Una stagione di crescita, tra conferme, riorganizzazione interna e un’identità che continua a rafforzarsi. La Valceresio archivia l’annata sportiva 2025/26 con la consapevolezza di aver compiuto un ulteriore e importante passo in avanti nel proprio percorso di sviluppo, sia sul piano agonistico che su quello progettuale. Un lavoro quotidiano che coinvolge staff, atleti e famiglie, in un contesto che punta sempre più a strutturarsi come punto di riferimento per il calcio giovanile del territorio.

A tracciare il bilancio è il responsabile del Settore Giovanile Fabio Cardelli, che analizza risultati, crescita del movimento e prospettive future del club: “Mi sento di poter dire che chiudiamo una stagione molto positiva per tutte le categorie. Sicuramente con qualche errore nostro di gestione o di valutazione, ma atleti e staff hanno sempre cercato di dare il 100%. Ci stiamo affacciando a categorie importanti: con il ripescaggio dell’Under15 possiamo dire di avere tre categorie su quattro nei Regionali, oltre all’Under18 e alla Juniores Elite che si confermano con merito”.

Un percorso che richiede un salto di qualità non solo tecnico…
“Serve ancora tantissimo impegno e determinazione nel crescere non solo nella qualità tecnica dei singoli, ma soprattutto nei collettivi. Parlo di attitudine, dedizione, sacrificio e senso di appartenenza. Un altro contributo fondamentale è il nostro, come staff, e sta diventando determinante anche quello dei genitori, che devono gestire le fatiche dei figli, le scelte e i successi. Ma sono fiducioso, se rimane sempre aperto un confronto costruttivo e nel rispetto dei ruoli e delle persone. Per crescere serve unire e non dividere o emarginare”.

Grande attenzione viene posta alla struttura interna del club che sta seguendo una logica ben precisa.
“Nell’Attività di Base stiamo strutturando un team che sta crescendo molto, pur abbassando l’età media. Il giusto mix tra esperienza e voglia di innovare. La mole di lavoro è tanta, perdere Alessandro Orrù ha un forte peso, ma la riorganizzazione anche in Agonistica mi stimola a pensare che possiamo fare bene. Alberto Sottocasa e la novità dell’ingresso di Johnny Vita nello staff del settore giovanile, con le conferme di Filippo Ferrarotto e Lorenzo Bianchi, possono generare un mix di competenze e personalità davvero interessante”.

E sul fronte collaborazioni?
“Con la Varesina siamo sulla strada della conferma della collaborazione. Con le società limitrofe stiamo provando a dialogare in modo positivo e costruttivo, per garantire un futuro sportivo ai ragazzi del territorio. L’idea, da anni, è quella di provare a dare un’unica identità sportiva giovanile alla Valle, mantenendo però il lato positivo del campanilismo. Così come era nata la Valceresio. La recente nascita dell’OTC ha cambiato alcuni equilibri nel percorso intrapreso con il Ceresium la scorsa stagione: auguro loro di raggiungere i propri obiettivi e spero si possano ricreare sinergie future”.

Qual è, pertanto, l’obiettivo a medio-lungo termine del progetto?
“Credo che il focus debba essere dare solidità alla Valceresio, inserendo forze nuove, giovani e dinamiche capaci di fare squadra. Completare la filiera regionale è un obiettivo, ma dobbiamo arrivarci con maturità. Devono crescere tutti: atleti, allenatori, staff e genitori. Se si confondono i ruoli si rischia di implodere. Dobbiamo fornire a Juniores e Prima squadra giocatori e uomini con un profilo alto e un forte senso di appartenenza”.

E a che punto siete all’interno di questo percorso?
I numeri sono alti e in crescita, ma in alcune circostanze abbiamo gestito male le rose, portandole a dimensioni eccessive. Dobbiamo rimetterci in gioco con trasparenza e senza paura di correggere gli errori. Non possiamo illudere nessuno: dobbiamo essere migliori nello stile prima ancora che nei risultati. Dobbiamo dare fiducia ai ragazzi e guadagnarcela sempre. Il rapporto con le famiglie? Con i genitori condividiamo spesso situazioni, a volte spigolose ma anche gratificanti, soprattutto quando si comprende lo sforzo nel fare il meglio possibile. Nel tempo sto diventando più insofferente verso chi si approfitta del dialogo o verso certi comportamenti sugli spalti, ma non possiamo indietreggiare: dobbiamo essere proattivi sempre”.

Il nuovo corso della Prima Squadra ha una fortissima matrice giovanile, molti dei quali sono transitati proprio dal vivaio biancoverde. Ciò cosa rappresenta per te e, di riflesso, qual è la forza della Valceresio?
“La Prima Squadra ha intrapreso un percorso di rinnovamento e sicuramente fa piacere un coinvolgimento diretto dei calciatori che sono cresciuti con i nostri colori addosso, anche perché parliamo di ragazzi seri oltre che di ottimi giocatori. Ed è proprio questa la nostra forza: la Valceresio è fatta di persone diverse, ma tutte capaci di lasciare qualcosa. È la casa che non riesco ad abbandonare. E continuerò a dare tutto me stesso per contribuire il più possibile alla sua crescita per portarla sempre più lontano, senza però snaturarne l’identità”.

Matteo Carraro

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