Al centro del sintetico di Brenno Useria, prima ancora che il pallone cominci a rotolare per l’allenamento delle annate 2019 e 2020, c’è un cerchio perfetto. È fatto di sguardi curiosi, di scarpini ancora lucidi e del silenzio composto di bambini e genitori. Al centro ci sono Maurizio e Silvia. Due persone splendide che, con la disarmante forza della semplicità, hanno stretto l’intera comunità della Valceresio in un autentico abbraccio virtuale (e non).

Il motivo di quel raduno è racchiuso nella promessa fatta lo scorso maggio durante il Memorial dedicato a loro figlio Christian, scomparso quel maledetto 24 luglio 2023 insieme alla fidanzata Chiara in un tragico incidente stradale: trasformare la memoria in qualcosa di vivo, concreto e destinato ai più piccoli. Con i fondi ricavati dal torneo, la famiglia Pallaro ha scelto di acquistare e regalare un pallone a ciascun bambino della Scuola Calcio biancoverde.

Nelle parole di papà Maurizio, pronunciate davanti ai piccoli calciatori e alle loro famiglie, non c’è traccia di retorica. C’è solo la verità di chi questo sport lo conosce nel profondo: “Io e mia moglie abbiamo deciso subito di impegnare questi soldi per regalare un pallone ai bambini, perché è la cosa che a Christian sarebbe piaciuta di più. Lui aveva iniziato ad allenare qui ed era felicissimo. Questo pallone ha un valore economico relativo, ma porta con sé un significato simbolico immenso: porta il suo nome e rappresenta i valori di nostro figlio. La passione genuina per il calcio, il rispetto per gli avversari, per i compagni e per i mister”.

Poi lo sguardo di Maurizio va oltre il campo, incrociando gli occhi dei genitori. Il suo discorso diventa così un promemoria prezioso per tutti: “Mi ricordo Christian a questa età: passava i pomeriggi a palleggiare in giardino e rientrava solo col buio. Allora questo campo non era in sintetico, c’erano i sassi e la palta, e potete immaginare la borsa che trovava Silvia quando tornavamo a casa… (ride, ndr) Ma non c’era verso di tenerlo: bisognava portarlo al campo con qualsiasi tempo. Ai genitori chiedo solo questo: i vostri figli impareranno a giocare perché hanno mister meravigliosi, amici e compagni di Christian. Voi lasciateli sereni. Non pretendete nulla, non mettete pressioni. Chiedete solo se si sono divertiti e siate felici ogni volta che li vedrete uscire dal campo col sorriso. Godetevi quest’avventura giorno per giorno, perché nella vita nulla è scontato”.

Poi lo spazio alle consegne, uno a uno, tra gli applausi spontanei e i sorrisi dei bimbi che stringono la sfera tra le mani e corrono subito a calciare divertendosi come dei pazzi.
Perché Christian continua a vivere esattamente lì, sul campo della sua Valceresio, con la sua famiglia, nella gioia pura di un bambino che corre con un pallone tra i piedi.

Matteo Carraro

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