
Ma quanto manca ancora? E’ questa la domanda che tantissimi tifosi della Pallacanestro Varese si stanno facendo in queste settimane per scoperchiare quello che ad oggi è il vaso di Pandora riguardante NBA Europe. Un progetto del quale si è sentito parlare moltissimo negli ultimi mesi ma ancora dai confini tutti da definire, con un’unica certezza però: sarà un qualcosa che cambierà completamente il basket europeo e di riflesso, mondiale.
Un nuovo torneo coperto da clausole di riservatezza ferree che hanno fatto sì che tanti dettagli siano rimasti nascosti nel sottobosco delle indiscrezioni e delle notizie non ufficiali, arrivando però a scoprire alcune caratteristiche che nelle scorse settimane sono state più volte snocciolate, come la conformazione della competizione: 16 squadre di cui 12 franchigie fisse e quattro a rotazione (una legata al trionfo in Basketball Champions League) e tre le vincitrici di diversi campionati europei che potranno cambiare ogni stagione; oppure la data di partenza del progetto, indicata nell’ottobre 2027 nonostante tante situazione facciano pensare ad un probabile slittamento nel 2028/2029; ed ancora, le città europee scelte per il lancio di NBA Europe, come Milano e Roma in Italia, o Londra e Manchester in Inghilterra, passando per Parigi in Francia e così via.
Per non addentrarci, poi, in quelle che saranno le cifre economiche di tale progetto (solo per la licenza decennale si parlerebbe di 500 milioni di euro minimi) che si preannunciano veramente enormi per quello che oggi è il basket in Europa, portando, appunto, una vera e propria rivoluzione.
Rivoluzione di cui spera di far parte la Pallacanestro Varese, legatasi a quest’onda con il fondo americano RedBird, con cui però ancora aperte sarebbero le interlocuzioni per definire nel dettaglio il percorso da sviluppare insieme in questa nuova grande realtà, per la quale il club di Piazzale Gramsci e il fondo a stelle e strisce hanno presentato un progetto condiviso: dal nome per la squadra che giocherebbe la competizione, alla nuova arena in zona San Donato, passando al budget e tante altre questioni sulle quali vige il massimo riserbo, almeno fino a quando non sarà tutto più chiaro.
Ecco torniamo alla domanda iniziale: quando sarà tutto più chiaro? Dall’America rieccheggiano in maniera roboante le parole di Adam Silver, Commissioner di NBA che, nel corso della conferenza stampa a seguito del Board of Governors tenuto a Las Vegas, nel contesto della Summer League, è tornato a parlare del progetto NBA Europe: “Le cose stanno andando come speravo. Abbiamo ricevuto enorme interesse da parte di numerose città europee, comprese alcune alle quali non avevamo nemmeno chiesto di presentare una candidatura. Ne abbiamo discusso con il Board: siamo nella fase finale della selezione delle candidature per un primo gruppo di città. Molti dei rappresentanti europei coinvolti in queste candidature saranno a New York in occasione della finale della Coppa del Mondo. Mark Tatum [deputy commissioner e responsabile di NBA Europe, ndr] e io parteciperemo a diversi incontri con loro, approfittando della loro presenza in città. Speriamo di concludere alcuni di questi accordi nelle prossime settimane, dopodiché arriveranno gli annunci ufficiali. Nel complesso, sono molto soddisfatto del livello di interesse che sta suscitando in Europa“.
Parole che non definiscono un limite temporale preciso ma che fanno presupporre come entro la fine di luglio potrebbero arrivare i primi annunci sulle franchigie fondatrici, tra le quali, lo ribadiamo ancora una volta, punta a esserci anche la Pallacanestro Varese. A tal proposito, è interessante il passaggio in cui Silver parla di come “molti dei rappresentanti europei coinvolti in queste candidature saranno a New York in occasione della finale della Coppa del Mondo“: a quanto ci risulta in questo momento il CEO biancorosso Luis Scola sarebbe in Argentina, mentre Gerry Cardinale, proprietario di RedBird, fino a lunedì era a Milanello per seguire da vicino le questioni di casa Milan in un’estate in cui il marchio del Diavolo cerca riscatto dopo l’esclusione dalla Champions League all’ultima giornata nella passata stagione di Serie A e per il quale lo stesso Cardinale è sceso in campo in prima persona; e chissà che proprio i due non possano ritrovarsi a New York per presenziare in quello che può essere un passaggio davvero decisivo verso l’approdo nella lega chiamata a ridefinire i confini e le regole del basket continentale che fino ad oggi abbiamo conosciuto.
Alessandro Burin
























