene e sono contento della sua prova che ha messo in mostra contro Siena”.
Domani affrontate Legnaia in trasferta con l’obiettivo di proseguire nei progressi messi in mostra contro la Mens Sana…
“Il discorso è sempre il solito. Queste gare di play in devono essere un allenamento costruttivo su quello che deve essere il nostro futuro e su quello che ci servirà avere nella nostra faretra quando si alzerà la palla di gara uno playout. Se l’atteggiamento è quello messo in mostra contro la Mens Sana, possiamo anche perdere. Il problema è quando altre volte non ci siamo nemmeno presentati in campo. Legnaia è una squadra solida, esperta, ben allenata. Noi ci faremo trovare pronti a lottare come sette giorni orsono”.
Matteo Gallo