Faccia pulita, sguardo determinato e il carattere indomito di un leone. Se c’è un nome destinato a rimanere scolpito nella storia recente del pattinaggio di velocità, è quello di Edoardo Abis. Ai World Skate Games 2026 di Asunción, in Paraguay (andati in scena dal 2 al 18 ottobre), il responso della pista non ha lasciato spazio a dubbi: il miglior interprete europeo della rassegna iridata è proprio il gioiello varesino, classe 2008.

Quando si traccia il bilancio di una competizione di questo calibro, bisogna pesare ogni singola gara. Nel caso del giovane cardanese, i numeri parlano con la forza dei fatti: argento nella 500+D Junior, bronzo nei 100 metri Junior, un eccellente 4° posto nella 200 metri TT Junior e l’8° tempo assoluto nella One Lap Junior. Un rullino di marcia impressionante, che va a coronare una stagione da autentico dominatore dopo i tre titoli italiani e le tre medaglie conquistate agli Europei andati in scena proprio a Cardano al Campo.

Definirlo il punto di riferimento continentale della categoria è la naturale conseguenza di un percorso costruito con metodo e dedizione. E le radici di questo successo affondano proprio a Cardano al Campo, una comunità di meno di 15.000 abitanti divenuta ormai capitale del pattinaggio grazie alla Cardano Skating e al rinnovato impianto federale, recentemente adeguato ai più alti standard internazionali.

A guidare questa fucina di talenti c’è una leggenda della disciplina: l’Head Coach Fabio Francolini. Ex fuoriclasse mondiale nato sportivamente su questo stesso anello, Francolini sta plasmando il futuro agonistico dei ragazzi del territorio all’interno del progetto Alessi World Team. Tra questi, Edoardo rappresenta la punta di diamante: un atleta che trasforma ogni consiglio in velocità pura.

I successi moderni, tuttavia, non nascono solo dalla tecnica sui pattini. Il motore atletico di Abis è stato rifinito meticolosamente grazie al lavoro di Andrea Alemanno, coach specializzato in Strength & Conditioning, voluto fortemente da Francolini per alzare l’asticella della preparazione fisica. Un percorso partito inizialmente con un gruppo selezionato di atleti e allargatosi all’intera squadra, garantendo a Edoardo gambe potenti ed esplosività necessarie per reggere l’urto contro i giganti del pattinaggio mondiale.

Un 2026 trionfale che non rappresenta un punto d’arrivo, ma un trampolino di lancio: all’orizzonte c’è ora la transizione verso la stagione su ghiaccio, dove Abis si presenterà forte di una bacheca pesante, ma sostenuta da una consapevolezza d’acciaio. Si dice spesso che ognuno vada incontro al proprio destino; Edoardo Abis ha scelto di piegarlo al proprio volere, curva dopo curva, spinta dopo spinta, lavorando a testa bassa. Il futuro non lo aspetta: se lo sta già prendendo.

Redazione

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