Dalla gestione dell’emergenza alla costruzione della prevenzione quotidiana. Dalle ferite già aperte alla necessità di farsi trovare pronti prima che il malessere esploda nei contesti in cui i giovani crescono e intessono relazioni. Si sviluppa su queste solide fondamenta “Amico Fragile in Campo”, il nuovo percorso promosso da Amico Fragile ODV-ETS e svelato ufficialmente nella cornice della Sala Matrimoni del Comune di Varese.

Un progetto strutturato che porta un’equipe multidisciplinare composta da psicoterapeuti e avvocati penalisti a diretto contatto con la scuola e il movimento sportivo locale. Il target non abbraccia unicamente bambini, adolescenti e ragazzi, ma chiama a raccolta l’intera comunità educante: genitori, insegnanti, educatori, allenatori e dirigenti societari. Perché le dinamiche di sopraffazione o isolamento non coinvolgono mai soltanto chi le subisce o chi le compie, ma chiamano in causa chi osserva, chi accompagna e chi ha il compito di cogliere sul nascere i campanelli d’allarme.

Alla presentazione hanno preso parte il sindaco di Varese Davide Galimberti, l’assessore ai Servizi Sociali Rossella Dimaggio, la presidente dell’associazione Liliana Colombo, il direttore operativo Elisabetta Brusa, la psicoterapeuta Cristina Mastronardi e il presidente della prima realtà sportiva aderente, Stefano Maroni di Pallavolo Arcisate.

IL VALORE DELLA COMUNITÀ: “IL RISPETTO SI ALLENA”

L’iniziativa capitalizza il bagaglio di competenze maturato dall’associazione nata nel 2010 – originariamente attiva a tutela delle donne vittime di violenza e poi progressivamente allargatasi al supporto dei minori coinvolti a vario titolo in episodi di bullismo, cyberbullismo e traumi relazionali. A tracciare la rotta etica dell’iniziativa è la presidente Liliana Colombo: “Il rispetto va allenato. E se si allena insieme, volontari, avvocati, psicologi, docenti, genitori e giovani, allora diventa comunità, diventa protezione”.

Un concetto ribadito con forza dal direttore operativo e avvocato penalista Elisabetta Brusa: “Abbiamo deciso che non volevamo più operare soltanto nell’urgenza, ma lavorare sulla prevenzione. Vogliamo aiutare i minori a superare i momenti di criticità, rafforzarsi e uscire dal circolo della violenza, sia come vittime sia come autori. L’obiettivo ultimo è riuscire a interrompere la violenza all’origine, prevedendone il rischio. Oggi abbiamo deciso di aiutare ancora di più i giovani, parte pulsante della nostra comunità: Amico Fragile entra in campo“.

La psicoterapeuta Cristina Mastronardi accende i riflettori sulla dimensione subdola delle ferite psicologiche: “Le parole fanno male, a volte più della violenza fisica. In questi anni abbiamo incontrato ragazzi esclusi durante l’intervallo, presi di mira per il loro aspetto fisico, continuamente svalutati o isolati. Abbiamo lavorato sia con vittime sia con autori, che spesso hanno alle spalle storie complesse. Siamo stanchi di incontrare ragazzi quando la ferita è già profonda: dobbiamo arrivare prima“.

DAL BANCO ALLO SPOGLIATOIO: I PILASTRI DELL’INTERVENTO

Il programma si dirama su due direttrici operative ben distinte ma complementari:
– Il mondo della scuola – Sono previsti laboratori pratici ed esperienziali con gli alunni, momenti formativi per i professori e serate di confronto con le famiglie. I primi istituti coinvolti saranno la secondaria di primo grado di Malnate, il Liceo Scientifico di Tradate e l’Istituto “Luigi Einaudi” di Varese. Proprio all’Einaudi, grazie al supporto del Rotary Varese Ceresio, prenderà vita uno sportello d’ascolto psicologico settimanale per intercettare precocemente le fragilità superando lo stigma della richiesta d’aiuto.
– L’universo sportivo – Palestre, campi e spogliatoi costituiscono palestre di vita straordinarie, ma possono trasformarsi in terreno fertile per derisioni, pressioni da risultato, isolamento o diffusione indebita di immagini intime. Il modulo sportivo – sostenuto da Studio Costa – abbraccerà fasce d’età dai 5 ai 12 anni e dai 12 ai 22 anni, affiancando ai giovani i loro tecnici e dirigenti.

Sulla valenza educativa dello sport la dottoressa Mastronardi evidenzia: “A volte anche l’agonismo può sconfinare, trasformandosi inconsapevolmente in qualcosa che ferisce. Lo sport deve essere un luogo sicuro, sereno e capace di promuovere il rispetto“. A inaugurare il percorso sul campo sarà la Pallavolo Arcisate, testimone delle complessità emerse nei legami tra compagne nel post-pandemia e dell’impatto deleterio che frasi giudicanti possono innescare sull’autostima di un ragazzo. L’abbinamento sul campo tra psicologia e consulenza legale mira a chiarire come determinate condotte superino spesso la soglia della leggerezza per sfociare in violazioni punibili dalla legge.

IL PLAUSO DELLE ISTITUZIONI

Il valore civico della proposta trova la sponda convinta di Palazzo Estense. L’assessore Rossella Dimaggio ha evidenziato come l’operazione traduca appieno lo spirito del Patto Educativo Territoriale: “Riportando al centro l’importanza della relazione tra pari e tra adulti e ragazzi, nell’ottica di un pensiero comune che è quello del rispetto della persona“.

Soddisfazione espressa anche dal primo cittadino Davide Galimberti, che ha rimarcato la centralità del Terzo Settore nel creare reti virtuose capaci di non lasciare solo nessuno: dagli adolescenti a chi, ogni giorno con fischietto o registro alla mano, ha la responsabilità di guidarli verso il futuro.

Redazione

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