
Per la prima volta nella sua storia, a settembre 2027, la prima giornata di Champions League si aprirà con una sola partita. La squadra vincente tra le favorite della Champions League verrà accompagnata dalla coppa conquistata nell’edizione 2025/26 e giocherà in casa il martedì come unica gara in programma. Tutte le altre sfide della prima giornata si disputeranno invece tra mercoledì e giovedì.
La nuova strategia della UEFA Champions League
Come riportato su Fox Sports, la stessa UC3 (società di gestione commerciale della UEFA Champions League) ha confermato che si tratta di una strategia pensata esplicitamente per dare ai detentori del titolo l’avvio della difesa della coppa davanti al proprio pubblico. Si tratta del primo segnale della riprogettazione commerciale dell’intera competizione.
Dietro l’isolamento della singola partita c’è un contratto preciso. La UEFA e il gruppo dei club europei riuniti nella EFC, attraverso la joint venture UC3, hanno firmato con l’agenzia statunitense Relevent un accordo di vendita dei diritti della durata di sei anni, fino al 2033, per gestire la commercializzazione delle competizioni maschili per club dal 2027/28.
In ballo ci sono anche un ciclo di diritti televisivi di quattro anni per i cinque principali mercati europei: Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito. L’obiettivo è portare i ricavi da diritti televisivi e sponsorizzazioni oltre i 5 miliardi di euro all’anno, contro i 4,4 nel triennio che ha preceduto il 2027.
Un evento isolato, ma sempre la stessa competizione
Isolare una sola partita dal resto della competizione, dandole maggiore rilievo e una propria identità commerciale distinta, è la stessa logica seguita per strutturare i grandi eventi di apertura delle leghe nordamericane, in cui il club vincitore dell’anno precedente inaugura la nuova stagione nel match di debutto.
Il piano della UEFA non rivede le regole del gioco, che restano quelle di sempre, ma la progettazione del torneo per renderlo più vendibile: suddividere il torneo in singoli appuntamenti vendibili, ciascuno rivolto a uno specifico pubblico di riferimento e con un suo prezzo, invece di considerarli come un unico pacchetto.
Il pacchetto “first-pick”
Proprio da questa logica nasce la novità più interessante, che rischia di passare inosservata agli occhi di chi fa attenzione solo al totale dei ricavi: il cosiddetto “first pick”, un pacchetto che garantisce a un solo acquirente i diritti esclusivi mondiali su una partita di punta per giornata, per un totale di diciassette incontri stagionali, compresa la finale.
È un’offerta pensata appositamente per attirare piattaforme globali senza uno specifico interesse per il mondo del calcio come Amazon Prime Video, Netflix o YouTube, citate da Reuters esplicitamente come destinatari naturali dell’operazione. Questa nuova modalità di acquisto dei diritti televisivi non obbliga a comprare in blocco l’intero torneo, fattore che di solito scoraggia chi si affaccia per la prima volta ai diritti sportivi europei. Per una piattaforma che vuole entrare nel mercato del calcio, poter comprare una singola partita invece che l’intero pacchetto stagionale può rappresentare un vantaggio importante: questo tipo di approccio consente di ridurre il rischio sull’investimento e valutare i risultati dell’azione.
Cosa non cambia
La riprogettazione lascia invariate tutte le formule consuete di svolgimento della Champions League. Il formato a fase campionato con trentasei squadre, in vigore dal 2024, non viene messo in discussione: l’intervento riguarda esclusivamente la vendita dei diritti, il calendario di trasmissione e i pacchetti sponsorizzativi, non le regole di qualificazione o il numero di partite disputate da ciascun club. Anche il valore del montepremi delle competizioni minori resta un termine di paragone utile a inquadrare le proporzioni in gioco: l’Europa League distribuisce 565 milioni di euro di montepremi complessivo, la Conference League 285 milioni, cifre che chiariscono quanto la Champions League resti, anche nella nuova architettura commerciale, l’unico prodotto in grado di giustificare un investimento di questa portata.
L’inizio di una nuova Champions League
Nel settembre 2027, come avviene solitamente per le finali delle coppe europee, gli occhi di un intero continente saranno fissi su una partita inaugurale. Ci sarà un solo stadio a ospitare la prima partita della nuova stagione e due squadre a dare il via alla UEFA Champions League.
Dal punto di vista sportivo, la competizione è destinata a rimanere quella a cui il pubblico è abituato. Solo le modalità di vendita di singole parti della competizione verranno isolate per favorire una logica commerciale utile a portare nuovi introiti all’intero movimento calcistico europeo. Esattamente come avviene sul mercato dei diritti sportivi USA.























