Un rinnovo che alza il livello e le ambizioni. E’ stata una domenica di festa, quella appena passata, in casa Pallacanestro Varese, che ha visto l’ufficialità di Davide Alviti per le prossime due stagioni garantite. Un accordo forte, testimonianza del rapporto solido tra giocatore e club ma anche di come il livello dei biancorossi si stia alzando, a poco a poco, anche a livello di appeal.

E’ chiaro, poi, non nascondiamoci, nel mercato ciò che fa la differenza sono i soldi, perché alla fine per chi fa il professionista sono quelli che contano più di tutto, indipendentemente da tutto ed anche da questo punto di vista l’operazione permanenza di Alviti segna un punto di svolta importante in casa Pallacanestro Varese.

Come abbiamo avuto modo di raccontarvi, benché numeri e cifre non saranno mai confermati o meno in maniera pubblica dalla società, la base dell’accordo con “Dado” è stata di quelle molto onerose, per un giocatore che, in un mercato italiani come quello di quest’anno, rappresentava un panda da cercare di non farsi scappare e che il management biancorosso è stato bravissimo ad assicurarsi ancor prima di sapere quale sarà il suo destino europeo, altra variabile che, al di là di ciò che qualcuno potrebbe raccontare, conta eccome nella scelta di un giocatore, soprattutto se nella piena maturità cestistica come Alviti.

Ma non solo. Perché la permanenza del numero 2 biancorosso rappresenta quella svolta verso l’alto a livello di considerazione per un giocatore: non prendiamoci in giro, fino a una stagione e mezza fa sarebbe stato pressoché impossibile trattenere un giocatore di questo livello e non a caso Varese negli ultimi anni i suoi azzurri più rappresentativi li ha sempre persi dopo una stagione, però oggi, con un progetto tecnico chiaro in mano a coach Kastritis ed una società che vive la sua piena seconda fase di sviluppo del progetto targato Luis Scola, può permettersi di andare a compiere questi colpi ancor prima di costruire il pacchetto stranieri, che sappiamo poi essere il più oneroso di tutti.

Ed allora, in un anno in cui il roster sarà costruito con il 6+6, la conferma di Alviti si staglia come baluardo di un mercato volto all’ambizione di un club che l’anno prossimo vuole provare a compiere quell’ennesimo step in avanti mancato per due volte, in maniera fragorosa nell’ultima annata, che però vale oggi da stimolo per cercare di costruire una squadra sempre più competitiva.

Alessandro Burin

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