Per chi ama il calcio di provincia, leggere che la Malnatese Calcio chiuderà i battenti è sicuramente una notizia che fa male. La cruda realtà dei fatti, però, è proprio questa: dopo aver ridato vita al progetto bianconero ripartendo dalla Terza Categoria per vincere immediatamente il campionato e conquistare poi una meritatissima salvezza in Seconda, la società di Marco Bernasconi si trova impossibilitata a proseguire. Decisione figlia inevitabilmente della querelle strutture che è andata in scena nelle ultime settimane con continui botta e risposta tra il club e il Comune di Malnate.

Le due parti in causa avranno senz’altro modo di esprimersi ancora sulla vicenda nei prossimi giorni, ma in un contesto del genere il primo pensiero non può che andare ai veri attori protagonisti del rettangolo verde. E, in tal senso, il primo nome della lista non può che essere Achille Maresca, il “padre sportivo” dell’ultimo biennio. Il tecnico, Panchina d’Oro di Varese Sport lo scorso anno, non nasconde la propria amarezza, ma sa di dover guardare avanti e il suo futuro risponde al nome di Gazzada Schianno (che la scorsa settimana aveva salutato mister Colombo, diretto a Olgiate).

Senza entrare troppo nello specifico, a quello ci penseranno altri, diciamo che il Comune di Malnate non ci è venuto incontro, non ha fatto nulla per aiutare la Malnatese a portare avanti il progetto di rilancio che stava funzionando bene e ha preferito favorire altri lidi esordisce il neoallenatore gialloblù . Di fatto ci siamo ritrovati sbattuti fuori di casa. Peccato perché era un progetto in cui credevamo, nato da valori, passione e senso di appartenenza. Tutto finisce, il rammarico è che questa fine è arrivata per cause che non dipendevano da noi“.

Come anticipato, Maresca guarda già avanti e le sue ambizioni si coniugano con la realtà Gazzada Schianno: “Mi ha fatto enorme piacere essere contattato come prima scelta: sono rimasto felicemente sorpreso dal ds Coletto per come mi ha presentato la società, fermo restando che parecchi giocatori li conoscevo da avversari e ho sempre ritenuto l’ambiente di gran livello perché rispecchia il vestito che mi metto addosso come educatore/allenatore. Parliamo di una realtà sana, di valori e molto ambiziosa: ho accettato più che volentieri lasciando subito da parte altre proposte che mi erano arrivate“.

E il tecnico è pronti a far parlare i fatti visto che scalpita già per mettersi al lavoro: “C’è una parola del gergo calcistico che non fa parte del mio vocabolario: tranquillità. Sarò chiaro fin dal principio: non voglio sentire le classiche frasi sul voler fare un campionato tranquillo e poi si vedrà. La parola tranquillità trasmette spossatezza, io voglio trasmettere altro: il Gazzada è una realtà giovane, che ha conquistato la Seconda Categoria e che si migliora di anno in anno, ragion per cui io dovrò portare avanti questo percorso di crescita trasmettendo stimoli e ambizioni. La prossima stagione dovrà essere un’annata di legittimazione e voglio che questo sentiment sia condiviso da tutti“.

Matteo Carraro

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