Il futuro delle scuderie di via Galdino da Varese torna al centro del dibattito cittadino, in un momento in cui il rapporto tra l’attività ippica e il quartiere circostante chiede di essere ripensato. Da una parte c’è un comparto che rappresenta una componente storica dello sport e dell’economia varesina, dall’altra un’area che nel corso dei decenni è stata progressivamente circondata da abitazioni, scuole, impianti e servizi.

La nuova fase legata al rilancio dell’Ippodromo e il percorso del nuovo Piano di Governo del Territorio aprono ora una possibile finestra di confronto. L’obiettivo è mettere allo stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti per arrivare a una soluzione condivisa, capace di tutelare l’ippica e, allo stesso tempo, migliorare la convivenza con i residenti.
Di seguito il comunicato ufficiale:

Ippodromo e scuderie, 

Presentato un ordine del giorno per trovare una soluzione condivisa tra mondo dell’ippica e quartiere

Un tavolo di confronto tra residenti, operatori ippici, proprietà delle aree, concessionario dell’Ippodromo, Consiglio di quartiere, Comune e ATS per affrontare il tema delle scuderie di via Galdino da Varese e individuare una soluzione capace di garantire una migliore convivenza tra l’attività ippica e il quartiere. Anche in ottica di tutela di tutto il settore ippico che garantisce posti di lavoro. È questo il cuore dell’ordine del giorno che è stato presentato in Consiglio comunale dal consigliere Luca Battistella, con l’obiettivo di avviare il percorso nel periodo compreso tra l’adozione e l’approvazione definitiva del nuovo Piano di Governo del Territorio.

Le scuderie sono state realizzate a Varese negli anni Quaranta, quando l’area aveva caratteristiche prevalentemente agresti, una situazione urbanistica che negli ultimi decenni è profondamente cambiata. Nel corso dei decenni successivi, attorno alle strutture ippiche si è sviluppato un quartiere fortemente urbanizzato, con abitazioni, scuole, impianti sportivi, attività e servizi. Oggi, nell’area più prossima alle scuderie, vivono oltre mille persone e sono presenti più di cento unità abitative. Una trasformazione che ha inevitabilmente fatto emergere nel tempo alcune situazioni. Tra gli aspetti segnalati c’è anche il frequente attraversamento di via Albani da parte dei cavalli durante gli spostamenti tra le scuderie e l’ippodromo.

“Con questo ordine del giorno intendiamo avviare un percorso che individui una soluzione che permetta a entrambe le realtà di convivere e svilupparsi nel modo migliore – dichiara il consigliere Luca Battistella – L’ippica è un patrimonio sportivo, economico e culturale della città e l’intero sistema rappresenta una filiera che coinvolge proprietari, allenatori, fantini, artieri e numerosi professionisti. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare che attorno alle scuderie negli ultimi decenni è nato e cresciuto un quartiere con più di mille residenti. Serve quindi una soluzione moderna, equilibrata e condivisa”.

Già lo strumento urbanistico del 2014 prevedeva la possibilità di una riconversione delle scuderie di via Galdino da Varese verso differenti destinazioni. Il nuovo PGT invece intende governare una possibile evoluzione dell’area. Inoltre, all’interno del perimetro dell’Ippodromo, è prevista anche la possibilità di realizzare box per il ricovero dei cavalli in un numero analogo a quello delle attuali scuderie. Una previsione che si inserisce in un momento particolarmente importante per il futuro delle Bettole.

La nuova concessione dell’ippodromo ha infatti consentito l’avvio di interventi di riqualificazione delle strutture, ai quali se ne aggiungeranno altri nel corso della concessione. La stagione ippica in corso, inoltre, sta registrando risultati positivi, con un significativo numero di partenti provenienti da diverse zone d’Italia e una crescente presenza di appassionati, famiglie e spettatori alle giornate di corsa.

“Il momento è quindi quello giusto per aprire un confronto – spiega l’assessore Stefano Malerba –. Abbiamo davanti la finestra prevista dalla legge tra l’adozione e l’approvazione definitiva del PGT: due mesi nei quali possiamo ascoltare tutti gli interessati e verificare concretamente quali siano le soluzioni migliori. Vogliamo sederci attorno a un tavolo e capire come ottimizzare gli spazi dell’ippodromo, salvaguardare e possibilmente potenziare l’attività ippica e, contemporaneamente, migliorare la qualità della vita di chi abita nel quartiere”.

Il tavolo dovrà coinvolgere residenti, Consiglio di quartiere, proprietà delle aree, concessionario dell’Ippodromo, proprietari di cavalli, fantini, allenatori, artieri e gli altri operatori del comparto, oltre ai tecnici comunali e ad ATS. Potranno inoltre essere valutate forme di confronto pubblico più ampie.

“Il nuovo PGT deve servire anche a questo – conclude Malerba – governare le trasformazioni della città mettendo insieme interessi diversi e costruendo soluzioni nell’interesse generale. Varese può continuare ad avere un ippodromo forte e attrattivo, ma deve farlo in un rapporto sempre più equilibrato con il quartiere e con le persone che lo abitano”.

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