Ci sono partite che non possono essere catalogate come semplici incroci di calendario. Quando domenica 25 ottobre alle ore 14.30 il Franco Ossola aprirà i battenti per Varese-Solbiatese, il terreno di gioco ospiterà un confronto tra due squadre in piena salute: da una parte i padroni di casa biancorossi, reduci dal roboante 5-1 sull’Arconatese e avanti di due lunghezze in graduatoria, dall’altra i nerazzurri di mister Aletti, protagonisti di un autentico magic moment con otto punti conquistati nelle ultime quattro uscite, culminati con l’affermazione infrasettimanale sul Tropical Coriano. Eppure, a prescindere dai ventidue interpreti e dalla posta in palio, i riflettori convergeranno inevitabilmente su una figura simbolo: Dennis Scapinello.

Il fantasista classe 1995, reduce dalla terza rete stagionale, si presenterà con la voglia di guidare la sua squadra alla vittoria e regalare altri sprazzi di puro talento. Ma varcare il sottopassaggio di Masnago, per lui, significherà riavvolgere un nastro lungo una vita intera. Nato e cresciuto nel settore giovanile del Varese, Scapinello ha scalato l’intera filiera biancorossa fino al debutto in Serie B nella stagione 2014/15, prima che il crac societario costringesse tutti a ripartire da zero. Nel professionismo ha difeso i colori di Lucchese e Cuneo, per poi ritrovare il Varese da avversario per la prima e unica volta il 13 aprile 2017: allora vestiva la maglia della Varesina e subentrò nell’ultimo quarto di un derby vinto 2-0 dai biancorossi grazie alla doppietta di Scapini.

Quasi dieci anni dopo, molte cose sono cambiate. Nel mezzo ci sono state delusioni, risalite e soprattutto la rinascita calcistica con la Solbiatese, trascinata dalla Promozione all’Eccellenza prima del ritorno personale in D conquistato con l’Arconatese e riabbracciato ora in nerazzurro con piena maturità. Tuttavia, l’emozione di Masnago non potrà mai svanire: “Ci ho già giocato da avversario quando ero alla Varesina e diciamo che all’epoca era una sensazione più fresca – ammette con un sorriso Scapinello pochi istanti dopo il trionfo sul Tropical –. Ora sono passati tanti anni, ma sicuramente Varese è e resta la squadra della mia città: lì sono cresciuto, lì ho esordito tra i grandi e tornarci è sempre qualcosa di profondamente particolare. Noi, però, cercheremo di fare la nostra partita e portare a casa il massimo“.

I ricordi di gioventù, del resto, riaffiorano nitidi e indelebili come se fosse ieri: “I momenti belli legati al mondo biancorosso sono tantissimi – prosegue il fantasista –: ti posso citare l’esordio, la trasferta a Bologna, la sfida di Coppa contro la Lazio all’Olimpico… ricordi davvero infiniti. Così come è indimenticabile il pubblico di Varese: mi torna in mente una sfida casalinga vinta 5-2 contro il Trapani, quando la Curva intonò un coro per me che mi regalò un’emozione indescrivibile. Sotto il profilo emotivo sarà una domenica inevitabilmente diversa dalle altre, ma poi quando si allacciano gli scarpini e si scende sul campo tutto il resto si dimentica, almeno per i novanta minuti di gioco“.

Sul manto erboso del Franco Ossola non ci sarà spazio per concessioni o sentimentalismi: la Solbiatese cercherà l’allungo per mettere in cascina altri punti salvezza e cavalcare l’onda di un momento positivo, conscia delle insidie che riserverà l’undici di Ciceri. Entrando proprio nello specifico del match, Scapinello aggiunge: “Abbiamo già affrontato il Varese nel primo turno di Coppa Italia a inizio stagione: parliamo di una squadra forte, tipica di questa categoria, che fa dell’intensità e della qualità le sue armi principali. Sarà una gara difficilissima, che dovremo approcciare con la testa giusta provando a mettere in pratica ciò che proviamo in settimana per metterli in difficoltà“. E se dovesse arrivare un gol sotto la tribuna del Franco Ossola? La risposta si scioglie in una risata complice che lascia intatta la magia del momento: “Vediamo…“.

Matteo Carraro

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