Alla definizione di esperienza corrisponde senz’altro la descrizione di Raffaella Gippini: classe 1977, la carta d’identità non mente, eppure il fattore anagrafico ancora ben si abbina a qualità, quantità e mentalità. Quella che doveva essere una semplice occasione per continuare ad allenarsi si è ben presto trasformata in un’opportunità sia per l’attaccante sia per il Varese Femminile, che non ha esitato a tesserarla. E lei, da grande calciatrice qual è, ha subito risposto presente con il gol vittoria segnato a Bresso pochi minuti dopo il suo esordio.

Varese è dunque l’apice di una carriera che, dopo ho primi passi nel Germignaga, ha visto Gippini ritagliarsi uno spazio importante nell’Alto Verbano, per poi fare un’esperienza anche al Lugano in Serie A e tornare in provincia tra Ispra, Gavirate e Laveno. Claudio Vincenzi e Giandomenico Francione avevano provato a contattarla già ai tempi del CerBis, ma solo la scorsa estate si sono allineati i presupposti per il matrimonio: l’idea iniziale era quella di offrirle un ruolo dirigenziale, ma le esigenze di campo hanno per l’appunto dato il via ad un nuovo inizio sul campo. E Gippini ha risposto presente: pur con un minutaggio non elevatissimo, anche in biancorosso ha messo in mostra la sua velocità, il suo opportunismo e il suo senso del gol.

“Diciamo che non mi aspettavo di essere qui – esordisce Gippini con un sorriso – perché la mia intenzione era solo quella di continuare ad allenarmi per restare in forma: ho iniziato a ottobre, come da programma, ma siccome a dicembre c’era bisogno ho scelto di essere tesserata. L’esordio? Sono riuscita a segnare pochi minuti dopo essere entrata: al di là della soddisfazione personale, è stato stupendo debuttare con un gol così importante per la squadra. Sono stata contentissima”.

Com’è stato inserirsi in un gruppo del genere?
“Al di là di quelle che sono state mie compagne di squadra in passato, altre ragazze le avevo già affrontate da avversarie. Anche la dirigenza era composta da volti noti e so che mi cercavano da parecchio, per cui non sono arrivata impreparata: devo dire che il gruppo è davvero ben affiatato e unito, tutte le ragazze sono fantastiche e mi hanno accolto al meglio fin dal principio. Anzi, colgo l’occasione per ringraziarle tutte”.

E pensare che per te avevano pensato ad un ruolo dirigeniziale…
“Vedendo la carta d’identità non potrebbe essere altrimenti (ride, ndr)! Scherzi a parte, il calcio fa parte della mia vita e, siccome mi trovavo davvero bene, ho accettato di entrare stabilmente in squadra. All’epoca c’erano delle assenze, ma non pensavo di giocare; e, invece, tutto si è incastrato alla perfezione. Il minutaggio è limitato perché devo anche gestirmi, ma sono soddisfatta e penso di aver dato il mio contributo”.

Con le tue compagne abbiamo sempre parlato del “gruppo”. Alla luce della tua esperienza, qual è il vero valore di questo gruppo?
“Può sembrare una frase fatta, ma è uno dei migliori spogliatoi che io abbia mai vissuto. Sono rimasta colpita perché c’è un gruppo che si aiuta tanto sia in campo che fuori: ognuno ha le sue caratteristiche, sportive e personali, che va a compensare con quelle delle altre. Cosa ho portato? Sicuramente esperienza (ride, ndr), ma un paio di gol li ho fatti; spero di continuare così”.

Al di là di tutto, questa è la tua 35esima stagione: cosa ti porta costantemente in campo?
“Sarò ripetitiva, ma è la passione il motore di tutto. Mi piace tenermi allenata e, a maggior ragione in un gruppo come questo, nonostante la tanta differenza d’età, è facile trovare gli stimoli per andare avanti. Ovvio, prima o poi dovrà smettere, in realtà già nel 2024 avevo fatto la mia festa di fine carriera (ride, ndr), ma finché riesco a gestirmi così penso di potermela cavare ancora”.

Nella tua carriera hai vissuto diverse esperienze: com’è cambiato il calcio femminile dal tuo punto di vista?
“In primis gli allenamenti sono molto più strutturati e in partita si dà oggi priorità alla parte tattica, cosa che magari in passato era lasciata in secondo piano. Mi sono adattata bene a quest’evoluzione, cavalcando il cambiamento in maniera positiva. Anche il fatto di avere maggiore visibilità, a livello anche nazionale, è sicuramente un valore aggiunto che invoglia le bambine e le ragazzine a intraprendere questa strada; e, rispetto al passato, ci sono sicuramente più possibilità”.

Venendo al presente, siete reduci da due impegni ravvicinati e nel bel mezzo di un periodo di fuoco. Dopo quattro sconfitte consecutive, il poker sul Bresso può rappresentare un nuovo inizio?  E, al tempo stesso, come giudichi il pareggio in Coppa contro il FiammaMonza?
“Arrivavamo dal periodo più complicato della stagione frutto di quattro ko arrivati per diversi motivi: se perdere contro Doverese ed Erbusco ci può stare, è la sconfitta di Desenzano a lasciare l’amaro in bocca, così come quella contro la Rhodense nonostante i primi 20’ di blackout. Domenica abbiamo raccolto una bella e importante vittoria che ha dato morale al gruppo, permettendoci di affrontare l’andata della semifinale con maggior serenità: purtroppo non siamo riuscite a vincere, ma la sfida è ancora apertissima e la prossima settimana daremo tutto per accedere alla finale”.

Domenica trasferta a Brugherio; poi, per l’appunto, altro impegno di Coppa. Come si gestiscono impegni così ravvicinati, considerando che non siete abituate a giocare infrasettimanali?
“Siamo nel bel mezzo di due settimane davvero toste perché giocare ogni tre giorni è dispendioso, ma il gruppo sta bene ed è in salute; possiamo gestire tutti gli impegni con l’augurio di ottenere il massimo”.

A proposito di auguri, qual è l’auspicio per la fine della stagione?
“Ovviamente vincerle tutte e provare ad arrivare terze, vale a dire l’obiettivo che ci eravamo prefissate. Per la Coppa, inutile ribadirlo: vogliamo la finale. Ma dipenderà tutto da noi”.

E per l’anno prossimo? La dirigenza biancorossa ha ribadito che per te c’è già una porta aperta…
“Per ora la lasciamo aperta (ride, ndr): ad oggi sono ancora più concentrata sulle porte in campo. Per il futuro ci sarà tempo per decidere; nel frattempo, finché continua a scappar via qualche gol qua e là, tanto di guadagnato”.

Matteo Carraro

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