
Due partite di campionato, l’esordio in Basketball Champions League che si avvicina ed il futuro che guarda ad NBA Europe e chiede alla Pallacanestro Varese di alzare il proprio livello, dentro e fuori dal campo.
Questo è lo stato dell’arte in casa biancorossa, in una settimana ed allargando il discorso, in un mese, che può dire molto sul presente ed il futuro del club. Perché se sul parquet l’inizio della BCL (esordio a Murcia mercoledì 7 ottobre alle 20:30) alza il livello dello sforzo e della competitività ma al contempo riduce il margine di errore, fuori dal terreno di gioco già nelle prossime ore possono esserci novità importanti riguardo a quella nuova lega che è destinata a cambiare il destino del basket europeo e mondiale.
Così per fare il punto della situazione in un momento così importante abbiamo scelto la figura più carismatica ed iconica del mondo Pallacanestro Varese, ossia il Presidente Toto Bulgheroni.
Che valutazione fa di queste prime due giornate di campionato?
“Almeno per me, ma credo un po’ per tutti, diventa difficile dare un giudizio su una squadra ampiamente incompleta come siamo noi. Non abbiamo mai fatto nemmeno una partita di precampionato tutti insieme e questo rende difficili le valutazioni. Detto ciò, la squadra sta lavorando, il coach ha esperienza e conoscenze e sta valutando i giocatori. Questo mese è sicuramente importante, anche perché io credo che Della Valle, con molte probabilità, rientrerà sabato. Non sono al corrente dei tempi di McDowell-White, anche se sta lavorando alacremente per rientrare. Siamo ampiamente un cantiere aperto”.
È preoccupato dal tipo di infortunio di McDowell-White, vista anche la sua importanza tecnico-tattica nel roster?
“No, non sono preoccupato più di tanto: i medici parlano di uno stiramento, il ragazzo sta lavorando per rientrare al più presto, lo vedo tutti i giorni al Campus impegnato tra terapie e lavoro differenziato. Speriamo di vederlo in campo presto”.
Mercoledì inizia il cammino in BCL e la prima avversaria sarà Murcia, che nel weekend ha battuto il Barcellona 100-94…
“Sono rimasto molto sorpreso da questo risultato. Avevo visto il Barcellona in Eurolega e mi aveva dato l’impressione di essere una squadra davvero forte, quindi pensare che Murcia l’abbia battuta segnando ben 100 punti, rende bene l’idea del livello dell’avversario che andremo ad affrontare mercoledì. Credo che la partecipazione a questa competizione sia una bella opportunità per tutti i giocatori di mettersi alla prova con un livello di pallacanestro alto e scoprire un basket diverso da quello del campionato, soprattutto per chi, questa coppa, non l’ha mai giocata”.
Tornando al campionato, le chiedo che partita si aspetta con Trieste sabato?
“Sarà un test importante per noi. Trieste la credevo meno forte di quanto si sta rivelando, è una squadra davvero ricca di talento”.
In queste ore si attendono notizie dalla riunione dei club di Eurolega a Cernobbio, al centro della quale pare ci sarebbe la possibile collaborazione con NBA Europe. Lei cosa si aspetta da questo summit?
“Mi aspetto tempi un po’ più lunghi rispetto a una riunione o a una decisione. È ovvio che credo sia nell’interesse di entrambe le organizzazioni trovare un punto d’incontro, però prendo atto anche di quello che ha detto l’NBA nei giorni scorsi, parlando della possibilità d’iniziare questo progetto anche da sola. Mi sembrerebbe talmente logico, per entrambe le organizzazioni, trovare un punto d’incontro. Sicuramente è difficile, perché ci saranno in ballo molti soldi, che fanno gola a tutti. Mi auguro che le due organizzazioni abbiano interesse a trovare un accordo. La negoziazione non sarà né facile né veloce, ma a mio giudizio troveranno un accordo”.
Faccio un passo indietro di qualche settimana, chiedendole quanto sia importante per lei il progetto Campus 2.0?
“Il Campus l’abbiamo costruito perché diventasse la casa della pallacanestro. Aveva un’importanza, nel contesto del basket di quell’epoca, incredibile. Eravamo avanti di vent’anni e più: il fatto di avere la casa del nostro club, con uffici, centro medico e palestra, significava essere avanti anni luce. Il fatto che ora Scola abbia valutato questo come un asset estremamente importante per la Pallacanestro Varese e che quindi, dopo un po’ di anni, andasse ammodernato e messo a posto non può fare altro che farmi un enorme piacere, perché vuol dire che quell’idea del ’92 che avevamo realizzato viene portata avanti nell’interesse del nostro club, ma anche della città. In trent’anni, infatti, molti hanno potuto usufruire dei servizi che il Campus offre”.
Alessandro Burin























