
Il quadro varesotto della Serie D nell’immediato dopo-pasqua presenta una situazione simile a quella di due settimane fa per quanto riguarda il Girone A, mentre la classifica del Girone B comporta un’inversione di prospettive. Merito, in tal senso, della Castellanzese che riesce a risorgere portando a termine una grandissima impresa sulla Leon e a rimettere momentaneamente il naso fuori dalle turbolenti acque playout, a scapito di una Varesina che perde di misura contro il ChievoVerona e torna a vivere l’incubo della retrocessione diretta.
La 31^ giornata della massima categoria dilettantistica è però coincisa con un’amara conferma chiamata Varese: la sconfitta per 2-0 contro il Celle Ligure ha segnato la nuova grande crisi stagionale dei biancorossi e fissato quello che forse è un punto di non ritorno nei confronti dei tifosi. Di conseguenza, il podio è relativamente facile da stilare.
1° posto – CASTELLANZESE
Un pomeriggio da Leon per la Castellanzese che supera 1-0 una delle migliori squadre del momento e mette a referto tre punti d’oro in chiave salvezza. Man of the match? Inutile ribadirlo: Mario Chessa. Il mancino al volo del “Mago” vale una vittoria cruciale per la Castellanzese che scappa nuovamente a +8 nei confronti della Varesina e, in virtù dell’ormai celebre forbice playout, sarebbe ad oggi salva. Attenzione: con ancora nove punti in palio è però impossibile parlare con certezza e, verosimilmente, il condizionale sarà d’obbligo fino all’ultima giornata.
Resta il fatto che, dopo un periodo complicato, la Castellanzese è tornata a parlare di “Vorrei, e posso“. Contro la Leon si è vista una squadra compatta, ordinata e, soprattutto, unita a livello mentale. Lo dimostra l’esultanza per un gol che è parso come un peso scivolato via e che ha portato la squadra a esaltarsi in fase difensiva contro un avversario reduce da otto vittorie nelle ultime nove. Per i neroverdi obbligatorio guardare avanti: le sfide a ChievoVerona e Milan Futuro sono impossibili solo sulla carta (come del resto poteva sembrare quella contro la Leon) e la Castellanzese è pronta a far parlare il campo per poi, si spera, festeggiare la salvezza contro la Virtus CiseranoBergamo.
2° posto – VARESINA
Sarebbe stato più giusto un pareggio, ma il calcio è governato da un aspetto insindacabile che risponde al nome di “verdetto del campo”. Ciò cosa significa? Che la Varesina, ancora una volta, è andata a perdere una sfida sicuramente difficile, ma cruciale per la propria permanenza in categoria. E, così facendo, ad oggi sarebbe condannata alla retrocessione diretta in Eccellenza. Il ChievoVerona non ha rubato nulla, sia chiaro, anche se i 24 punti che dividono le due squadre in classifica non si sono visti tanto a livello di gioco quanto nella gestione mentale della sfida. Aspetto su cui la Varesina è da tempo carente.
Il pareggio del Caldiero Terme ha se non altro aiutato a tenere a debita distanza la Nuova Sondrio (-6), ma nel frattempo il Pavia è scappato a +3 e l’attuale -8 dalla Castellanzese fa suonare a livelli massimi il campanello d’allarme. La Varesina dovrà ora sfidare un Milan Futuro abbastanza tranquillo in zona playoff, ma pronto a risalire ancor di più la classifica, per poi chiudere con lo scontro diretto ospitando il Breno (+3) e facendo visita ad un Caldiero Terme che, si spera, possa essere già salvo. La salvezza diretta è matematicamente impossibile: il focus playout è acceso, ma la possibilità di mantenere la categoria agli spareggi va conquistata. E la Varesina deve riuscire a compiere quel passo in più a livello caratteriale che fin qui è quasi sempre mancato.
3° posto – VARESE
I tifosi del Varese pretendono di vedere un Varese perennemente vincente. Assunto che va accettato e che riflette implicitamente il valore di questa piazza. Per questo motivo, perdere due match consecutivi contro due neopromosse (sia Valenzana Mado sia Celle Varazze hanno meritato le rispettive vittorie) è inevitabile che porti all’esplosione della rabbia e della polemica nel popolo biancorosso. Eppure, mai come ieri ci sarebbero tutti gli alibi per giustificare ciò che viene definito ingiustificabile: Qeros (che finalmente stava iniziando a dimostrare una minima parte del proprio valore) s’infortuna dopo 8′, Taina si fa espellere nella maniera più ingenua possibile e il rigore di Donaggio spiana la strada ai liguri che blindano il successo nella ripresa.
Nel mezzo, resta ciò che a fini statistici finisce sempre nel dimenticatoio: un buon atteggiamento da parte dei biancorossi che, pur in inferiorità numerica e falcidiati da acciacchi e assenze importanti, hanno provato a restare a galla contro un avversario che, va detto, ha giocato con la bava alla bocca di chi ha fame salvezza. Al triplice fischio restano i silenzi e le riflessioni su una squadra che non vince da quattro giornate e che sembra aver creato una spaccatura insanabile con buona parte della tifoseria (gli irriducibili presenti allo stadio hanno comunque omaggiato i giocatori con cori e applausi). E, al netto di una situazione sicuramente difficile, i playoff sono lì ad un passo: con nove punti a disposizione, recuperarne due ad un Chisola altrettanto in crisi non è impossibile. Ma c’è davvero voglia di playoff?
Matteo Carraro





























