
Al triplice fischio di domenica, con un 1-0 sulla Caronnese firmato Gabriele Vavassori, l’Arconatese ha festeggiato con due giornate di anticipo la vittoria del campionato di Eccellenza. Un traguardo meritato per un gruppo che si è piazzato al primo posto alla prima giornata di campionato e non si è mai più allontanato dalla vetta. Con ventun vittorie, sette pareggi e solo quattro sconfitte, la truppa di mister Giovanni Livieri ha centrato l’obiettivo posto pochi mesi fa: tornare il prima possibile nella propria categoria di appartenenza. Da tredici anni sulla panchina oroblù, il tecnico non può che considerarsi soddisfatto del percorso dei suoi ragazzi, che dopo aver registrato numeri da record metteranno il punto finale a questa stagione straordinaria con i due impegni contro Altabranzia Tavernerio e Arcellasco Città di Erba.
Mister, nel pre-campionato dichiaravi ai nostri microfoni che ad Arconate avevate vinto insieme, perso insieme e sareste ripartiti insieme. Una promessa mantenuta che ha coronato il vostro sogno…
“Più che una promessa, è stata sempre la nostra forza. Abbiamo continuato sulla scia degli altri anni, lavorando bene insieme, con la stessa mentalità e la stessa filosofia, e questo ci ha permesso di toglierci una bella soddisfazione”.
Confermare buona parte del gruppo era stata una tua precisa richiesta. Non solo i vecchi meccanismi hanno continuato a girare, ma anche l’intesa con i nuovi innesti si è rivelata fondamentale. Si può dire che questa vittoria si costruiva già in estate?
“Il mio ringraziamento va soprattutto ai ragazzi che hanno deciso di rimanere dopo la retrocessione. Già allora, le numerose riconferme avevano fatto capire quanto fosse grande la nostra voglia di rivalsa per andare a riprenderci quello che avevamo perso. In più, i nuovi giocatori hanno portato un’ulteriore dose di qualità e questa amalgama si è rivelata vincente”.
Per te che ad Arconate hai trovato una seconda casa, cosa significa raggiungere questo traguardo nel modo in cui l’avete fatto?
“Ho detto ai ragazzi che forse non si rendono ancora conto di cosa hanno fatto: siamo andati in testa alla prima giornata e già a ottobre abbiamo creato un ampio divario tra noi e la seconda, mantenendo poi il vantaggio finché la matematica non ci ha proclamato vincitori. È stato qualcosa di veramente speciale e anche i numeri riflettono la grandezza di questa impresa: siamo una squadra che ha portato in gol quindici ragazzi diversi e che vanta il miglior attacco del girone. Siamo anche la seconda miglior difesa, quindi l’obiettivo che ci siamo posti da qui alla fine è di raggiungere la vetta anche di quella classifica”.
Gli avversari sono avvisati: l’Arconatese vuole chiudere in bellezza…
“Assolutamente sì. La nostra voglia di scendere in campo e vincere le partite non cambia, sia perché abbiamo questo altro piccolo traguardo da raggiungere, sia perché dobbiamo e vogliamo garantire la regolarità del campionato. Affronteremo due squadre che lottano per la salvezza, ma ce ne sono altrettante nella stessa situazione; non possiamo festeggiare in campo, lo faremo tra due settimane”.
Tra le tantissime esultanze di questa stagione, quali ti sono rimaste particolarmente nel cuore?
“Sicuramente la partita molto tirata con l’Altabrianza, che incontreremo proprio questa domenica. Abbiamo vinto 1-0 all’ultimo minuto e quasi in contemporanea ci è arrivata notizia del pareggio della Solbiatese: sono stati ulteriori punti guadagnati sulla seconda ed è stato un bel momento da condividere. Per fortuna di vittorie ce ne sono state tante e sceglierne solo qualcuna è difficile… Dico anche i successi con Ardor Lazzate, Solbiatese e Legnano tra fine settembre e ottobre: nel girone di andata siamo partiti molto forte, ma il calendario ci ha messo subito di fronte squadre importanti, tra cui includo anche l’Ardor che era partita con grandi aspettative, e quindi quella serie di vittorie ci ha aiutato a prendere maggiore consapevolezza”.
Vuoi fare una dedica speciale per questa promozione?
“La dedica la faccio solo e semplicemente ai miei ragazzi, perché la meritano tutta: sono un gruppo non solo di giocatori forti ma anche e sopratutto di uomini con valori importanti”.
Silvia Alabardi




























