
Una moneta ha sempre due facce. Se dopo il derby del Chinetti in casa Solbiatese sono gli aspetti negativi a balzare all’occhio, è scontato che fronte Varese ci siano parecchi risvolti positivi da evidenziare. Primo su tutti l’atteggiamento: i biancorossi di mister Ciceri hanno aggredito il match con la giusta intensità (aspetto che nel precampionato, calcio d’agosto per carità, era mancato), ma soprattutto l’hanno condotto e gestito con personalità dall’inizio alla fine. Un paio di rischi ci sono stati (Mangano ha fatto il suo: parare) e l’harakiri nerazzurro proprio mentre la Solbiatese stava alzando i ritmi ha permesso al Varese di mettere la partita in ghiaccio con l’incornata di Bruzzone.
C’è chi ha parlato di Solbiatese troppo brutta per essere vera e di Varese troppo bello per essere vero. Calcio d’agosto? Formalmente sì (la partita è andata in scena lo scorso 30 agosto), ma trattandosi di un impegno ufficiale nessuno aveva la minima intenzione di snobbarlo. Non a caso, a Solbiate Arno si è visto un Varese diverso rispetto a quello della pre-season; una squadra che ora, però, è chiamata a trovare conferme immediate nell’insidioso percorso del Girone D.
I segnali incoraggianti non mancano e investono ogni singolo reparto. A cominciare dalla porta inviolata: dettaglio mai banale, soprattutto in una stracittadina. Mangano non è stato perfetto in qualche uscita, ma tra i pali si è confermato determinante sfoderando l’intervento salva-risultato che ha strozzato in gola l’urlo della Solbiatese nel primo tempo. Merito anche di una retroguardia attenta e ordinata. Se nelle amichevoli estive le corsie laterali erano state spesso terreno fertile per le incursioni avversarie, al Chinetti Salera e Berbenni si sono dimostrati maturi e impeccabili in copertura, senza disdegnare la fase di spinta (vedi lo splendido inserimento del classe 2007 per il momentaneo 0-1). Al centro, la coppia formata da Costante e capitan Bruzzone ha giganteggiato, imponendosi con fisico, carisma ed esperienza da vendere.
In mezzo al campo, poi, la mediana ha rombato a pieni giri. La prova di Fabris (2008) è una delle notizie più liete: scendere in campo con quella personalità a quell’età è un valore aggiunto notevole, considerando che uno degli attuali slot under è proprio in quella zolla. Un fattore che alzerà ulteriormente il livello di competitività interna tra i “senatori” De Ponti, Malinverno e Beretta, chiamati a contendersi le restanti maglie over. Il rientro di De Ponti come vertice basso ha restituito ordine, equilibrio e solidità tattica, mentre Malinverno dal 1′ e Beretta a gara in corso hanno gettato sul piatto dinamismo, fame, muscoli e quella “cattiveria” agonistica indispensabile in categoria.
In avanti il reparto offensivo è stato, per assurdo, quello più “in ombra” (chiaro eufemismo): nella prima frazione Favale e Ndadijimana hanno letteralmente fatto il bello e il cattivo tempo saltando sistematicamente l’uomo, mentre Cogliati si conferma una pedina tattica imprescindibile per generosità e intelligenza, pur giocando in un ruolo non prettamente suo. Con il pieno recupero di Barzotti e il rientro di Sovogui, Ciceri avrà solo l’imbarazzo della scelta per variare il proprio scacchiere. Ovvio che dall’attacco ci si aspetta ovviamente il timbro del gol, ma la sensazione è che sia solo questione di tempo: le reti arriveranno.
Chiuso il capitolo Coppa, quest’oggi il Varese si è rimesso subito al lavoro per preparare la delicatissima trasferta di Coriano contro il Tropical, valida per l’esordio in campionato, in programma domenica 6 settembre alle ore 18.30. Un banco di prova tostissimo per una duplice ragione. Da un lato servirà per testare la tenuta mentale del gruppo, che non dovrà minimamente adagiarsi sugli allori della vittoria nel derby (tentazione che Ciceri non vuole nemmeno prendere in considerazione). Dall’altro, c’è una questione prettamente ambientale e tattica: giocare sul manto erboso del Chinetti è una cosa, farlo a Coriano sarà ben diverso. Il fondo romagnolo, stretto e complicato, si presta poco al fraseggio pulito e al gioco tecnico dei biancorossi. Si prospetta una gara maschia, sporca e ruvida: l’immediato termometro di ciò che la squadra troverà domenica dopo domenica nel Girone D. Sulla carta il Tropical, ultimo club ripescato in Serie D, sembrerebbe destinato a soffrire (almeno inizialmente), ma l’entusiasmo del debutto casalingo e la motivazione extra di sfidare una piazza blasonata come Varese rappresentano insidie da non sottovalutare.
Settimana dunque di massima concentrazione per i ragazzi di Ciceri, che sabato si metteranno in viaggio verso Coriano per affrontare la trasferta chilometricamente più lunga della stagione. Nel frattempo, sul fronte calendario, è altamente probabile l’anticipo a sabato 12 settembre per il match casalingo della seconda giornata contro la Pro Sesto all’Ossola: una mossa strategica per regalare ai biancorossi ventiquattr’ore in più di riposo prima del turno infrasettimanale del 16 settembre contro il Cittadella Modena.
Matteo Carraro





























