Nel 1968 la Juventus pagò circa 650 milioni di lire per portare Pietro Anastasi da Varese a Torino, un’operazione che all’epoca fu un record mondiale per un calciatore. Alcune ricostruzioni indicano 660 milioni, ma tutte parlano di primato mondiale. Anastasi aveva appena chiuso la sua prima stagione in Serie A con 11 gol in 29 partite, a soli vent’anni, e una tripletta alla stessa Juventus lo aveva reso noto in tutta Italia.
Il trasferimento resta uno dei capitoli più famosi della storia del mercato italiano, e per chi vuole seguire le trattative di oggi c’è il calciomercato su CalcioStyle. Qui conviene tornare indietro di quasi sessant’anni, a un Varese capace di crescere un attaccante e di venderlo alla squadra più titolata d’Italia.

Il Varese in Serie A: Borghi, Ossola e il settimo posto

Il Varese fu fondato il 22 marzo 1910 e ha giocato sette stagioni in Serie A. Il miglior piazzamento è il settimo posto del 1967/68, la stessa annata in cui Anastasi esplose. Alla guida del club c’era l’imprenditore Giovanni Borghi, presidente negli anni della crescita dei biancorossi.
Lo stadio si chiama Franco Ossola dal settembre 1950, in onore di un giocatore passato dal Varese al Torino e morto nella tragedia di Superga del 1949. L’impianto ha una capienza di 8.213 posti e dal 1926/27 il club veste il bianco e il rosso, i colori della città.

Anastasi a Varese: dalla Serie B alla tripletta

Anastasi, nato a Catania il 7 aprile 1948, arrivò al Varese in Serie B e nel 1966/67 giocò 37 partite con 6 gol, contribuendo alla promozione. Il debutto in Serie A è del 24 settembre 1967 contro la Fiorentina, e segnò subito. In due stagioni con il Varese ha totalizzato 66 presenze e 17 reti.
Il 4 febbraio 1968 realizzò una tripletta nel 5-0 del Varese alla Juventus. Quella prestazione gli valse la convocazione in Nazionale e attirò l’attenzione di Gianni Agnelli, che secondo le ricostruzioni vide la partita e rimase colpito.

L’affare con la Juventus

La destinazione sembrava essere l’Inter, grazie all’amicizia tra il direttore Alfredo Casati e Italo Allodi, dirigente dell’Inter. Agnelli intervenne in prima persona e trattò direttamente con Borghi, aggiungendo alla cifra una fornitura di compressori per frigoriferi destinata all’Ignis, l’azienda del presidente varesino, attraverso la FIAT.
Nello stesso 1968 Anastasi giocò con l’Italia a Roma la finale dell’Europeo contro la Jugoslavia, l’8 giugno, e nella ripetizione due giorni dopo segnò il secondo gol del 2-0. Con 20 anni e 64 giorni è il più giovane marcatore in una finale degli Europei, e l’Italia vinse il suo primo titolo continentale.

Dopo Varese: scudetti, Inter e il Varese di oggi

Con la Juventus giocò dal 1968 al 1976, con 205 presenze e 78 gol in Serie A, tre scudetti (1971/72, 1972/73 e 1974/75) e la fascia di capitano tra il 1974 e il 1976. Passò poi all’Inter, dove tra il 1976 e il 1978 giocò 46 partite con 7 gol e vinse la Coppa Italia 1977/78. Seguirono l’Ascoli, con 58 presenze e 9 reti dal 1978 al 1981, e il Lugano nel 1981/82, dove segnò 10 gol in 14 partite.
Il Varese, invece, ha vissuto crisi e rifondazioni: dopo la retrocessione dalla B del 2014/15 e il fallimento è nato Varese Calcio SSD, sciolto nel 2019, e il 23 maggio 2025 il club è tornato a chiamarsi Varese Football Club. Oggi gioca in Serie D, la quarta categoria, dove vive la settima stagione consecutiva, con Andrea Ciceri in panchina. Dal settimo posto in Serie A del 1967/68 alla quarta serie sono passati quasi sessant’anni.

Pietro Anastasi allo Stadio Olimpico di Roma il 10 giugno 1968, prima della ripetizione della finale dell’Europeo
Foto: ANSA/OLDPIX, Wikimedia Commons (pubblico dominio)

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