Magari sfugge qualcosa (e magari no). Ma, per sintesi estrema, quanto è accaduto (o, forse, non accaduto), oggi nel CdA biancoblu è una vittoria di Patrizia Testa. Che cederà le proprie quote a chi si era proposto direttamente a lei (Giancarlo Travagin). E non alla controparte. E che lo farà alle proprie condizioni. Quanto poi questa sia una buona o una cattiva notizia per la Pro Patria, beh, è materia delle prossime settimane. I dubbi restano tutti sul tavolo. Venendo alla controparte Finnat Fiduciaria (coagulata da Luca Bassi), i motivi per cui non abbia appoggiato alternative più strutturate di quelle di Travagin e non abbia reso esecutiva la prelazione per l’acquisto del 51% delle quote rispondono ad una strategia difficile da comprendere (indisponibilità di un terzo soggetto a cui girarle dopo il passo indietro di Estrella Football Group?). Per non dire della surrettizia presentazione del DS Giovanditti. Probabilmente (avverbio eufemistico), sarebbe stato il caso di prendere tempo.

Sia come sia, la minoranza (allo stato), resta tale. Vedremo con quali prospettive o (nel caso), con quali modalità tecniche di uscita richieste alla rinnovata maggioranza. Senza peraltro l’aspettativa di sapere tutto. Tanto (alla fine), che differenza fa? Solo ad inizio giugno un esito di questo tipo sarebbe stato un colpo di scena. Oggi, decisamente meno. Nelle more, da dopodomani (venerdì) alle ore 14 del 10 luglio si apre la finestra per l’iscrizione alla Serie D 2026/27. Primo passo da compiere. Viste le circostanze, neppure così scontato.                                                              

Giovanni Castiglioni

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