La parola alla società. E’ il momento delle spiegazioni da parte della Pallacanestro Varese che, dopo l’addio con coach Herman Mandole ed una situazione ambientale decisamente complicata con la contestazione aperta dei tifosi, decide di parlare al proprio popolo tramite i due General Manager Zach Sogolow e Maxsim Horowitz.

LA SCELTA DI CAMBIARE E L’ACCORDO ECONOMICO CON IL COACH: “Ieri è stata una giornata difficile, siamo tutti delusi di essere arrivati a questo punto. La colpa è anche nostra, non che non ne avesse anche il coach ma pensiamo sicuramente di aver sbagliato anche noi qualche decisione che ha portato a questo punto. Non siamo per nulla vicini ai nostri obiettivi, evidentemente non abbiamo messo i coach nelle condizioni migliori per aver successo. Con Herman, con lo staff, parlavamo ogni giorno e sapevamo che, se le cose non fossero andate bene, avremmo cambiato. Ieri abbiamo parlato con Herman, lui ci ha detto che non si sentiva più in grado di andare avanti e siamo stati d’accordo con la scelta di separarci. Non è possibile continuare con un coach che non pensa più di poter dare qualcosa alla squadra. Abbiamo iniziato a concentrarci fin da subito sul mercato per capire cosa fare. Mandole voleva il bene per il club e per noi è importante sottolineare il fatto che abbia capito la situazione e accettato il fatto che non si potesse andare avanti così. Herman è un amico del nostro club ma non abbiamo parlato di eventuali progetti futuri”.

IL RITARDO IN CONFERENZA DOMENICA SERA: “In quel momento non c’era assolutamente la sensazione di un passo indietro da parte di Herman. La scelta è stata fatta ieri. Non siamo una società che prende decisioni a caldo. E’ stata una scelta, come sempre ragionata. Non so se avremmo cambiato anche se Mandole non ci avesse portato le sue dimissioni perché questo non è successo”.

IL PROFILO DEL SOSTITUTO E LE TEMPISTICHE: “Il nostro obiettivo è di avere il coach già giovedì al Campus con la squadra. Sul profilo, sappiamo che le cose non stanno andando bene ed è arrivato il momento di portare un altro pensiero, cambiare qualcosa, non tutto ma portando novità con un allenatore che abbia caratteristiche complementari al nostro lavoro. Cerchiamo un profilo diverso rispetto a Mandole. Cerchiamo un coach che abbia avuto esperienze in Italia ed in Europa. E’ importante trovare un coach che sappia bene in quale momento siamo. Sappiamo che i tempi sono ristretti ma sicuramente queste tre settimane ci possono aiutare per comprendere anche le eventuali nuove metodologie di lavoro del nostro prossimo coach”.

DURATA CONTRATTUALE: “L’idea è quella di offrire un contratto più lungo che solo 3-4 mesi, anche perché è difficile trovare qualcuno sul mercato che venga per così poco. Poi, quando parliamo di partnership, intendiamo questo, trovare qualcuno che resti con noi per più tempo che solo questo finale di stagione”.

I CAMBI SUL ROSTER: “Prima dobbiamo trovare il nuovo coach e poi ne discuteremo, però è chiaro che è necessario intervenire sul mercato. Capiremo il nuovo coach come vuole procedere ma sicuramente opereremo qualche cambio. Non siamo stati bravi, abbiamo sbagliato qualche scelta e ora dobbiamo rimediare. Dobbiamo andare sul mercato con la mente aperta a tutte le soluzioni disponibili”.

CAMBIARE LA METODOLOGIA DI ALLENAMENTO VISTO IL MOMENTO DI EMERGENZA: “E’ una decisione che spetterà al coach. Cerchiamo un coach che abbia una visione forse differente da alcune nostre idee ma sicuramente la scelta sarà condivisa. Se il nuovo coach ci porterà nuove strategie di gioco soprattutto in difesa, se vorrà cambiare la metodologia di lavoro, se vorrà lavorare in una maniera diversa lo supporteremo. Cerchiamo un coach che sia il leader di questa squadra e che abbia una forte personalità”.

PERCHE’ NON SCEGLIERE LEGOVICH COME CAPO ALLENATORE: “In realtà non abbiamo ancora deciso nulla in merito”.

L’AMMISSIONE DI COLPA PRIMO PASSO PER UN CAMBIAMENTO A LUNGO TERMINE DI ALCUNE IDEE E METODOLOGIE: “Per essere una buona persona devi capire i tuoi errori e cercare di rimediare, imparando dagli stessi. Siamo in un momento importante di cambiamento per il club, non per dire che abbandoniamo il progetto, perché per noi il progetto poggia sulla sostenibilità, sul poter competere con i club più grandi con le proprie capacità e questo non cambierà. Da quest’anno all’anno scorso abbiamo cambiato qualcosa, magari abbiamo sbagliato, ma gli obiettivi sono sempre gli stessi e se un nuovo coach ci porta altre idee per portarci a raggiungerli ben venga. Siamo persone umili, non sappiamo tutto, abbiamo ancora tanto da conoscere e siamo pronti ad aprirci anche ad altre prospettive ma ovviamente devono essere complementari con il nostro modo di fare. Nel momento in cui sceglieremo il coach avremo da una parte i nostri obiettivi e dall’altra la sua modalità di fare. Abbiamo qualche principio cardine che rimane fisso ma poi siamo aperti, ripeto, ad integrare le sue idee con le nostre, in particolare parlando di difesa. Metteremo le cose insieme e vedremo se si può trovare il giusto punto d’incontro”.

COSA PENSA SCOLA DELLA SITUAZIONE: “Luis ha sempre detto, quando parliamo di allenatori, che non è tutto bianco o nero ma c’è anche il grigio. L’obiettivo è quello di fare tutto il meglio per vincere, quindi anche a livello di scelta di coach viene fatta in base a chi pensiamo possa fare meglio”.

SUI CAMBI NEL ROSTER: “Cerchiamo profili con leadership e talento. Purtroppo sotto tanti punti di vista dobbiamo migliorare, però dobbiamo essere bravi a cambiare nella maniera giusta perché chi arriva sarà determinante per noi. Sykes sicuramente non ha fatto bene nelle ultime due gare, noi ci aspettiamo molto di più da lui ma in questo momento, prima di prendere decisioni sui giocatori, dobbiamo aspettare il nuovo coach e decidere insieme. Tutte le opzioni sono sul tavolo”.

LA PAURA DELLA RETROCESSIONE: “Siamo consapevoli della situazione, abbiamo il nostro destino in mano. Dobbiamo dimostrare con i fatti che vogliamo e possiamo cambiare questa situazione. Dobbiamo essere consapevoli dell’importanza del momento e fare molto meglio per conquistare più vittorie possibili da qui alla fine della stagione”.

SULLA RABBIA DEI TIFOSI: “Loro vogliono che noi vinciamo e lottiamo su ogni pallone. Capisco che in questo momento sono frustrati e arrabbiati, ne hanno tutto il diritto. Questa situazione non è colpa loro e noi adesso dobbiamo sistemarla”.

Alessandro Burin

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