
E’ pronta a ripartire sotto il segno dell’ambizione e della crescita continua la stagione 2026/2027 dell’HUB. Sì, non ci siamo sbagliati, solo HUB e niente più “Del Sempione”, come la stessa società ci ha tenuto ha sottolineare in un comunicato in cui ha annunciato anche il nuovo logo del club, definendo i nuovi contorni di un progetto sempre più grande e sempre più vincente: “Abbiamo scelto di semplificare il nostro nome, passando da HUB del Sempione a HUB. Non si tratta soltanto di un cambiamento grafico, ma della naturale evoluzione di un progetto che, negli anni, è cresciuto ben oltre i confini che il nome originario rappresentava. La denominazione “del Sempione” raccontava le nostre origini e il territorio in cui il progetto è nato. Oggi, però, non descrive più la dimensione reale della nostra società sportiva. HUB è diventato una realtà ampia, dinamica e inclusiva, capace di coinvolgere famiglie e atleti provenienti da un territorio molto più esteso. Attualmente la nostra comunità conta circa 1.400 tesserati, distribuiti in un’area che si estende dalle pendici della Città Giardino di Varese alla Valle Olona, attraversando l’asse del Sempione e passando per la città di Gallarate. Il nuovo logo vuole rappresentare proprio questa crescita: un’identità più forte, più riconoscibile e soprattutto più aperta. HUB non è più identificabile con un solo territorio, ma è un punto di riferimento trasversale, capace di unire realtà, persone e comunità diverse sotto gli stessi valori sportivi ed educativi. Le nostre radici rimangono le stesse, ma il nostro orizzonte si è ampliato. Per questo oggi scegliamo di presentarci semplicemente come HUB: un nome essenziale, moderno e rappresentativo della realtà che siamo diventati e di quella che vogliamo continuare a costruire. Le radici restano. La visione cresce. Oggi siamo semplicemente HUB“.
Ed allora, per capire ancora meglio come la società sotto questo nuovo spirito si approccia alla prossima stagione, abbiamo deciso di intervistare chi dirige ed amministra il tutto, ossia il Direttore Generale di HUB, Francesco Fogato.
Solitamente partiamo dall’annata appena conclusa, ma cambiamo format e partiamo dal presente ed in particolare da Casorate. Le mosse che state operando parlano di una squadra ancora più giovane rispetto a quella dell’anno passato. Come mai questa scelta?
“Semplice: stiamo investendo tanto sul Settore Giovanile e vogliamo che i ragazzi si confrontino il prima possibile con un buon livello Senior per poter salire di categoria negli anni successivi. Per noi ormai è un percorso naturale, fortunatamente. Portiamo avanti tanti 2009; all’inizio faranno fatica. Contiamo sul loro lavoro e sul nostro supporto per superare questo impatto e crescere nel corso dell’anno”.
Sempre rimanendo su Casorate, mi spieghi il cambio in panchina tra Dario Lo Storto e Claudio Negri?
“Innanzitutto, non posso che ringraziare Dario per il lavoro che ha fatto l’anno scorso, che è stato enorme. Poi abbiamo avuto visioni diverse su alcuni punti e abbiamo preferito lasciarci col sorriso che portare avanti una relazione con il rischio di rovinarla. E qui si inserisce Claudio, che ha manifestato subito un grande entusiasmo verso il progetto e contiamo possa darci una grande mano nella crescita dei ragazzi”.
Rimango in tema. La vittoria dello Scudetto Under 19 Gold é stato anche il frutto di una squadra Under cresciuta giocando un campionato senior. Quanta soddisfazione per questo risultato?
“Sono contento per i ragazzi, per loro sono esperienze uniche, che si porteranno dentro per tutta la vita. Soddisfatto? Si, certo, ma non giudico bene o male il nostro lavoro dal vincere o meno uno Scudetto Under 19 Gold. Sono soddisfatto perché i ragazzi sono cresciuti da settembre a giugno”.
Reclutamento: é soddisfatto di quanto fatto?
“Non posso che essere contento di aggiungere ragazzi di valore all’interno del nostro progetto, perché siamo convinti di poterli aiutare nella crescita. Non sono contento solo di “chi” abbiamo preso, ma anche del come lo abbiamo fatto, perché tante famiglie ci hanno detto “Abbiamo scelto di venire da voi perché vi siete comportati in maniera corretta”. Per me, questo vale tanto. C’è chi è bravissimo a vendere sogni. Noi preferiamo mantenere le promesse. Un progetto che per crescere ha bisogno di comportamenti poco corretti sta già mostrando il suo vero limite”.
Anche l’anno prossimo come avrete 3 eccellenze: insomma il progetto va avanti a vele spiegate…
“Penso che sia il frutto meritato di tanto lavoro e tanti sacrifici. L’importante è non dimenticarsi mai da dove si è partiti e non dare per scontati i traguardi raggiunti. Purtroppo non possiamo godere di wild card, è un dato di fatto e ne dobbiamo essere coscienti. Non possiamo permetterci passi falsi nel percorso se vogliamo continuare a crescere”.
Negli scorsi mesi il vostro Responsabile del Settore Giovanile, Maino, ci ha parlato di foresteria. A che punto siete?
“Finalmente siamo pronti. Da fine agosto partiremo con 4 posti per le giovanili. Anche in questo caso ci siamo mossi un passo alla volta, cercando di fare poche cose ma fatte bene. Ringrazio Luca Ciardiello e Thomas Valentino per aver spinto su questo investimento. Ora tocca a noi farlo fruttare”.
Ampliando il raggio, l’arrivo di Paolo Tamborini per le fasce regionali cosa porta al vostro progetto?
“Esperienza, attitudine al lavoro in palestra, idee. Abbiamo voluto fortemente Paolo perché vogliamo alzare ancora il livello; sarà il referente tecnico delle nostre squadre regionali. Sono squadre in cui giocano tanti nostri ragazzi di valore, e vogliamo fare il possibile per dar loro gli strumenti per emergere”.
Un passaggio veloce sulle prime squadre: da BBG a Cardano, quali le prospettive di questa stagione?
“Su BBG non mi esprimo, sa già tutto il mio amico Marco Allegretti. Casorate dovrà scendere in campo con il coltello tra i denti per ottenere una salvezza che ogni anno è più difficile; sono curioso di Ma.Go e Castronno, perché hanno entrambe un reparto piccoli di “sbarbati”, da Bertinetti a Realini, da Fusiello a Beati, che non vedo l’ora di vedere all’opera. A Cavaria coach Fisco dovrà trovare il giusto mix tra “vecchi” (2004-2005) e giovani. A Cardano, coach Bossi mi ha detto: “Foga, posso fare la DR3 con il gruppo Under 19 e due senior?” E io che gli devo dire… E’ importante che chi fa parte di questo progetto…lo abbia capito. Forse è banale come concetto, ma è così. Ho fatto un conteggio: Casorate ha età media 18,4 anni; Castronno 21,7; Mago 20,4; Cavaria 20,5; Cardano 19,2. Questo è quello in cui crediamo”.
Si festeggiano quest’anno gli 80 anni di BBG Gallarate e lei ha fatto parte di questa gloriosa storia. Il momento più dolce e quello più doloroso che ha vissuto in maglia galletta?
“Il più dolce sicuramente la cavalcata playoff della stagione 2016-2017. Per me è difficile trovare momenti amari nella pallacanestro. Anche nei momenti peggiori si impara qualcosa. Nella mia ultima stagione sono partito da playmaker titolare e dopo un infortunio sono stato accantonato. All’inizio ci sono rimasto male, ho pensato di andare via. Poi, semplicemente, ho reagito, ho lavorato per tornare ad essere utile alla squadra, ho finito giocando i playoff in quintetto da ala piccola titolare con il compito di difendere sull’esterno più pericoloso dell’altra squadra, cosa mai fatta prima e a momenti andiamo in finale per salire in B. Come fai a definire “amaro” un momento che ti insegna una cosa così? Bello sport il basket”.
Alessandro Burin




















