
Il Varese vince il 1° Trofeo Milano Global su Saronno e Seregno, ma un successo in un triangolare ad agosto, più che gratificare, deve obbligatoriamente lasciare soprattutto riflessioni dal punto di vista tecnico sulla qualità del gioco espresso. E il Varese visto oggi a Saronno è stata una squadra a due facce sia negli effettivi schierati sia a livello di atteggiamento. Aspetti che Ciceri tiene ovviamente in considerazione: “Vincere il torneo conta fino a un certo punto: abbiamo giocato due mini tempi, uno perso e uno vinto, e oggi abbiamo avuto la conferma che c’è ancora tantissimo da lavorare. In questa fase di rodaggio è naturale avere incertezze, soprattutto quando devi inserire tanti giovani alle prime esperienze con i grandi. Ci sono alti e bassi, ma guardo con fiducia agli aspetti positivi perché indicano che la strada intrapresa può portarci miglioramenti e renderci competitivi per gli impegni ufficiali“.
“Ho voluto schierare due formazioni distinte ed equilibrate per affrontare due buone squadre di Eccellenza – prosegue il tecnico – e ne sono uscite due prestazioni differenti. Posso accettare un po’ di timidezza iniziale, che è il prezzo da pagare con tanti ragazzi giovani, ma non un atteggiamento compassato: dobbiamo essere una squadra che va forte, attacca in verticale e aggredisce. Abbiamo bisogno di incontrare difficoltà per imparare a reagire; la nota positiva è che ci stiamo adattando rapidamente per trovare soluzioni, ma dobbiamo sfruttare tutto il tempo a disposizione per farci trovare pronti fin da subito“.
Soddisfatto, a ragione, Danilo Tricarico si gode un’ottima prestazione complessiva del suo Saronno: “Sono state due partite diverse, la prima contro una pari categoria e la seconda contro una squadra di categoria superiore: mi è piaciuta molto di più la gara con il Varese per lo spirito di sacrificio mostrato all’inizio, quando siamo andati un po’ in difficoltà. Se riusciremo a coltivare questo atteggiamento per tutta la stagione, unito alle qualità indiscutibili dei giocatori, avremo il connubio giusto per andare più avanti possibile; per fare qualcosa di importante alle qualità tecniche bisogna abbinare quelle morali, e nel finale bisognava andare oltre la fatica con i fatti contro un avversario fresco, cosa che abbiamo fatto insieme. Il bilancio della preparazione è buono perché la squadra comincia ad avere una propria identità, non ci sono stati infortuni e marciamo compatti e uniti verso la prima partita ufficiale del 6 settembre“.
Matteo Carraro























