Dopo sei giornate di campionato, la lotta in vetta nel Girone A di Eccellenza sussiste più viva che mai, in un primo triello accesissimo, settimana dopo settimana. Tra le formazioni di vertice figura anche la Caronnese, protagonista di un ottimo avvio di stagione decisamente in linea con le importanti ambizioni della società. I rossoblù hanno infatti raccolto quattordici punti in sei giornate, frutto di quattro vittorie e due pareggi, rimanendo così di conseguenza nel club delle formazioni imbattute finora nel raggruppamento, insieme alle capoliste Rhodense e Legnano. Nell’ultimo turno è arrivato un 1-1 sull’ostico campo dell’Ardor Lazzate, arrestando di conseguenza la striscia di vittorie consecutive in atto dalla terza giornata, ma che ad ogni modo rappresenta un buon punto per continuare la corsa al primo posto in una stagione in cui la volontà del club di Caronno Pertusella è quella di recitare una stagione da protagonista, per celebrare al meglio l’anno del centenario della formazione. Da non dimenticare inoltre il percorso in Coppa Italia, dove i ragazzi di Tomasoni sono stati capaci di passare clamorosamente la prima fase nel girone di ferro con Saronno e Rhodense, per poi superare in scioltezza il Magenta e accedere ai quarti di finale, dove ad attenderli ci sarà il Barona Sporting.

Tra i protagonisti dell’ottima partenza della Caronnese, spicca senza dubbio Antonio Palma, centrocampista classe ’94 dal prestigioso curriculum costruito negli anni tra professionismo e Serie D, fino ad arrivare a toccare il debutto in Serie A con la maglia dell’Atalanta nella sfida all’Udinese nella stagione 2012/2013 (vinta dai friulani 2-1, a segno Di Natale e De Luca). Vero e proprio colpo da novanta del mercato estivo rossoblù (impreziosito ulteriormente nelle ultime ore dall’arrivo di Francesco Giangaspero), l’ex Alcione Milano ha portato in quel di Caronno Pertusella grande qualità e soprattutto esperienza, giovando della grande fiducia della società e soprattutto del tecnico Andrea Tomasoni. Fiducia ampiamente ripagata sul campo, dove finora ha collezionato 4 gol tra campionato e Coppa, anche se a far la differenza sono senza dubbio la sua leadership e la sua pulizia tecnica in mezzo al campo. Un avvio decisamente illustre nella sua prima esperienza in carriera in Eccellenza, senza nascondere il rammarico per aver abbandonato la pista dei palcoscenici più importanti, ma con un’encomiabile consapevolezza e maturità che gli permettono di continuare a scendere in campo, domenica dopo domenica, con grande passione e voglia di vincere.

Ripartiamo dal pareggio di domenica contro l’Ardor Lazzate, avversario ostico e soprattutto su un campo difficile: è giusto secondo te parlare di un buon punto, tutt’altro che scontato?
“Sì, sono d’accordo, nel senso che comunque non è stata una gara facile. Loro sono una squadra, al di là dei punti che hanno in classifica, fastidiosa ed è stata capace di metterci in difficoltà. È stata una bella partita perché ci sono state tante occasioni e il pareggio alla fine è giusto. E’ un pareggio diverso rispetto a quello contro la Vergiatese, dove ne siamo usciti molto rammaricati perché vincevamo 2-0, abbiamo sbagliato il rigore per andare sul 3-0, poi a pochi minuti abbiamo preso il gol, mentre quella di domenica scorsa è un pareggio che ci sta e nell’ottica del campionato va anche bene. Poi è vero che vogliamo vincere il campionato, ma non si possono neanche vincere tutte le partite. Ci sono anche queste difficoltà e ci fa capire anche dove dover lavorare, magari in maniera più chiara, per migliorare”.

Ad ogni modo la continuità di risultati persiste, come dimostrato dai 14 punti raccolti finora, frutto di quattro vittorie e due pareggi: direi una partenza in linea con il vostro obiettivo.
“Direi di sì. Abbiamo fatto ottimi risultati ma soprattutto ottime prestazioni. In più siamo andati avanti in Coppa, che comunque è un altro obiettivo della società. Tra l’altro con una clamorosa rimonta nel girone, dove avevamo perso la prima con la Saronno: dovevamo vincere con tre gol di scarto con la Rhodense e l’abbiamo fatto. Poi abbiamo vinto 3-0 a Magenta e adesso giocheremo i quarti contro il Barona Sporting. Anche questo è un obiettivo importante, quindi direi che siamo in linea con con quanto vogliamo fare”.

Inoltre a livello personale stai brillando sia in campionato che in Coppa, dove hai già trovato quattro centri stagionali.
Sì dai, sto trovando la rete, il che non è una mia prerogativa principale, però meglio così, dai. La maggior parte sono arrivate da calci piazzati e fa sempre piacere, ma l’importante è aiutare la squadra. Se posso segnare son contento, così ho un gol da dedicare a mia figlia e alla mia compagna. Diciamo che sono stato preso per questo, per fare gol e assist, son venuto qui per per provare a fare la differenza, come se lo aspetta la società, quindi questo è quello che devo fare. A volte ci riuscirò, a volte no, però comunque l’idea è quella di aiutare la squadra a centrare i suoi obiettivi”.

Quella di quest’anno è la tua prima esperienza in Eccellenza dopo anni tra professionismo e Serie D: come ti stai trovando?
“Sì, diciamo che è stata una cosa un po’ assurda, perché comunque l’anno scorso ho giocato tutte le partite con la Leon, abbiamo fatto i play-off, quindi un’ottima stagione, eppure mi sono ritrovato a a non avere offerte o comunque offerte non adeguate secondo me. Dall’altra parte ho avuto questa chiamata dalla Caronnese e mi hanno fatto subito sentire la loro fiducia, ho firmato per due anni, quindi un progetto a lungo termine dove sento di avere la possibilità di vincere, di giocare per vincere, quindi ho accettato volentieri. Mi è dispiaciuto scendere di categoria perché sinceramente due anni fa ero in Serie C e adesso in Eccellenza…però ho constatato questa cosa con umiltà e sono ripartito”.

Qual è l’aspetto che ti ha colpito maggiormente della categoria?
“Onestamente sono sorpreso dall’ottimo livello. Magari non proprio qualitativo o tecnico, piuttosto proprio a livello di fisico, anche di preparazione, abbiamo affrontato tutte squadre molto preparate, tatticamente pronte e che studiano. Gli allenatori sono preparati e si vede che studiano gli avversari, quindi ci aspettano sempre partite difficili. È un livello buono, non avevo grande aspettative, nel senso che penso che il calcio a ogni livello sia difficile perché ormai le informazioni arrivano a tutti, però sapendo della forza della nostra squadra, diciamo che affrontando diverse squadre ho capito quanto sia comunque difficile vincere le partite, tutti i campi possono trasmettere insidie e tutti gli avversari hanno qualcosa da da controbattere. Al momento sono state tutte partite difficili da vincere e immagino lo saranno fino alla fine, perché comunque sembra questo è l’andamento del campionato. Poi dopo ci sono le partite in cui fai tanti gol, però comunque rischi sempre di prenderlo. Noi abbiamo la fortuna di avere Paloschi tra i pali che ha fatto tante parate, quindi è vero che abbiamo fatto tanti gol, però ci ha aiutato molto anche lui”.

Finora nei big match avete dimostrato grande sicurezza e qualità, battendo Saronno e Academy Calvairate, oltre al pari con la Vergiatese. Ora domenica arriva il Legnano: che partita ti aspetti?
“Sappiamo che il Legnano è una delle squadre che proverà a vincere il campionato, quindi è uno scontro diretto. È vero che è molto presto, quindi non determinerà nulla né in caso positivo, né in caso negativo, però son quelle partite belle da giocare e che non si vedono l’ora di giocare. Mi aspetto una squadra molto attrezzata, perché comunque hanno fatto degli investimenti importanti, ma noi siamo preparati per per giocare questo tipo di partite”.

Tra l’altro giusto in tempo per la sfida, avrete un ulteriore arma in più come Francesco Giangaspero.
“Assolutamente. Sono molto contento perché quando si alza il livello della squadra fa solo che piacere. Poi oggettivamente ci mancava il ruolo dell’attaccante: i ragazzi che stanno giocando davanti stanno facendo benissimo e si sono adattati notevolmente, ma non sono propriamente delle prime punte. Con Giangaspero si ha la possibilità di avere quelle caratteristiche e penso sia una un qualcosa in più che che ci mancava. La società ha fatto un grande investimento. Personalmente non non lo conoscevo, ma me ne hanno parlato tutti benissimo, so che ha fatto sempre tanti gol, quindi mi auguro che continui a fare quello che ha sempre fatto e che ci permetterà coi suoi gol di vincere. Poi sicuramente porta tanta esperienza, visti i tanti campionati alle spalle. Senza nulla togliere a ragazzi come Minuzzi e Pliscovaz, che si sono fatti trovare pronti. E penso che nella dinamica di un campionato lungo, avere tante pedine pronte a giocare sicuramente può fare la differenza. Più giocatori abbiamo, più il mister potrà girare in maniera più tranquilla la la rosa, oltre ad avere più soluzioni e maggiore competizione”.

A livello di squadra gli obiettivi soni ben chiari: dal punto di vista personale invece?
“Non mi sono mai posto obiettivi personali, nel senso che il mio obiettivo è sempre di pari passo con quello della squadra, soprattutto perché nel mio ruolo di centrocampista, per giocare bene ho bisogno della squadra, ho bisogno che tutti si muovano bene e che mi supportino, quindi se la squadra va bene, ne beneficio anch’io. Mi piacerebbe continuare a fare un po’ di gol, soprattutto da palla inattiva, dato che non ne ho segnate tante in carriera, anche se secondo me è nelle mie corde. L’obiettivo è ad ogni modo aiutare la squadra a vincere, l’obiettivo principale è vincere il campionato, non mi nascondo. Ripeto, sono venuto qua per questo e so che è molto difficile perché ci sono squadre attrezzate, però l’obiettivo personale è di vincere il campionato con la Caronnese”.

Per chiudere, nella tua carriera hai vissuto tanti momenti di spessore, fino ad arrivare al debutto in Serie A con l’Atalanta: quale definiresti essere la tua miglior esperienza finora?
“Se parliamo di momento, chiaramente l’esordio in Serie A in Udinese-Atalanta è irraggiungibile. Poi ripenso a quando ho indossato la maglia dell’Italia con le giovanili e quando canti l’inno, è un qualcosa che ti rimane dentro. Se devo pensare invece a un’esperienza a livello di stagione, penso all’Alcione, quando abbiamo vinto il campionato. Lì ho fatto due anni e mezzo veramente belli, c’era un gruppo fantastico che ricordo con piacere, mi dispiace essere andato via, sinceramente. Forse quella è l’esperienza a livello di emozioni più bella. Ripensando invece all’esordio in A, a distanza di tantissimi anni, è sempre qualcosa di incredibile, ma al tempo stesso quel momento più tardi non è stato poi così piacevole, nel senso che dopo le le aspettative erano alte, avevo in mente di fare un’altra carriera, però non ci sono riuscito e non è stato sempre facile convivere con il peso di aver fallito. Adesso sono più grande, ho 32 anni, sono nella fase quasi finale della carriera, ho metabolizzato questa cosa, però partire come una promessa e non riuscire a sfondare per errori miei, per non essere stato all’altezza…tanti motivi mi hanno portato poi a fare un altro tipo di carriera, di cui comunque sono contento perché alla fine. Io ancora oggi vivo di calcio, quindi sono riuscito a fare della mia passione il mio lavoro. Chiaro, nei miei sogni era una cosa diversa, però tuttora mi diverto a giocare ed è il mio lavoro, quindi va bene così. Poi quando diventi più grande devi anche un po’ lavorare su te stesso, perché alla fine non puoi rimanere sempre un ragazzino, quindi le esperienze che ho fatto, le tante delusioni, i tanti momenti negativi mi hanno portato ad avere una consapevolezza diversa e di stare meglio. Adesso son sto bene, non ho grossi rimpianti, anche perché non si può tornare indietro”.

Francesco Marcassa

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