In dirittura di arrivo di un’annata vissuta costantemente in solitaria, senza abbandonare nemmeno per un attimo la vetta della classifica, l’Arconatese si prepara a vivere le ultime tre partite di questo campionato da record che potrebbe riportarla nella propria categoria di appartenenza. I numeri parlano di una squadra attrezzata e completa in tutti i reparti, che finora ha conquistato 67 punti frutto di venti vittorie e sette pareggi, uscendo sconfitta soltanto in quattro occasioni. Oltre a un attacco insaziabile e a un centrocampo robusto, la truppa di mister Livieri sta facendo la differenza anche nella propria area, registrando non a caso la miglior differenza reti del girone.

Al centro della retroguardia troviamo Gabriele Vavassori, approdato per la prima volta in questa piazza nella stagione 2016/17, precisamente quella della vittoria del campionato di Eccellenza. Da lì, altre due stagioni in oroblù, il salto alla Pianese in Serie C e tanta Serie D tra Vado, Torres, Fano, Crema, Dolomiti Bellunesi e Castellanese, prima di ritornare ad Arconate nella passata stagione. Tra le prime riconferme della campagna estiva, il difensore classe 1998 è a un passo dal riprendersi ciò che era andato perso quasi un anno fa.

Dopo aver perso la categoria, restare qui è stato un modo per cercare riscatto?
“Chiaramente, una volta successo quel che è successo, il primo pensiero sia mio che della società è stato di proseguire insieme per cercare di ritornare subito nella categoria in cui dobbiamo stare. Oltre a me sono stati confermati tanti altri ragazzi che conoscevo dagli anni precedenti; a questa ossatura sono stati aggiunti elementi importanti, come Scapinello, D’Errico, Silvano… Siamo sicuramente una squadra forte e proprio per questo non possiamo mancare il nostro obiettivo. Ci siamo quasi, ma non è ancora detta l’ultima parola, per cui aspetteremo ancora una o due giornate”.

Dopo aver chiuso il girone di andata con undici punti di distacco dalla seconda, pensavate che il titolo, aritmeticamente parlando, sarebbe arrivato prima? Perdere un po’ di terreno vi ha tolto serenità?
“Avere undici e poi anche dodici o tredici punti di vantaggio era sicuramente una sicurezza, ma non abbiamo mai pensato che il campionato fosse già chiuso. Ora ne abbiamo solo sei e cercheremo di mantenerli tali fino alla fine. Abbiamo sempre lavorato tutta la settimana per preparare ogni singola partita e continueremo così di domenica in domenica”.

Secondo te, c’è qualche fattore in particolare a cui potrebbe essere imputato questo leggero calo?
“Sicuramente qualche episodio non ci ha aiutato. Un esempio è la mia espulsione contro la Lentatese a fine febbraio, che può essere stata una situazione penalizzante. Giocare dieci contro undici è sempre difficile e in quel momento stavamo già perdendo. Al di là di questo, però, un po’ di distacco fortunatamente è rimasto; ora che mancano solo tre partite, dipenderà tutto da noi”.

Domenica farete visita alla Caronnese, che all’andata è stata la prima squadra a riuscire a battervi. Proverete a chiudere la pratica?
“Partiamo dal presupposto che contro di noi tutte le squadre sono sempre scese in campo con il coltello tra i denti e abbiamo sempre dovuto fare la partita. Sarà la stessa cosa anche domenica, in cui dovremo essere bravi a non ripetere quanto successo all’andata per portare a casa tre punti che potrebbero essere decisivi”.

Se la classifica dovesse restare ancora aperta, nelle ultime due giornate vi aspetteranno Altabrianza Tavernerio e Arcellasco Città di Erba…
“Giocare contro di loro sarà ancora più difficile. La Caronnese ha bisogno di punti per i playoff, ma ha comunque un certo distacco sulle inseguitrici e in un certo senso potrebbe anche permettersi di non raccogliere il bottino pieno. Invece, Altabrianza e Arcellasco sono due compagini che lottano per salvarsi e che devono fare punti per forza”.

Momento statistico: se in termini di gol subiti ci sono alcune concorrenti che hanno saputo eguagliarvi o superarvi, il vostro attacco spicca con quasi 20 gol in più della seconda. È questa la vostra arma vincente?
“Sì, sicuramente la nostra forza quest’anno è l’attacco, a mio parere straordinario. Dietro, poi, non abbiamo preso tanti gol e siamo una delle migliori difese, quindi queste due situazioni insieme ci hanno permesso di avanzare verso l’obiettivo comune fissato fin dall’inizio della stagione, che è appunto la promozione diretta”.

Personalmente e collettivamente, cosa hai apprezzato di più di questa stagione? E cosa vedi nel tuo futuro a breve/medio termine?
“Quello che mi è piaciuto tanto di quest’anno è il nostro spirito di squadra, perché a differenza di altri spogliatoi in cui magari possono crearsi piccoli gruppetti, nel nostro caso siamo tutti uniti e ci muoviamo nella stessa direzione. Dal punto di vista personale sono abbastanza soddisfatto e in queste ultime tre partite cercherò di migliorare ancora, sia in termini di prestazione che di score, se possibile. Per ora ho fatto sette gol, il mio record personale è di otto… per cui si può fare (ride, ndr). Riguardo al futuro, confido in primis nella vittoria del campionato. Ad Arconate sto bene e la mia volontà per l’anno prossimo potrebbe essere quella di rimanere, poi chiaramente dipenderà dalla società”.

Silvia Alabardi

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