
Un uomo solo, al comando di una nave tutta ancora da portare in rotta e fuori dalla burrasca di inizio stagione.
Il peso e la difficoltà di gestire una pressione che inevitabilmente e molto più pressante rispetto agli altri anni e la frustrazione per non poterla gestire ed affrontare al meglio della condizione a causa principalmente di fattori esterni.
Il quadro che fuori esce dal Palacio de los Deportes di Murcia é quello di una Pallacanestro Varese smarrita che é ancora in cerca della sua vera via, identità, di quel senso compiuto di squadra a livello tecnico, tattico, di singoli e di collettivo.
A capo, coach Kastritis, visibilmente abbattuto nel post gara, che vive uno dei momenti più duri da quando é seduto sulla panchina biancorossa. Sì, fa effetto dire questo alla terza partita di una stagione nata sotto i fuochi d’artificio di un mercato estivo che ha completamente ribaltato le ambizioni e le attese del club, passato dall’essere una “piccola” a voler provare a ritornare grande a suon di soldi immessi sul mercato, giocatori di caratura internazionale comprati e obiettivi completamente ribaltati rispetto agli anni precedenti e proprio qui sta parte delle difficoltà da dover affrontare per l’allenatore ex Aris Salonicco. Un passo da compiere in avanti sotto tutti i punti di vista che comporta un cambiamento deciso anche nelle aspettative e nelle richieste, di gioco e risultati.
C’è poi però la sfortuna, variabile incalcolabile (o forse in parte valutabile, tenuto conto delle condizioni pregresse come infortuni di McDowell-White e Kamagate, solo per fare due esempi) che mette più di un bastone tra le ruote e che ti costringe a vivere in apnea quella partenza che avevi studiato a razzo per dare subito il giusto impulso alla stagione.
Ed invece un’estate monca, fatta di allenamenti e partite con la squadra incompleta ma che per assurdo, a livello di risultati, sembrava essere il preludio ad un grande anno, ha dato l’illusione di aver già trovato la formula giusta per quest’annata, quando invece non é così.
Problemi globali di un sistema collettivo che non funziona in entrambe le fasi di gioco, a cui mancano quelle regole fondamentali che sono state sempre la base del corso del coach greco ai piedi del Sacro Monte, a cui oggi è richiesta la capacità di trovare le contromisure più adatte ad un gruppo smarrito in cerca della propria identità.
Sta a Kastritis farlo, anche senza un vero regista che guidi gioco e idee della squadra, sta a lui farlo anche con l’eventuale ritorno di sabato di Della Valle, che può dare una prima scossa decisa al riscatto varesino, prendendo per mano una squadra alla ricerca di un vero leader; a patto che ci sia l’intenzione di non lasciare più solo quell’uomo, coach Kastritis, ora al comando di una nave tutta da portare sulla giusta rotta prima che naufraghi definitivamente.
Alessandro Burin
























