A punteggio pieno nelle ultime tre partite, la Solbiatese ha incrementato il vantaggio sulle inseguitrici consolidando ulteriormente il suo secondo posto dietro un’Arconatese che non sembra disposta a perdere colpi. Il campionato, però, non è ancora chiuso e le intenzioni dei nerazzurri sono chiare: fare il massimo dei punti possibili e guardare contemporaneamente in due direzioni, sapendo che se la speranza della vetta pende da un filo sottile, con un’estremità nelle mani degli oroblù, conquistare il miglior posizionamento nei playoff, invece, dipende esclusivamente dal proprio operato sul campo.

Con il secondo miglior attacco e la miglior difesa in assoluto del girone, gli uomini di Gatti possono contare, nelle retrovie, sui centimetri e la qualità di Maurizio Cosentino. Ex Varesina e Sant’Angelo con oltre 150 presenze in D, il difensore classe 1999 ha giocato nella massima serie dilettantistica anche con le maglie di Picerno, Caronnese e Legnano. Ora per la prima volta in Eccellenza, è impegnato sul fronte insieme ai compagni per cercare di completare una missione che sta animando un’intera piazza.

First things first: come stai dopo l’infortuno di Rho? Pensi di essere a disposizione per domenica?
“Sto abbastanza bene, mi sono fatto male alla caviglia ma non è nulla di grave. Sento ancora dolore, per cui mi sottoporrò agli esami del caso e in questi giorni valuteremo la situazione. Da parte mia penso di farcela, poi ovviamente non spetterà a me decidere. Spero di esserci, anche perché a Legnano ci ero stato per sei mesi; non era andata benissimo, ma è una società importante con una bella piazza, e affrontare un’ex è sempre molto stimolante”.

In questi mesi siete passati dalla difesa a quattro di mister Grieco alla difesa a tre di mister Gatti. Che differenze hai trovato tra le due soluzioni e quale senti più affine alle tue caratteristiche? Stare al fianco di giocatori come Puka e Gabrielli ti dà una mano in tal senso?
“A prescindere dal modulo, Grieco e Gatti sono due allenatori molto diversi tra loro. Personalmente, nella mia carriera sono sempre stato abituato a giocare sia a quattro che a tre; essendo un difensore offensivo a cui piace proporsi anche in avanti, a quattro potevo farlo solo in certe situazioni, mentre a tre sento di riuscire a esprimermi meglio. Sicuramente avere a fianco Marian (Puka, ndr) e Mattia (Gabrielli, ndr) mi permette di spingere ancora di più, proprio perché so che dietro ci sono due giocatori come loro che danno molta sicurezza, così come gli stessi Lonardi e Guanziroli quando vengono schierati in difesa. Questo modulo mi dà sicuramente una mano; Gatti era già stato mio allenatore, quindi mi conosceva bene”.

Nelle ultime sei gare avete ottenuto cinque vittorie più un pareggio con una squadra in netta ripresa come il Lazzate. C’è stata, secondo te, una svolta mentale?
“Innanzitutto quando si cambia guida tecnica, significa che si è fallito un po’ tutti, a partire da noi giocatori. Forse mentalmente non eravamo nelle migliori condizioni, ma poi siamo riusciti a sbloccarci e questi risultati ci hanno dato una grande mano. Abbiamo trovato continuità e dobbiamo solo sperare di tenere questo ritmo fino a fine stagione, quando sarà il momento di tirare le somme”.

Nel bel mezzo di questo filotto positivo è arrivata, d’altro lato, l’eliminazione dalla Coppa Italia. Quanto vi ha fatto male uscire in quel modo? Lo vedevate come un percorso più facile (o perlomeno più corto) dei playoff?
“Insomma, più facile direi di no perché le squadre che arrivano fino in fondo sono di ottima qualità. Essere eliminati senza neanche una sconfitta in tutto il percorso ci ha lasciato tanta delusione e tanto rammarico. Allo stesso tempo, però, ci ha dato la consapevolezza di essere una grande squadra capace di giocarsela alla pari, meritando anche qualcosa in più, contro un’Alessandria che nel suo girone ha oltre dieci punti di vantaggio sulla seconda. Non è una cosa da poco e ci ha dato ancora più fiducia nei nostri mezzi”.

Considerando il distacco e gli ultimi impegni vostri e dell’Arconatese, coltivate ancora una minima speranza per il titolo o siete già proiettati alla post-season?
“Non nascondo che tutti abbiamo ancora l’ambizione e la speranza di potercela fare, quindi finché la matematica non ci lascia fuori dal primo posto, continueremo a crederci facendo sempre del nostro meglio. Ovviamente, però, bisogna anche essere realisti; se un occhio lo buttiamo avanti, con l’altro ci guardiamo dietro, perché a questo punto della stagione è giusto fare tutti i conti del caso, sapendo che i playoff sono una vetrina importante e che dovremo e vorremo sfruttarli al meglio”.

A parte con l’Arconatese nella gara di andata, non avete mai perso uno scontro diretto con le altre squadre dei playoff. Possiamo dire che questi risultati abbiano compensato i punti persi con avversari meno quotati?
“Sì, abbiamo lasciato per strada parecchi punti contro squadre di medio/bassa classifica e questo alla lunga ha inciso sui nove punti di distacco dall’Arconatese, che quelle partite invece non le ha sbagliate. D’altro lato, non aver mai perso contro le squadre della nostra zona di classifica ci fa ben sperare per il futuro”.

Il prossimo (e ultimo della stagione) sarà appunto con il Legnano, che potrebbe essere importante anche per aumentare la forbice sul quinto posto…
“Esatto, è una partita che vale doppio sia in termini di punti e classifica, sia per dare continuità a quanto fatto finora, dato che un risultato diverso dalla vittoria equivarrebbe a un passo indietro. Detto ciò, dopo di loro andremo ad affrontare squadre che devono fare di tutto per salvarsi, quindi saranno partite altrettanto, se non ancor più, difficili”.

In quest’ottica, le prestazioni recenti vi stanno dando sicurezza per il rush finale? E cosa non potrà assolutamente mancare per raggiungere l’obiettivo?
“Sì, sicuramente fare bene ci ha dato fiducia, consapevolezza e anche serenità. Da qui alla fine non dovranno mai mancare impegno, costanza e concentrazione, e non dovremo neanche guardare troppo la classifica; come dicevo, sappiamo bene che contro le squadre che stanno più in basso di noi non sarà una passeggiata e infatti il girone di andata ci ha insegnato a non sottovalutare nessuno”.

Qual è, finora, la partita che ti è rimasta più indigesta e quella in cui invece hai visto la miglior Solbiatese?
“Di partite che non ci sono piaciute ce ne sono diverse, ma in particolare l’1-1 nell’andata con il Legnano, visto che abbiamo preso gol all’ultimo minuto. Quanto alle prestazioni importanti, penso che le migliori siano state il ritorno di campionato e i quarti di Coppa con l’Arconatese, oppure la gara con l’Alessandria, in cui abbiamo sempre dimostrato di essere una squadra presente”.

Che realtà hai trovato a Solbiate e che giudizio dai alla tua stagione?
“A Solbiate mi sono trovato benissimo sin da subito; è una società di persone sempre disponibili che non fanno mancare nulla, sia per quanto riguarda il contesto di campo, sia per quello extra campo, soprattutto per chi come me viene da fuori. Quanto alla mia stagione, penso che si possa fare sempre meglio. È mancato qualche gol a referto, ma tutto sommato il bilancio personale è abbastanza positivo”.

Silvia Alabardi

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