
La 10^ giornata del Girone D di Serie D riscrive gerarchie e certezze per la pattuglia varesotta. Il piatto forte dell’Elmec Solar Stadium incorona la Varesina, che ritrova il successo dopo due mesi e ribalta 3-1 il Varese con la doppietta morale dei grandi ex Tentoni e Banfi. I biancorossi di Ciceri masticano amaro: dopo un avvio autorevole si spengono alla distanza e scivolano a ridosso della zona calda. Nube densa anche su Busto Arsizio: la Pro Patria cade 1-0 a Pavia, evidenziando una preoccupante crisi di gioco ed energie che la fa scivolare a -7 dalla capolista Pistoiese.
Vola invece sulle ali dell’entusiasmo la Solbiatese di Aletti, che al Chinetti travolge 4-0 l’Oltrepò centrando il sesto risultato utile consecutivo. A Pistoia, infine, la Castellanzese esce sconfitta 4-2 al termine di una prova di immenso carattere contro la battistrada. Taccuino alla mano, ecco il decimo capitolo della nostra rubrica “Appunti D campo”.
Varese
IL MOOD – Incompiuto e fragile.
IL FATTO – L’approccio a Venegono è perfetto, coronato dal vantaggio lampo del rientrante Barzotti. Ma sul primo errore in disimpegno subentra il blackout: la squadra perde certezze, subisce la rimonta rossoblù e capitola 3-1 nel finale senza abbozzare l’assalto. Con 13 punti la zona playout è a una sola lunghezza.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Ritrovare cinismo e tenuta psicologica. Come sottolineato da Barzotti, “sembrare in controllo” non basta se poi ci si scioglie al primo episodio negativo. L’infermeria non deve diventare un alibi: contro il Sant’Angelo serviranno novanta minuti di cattiveria agonistica per non farsi risucchiare.Pro Patria
IL MOOD – Allarme rosso.
IL FATTO – Al “Fortunati” basta il minimo sindacale a un modesto Pavia (1-0, sinistro di Raballo) per mandare al tappeto una Pro Patria sterile e senza idee. Con soli 8 punti nelle ultime sei giornate e una preoccupante difficoltà nei duelli individuali, il distacco dalla Pistoiese sale a un pesantissimo -7.
IL NODO DA SCIOGLIERE – La resa dei conti allo “Speroni”. Contro la capolista Pistoiese sarà una finale anticipata: una sconfitta chiuderebbe virtualmente la corsa al primato a inizio novembre. Il gruppo di Zironelli deve recuperare energie nervose, ritrovare fame negli ultimi metri e rianimare un gruppo che appare scarico e sfiduciato.Varesina
IL MOOD – Rinascita liberatoria.
IL FATTO – Sotto nel punteggio e contratte dalla paura, le Fenici trovano la scintilla con gli ex: magia di Banfi che manda in porta Tentoni per l’1-1, poi siluro all’incrocio dello stesso bomber e sigillo al debutto di Franceschinis per il 3-1. Una vittoria vitale che spezza un digiuno lungo due mesi.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Dare continuità all’exploit. Angellotti predica calma: i punti pesano, ma il momento buio non è del tutto archiviato. Vietato ripetere i cali del passato contro le “piccole”: la trasferta di Coriano rappresenta il vero esame di maturità per capire se la definitiva svolta caratteriale sia definitiva.Solbiatese
IL MOOD – Macchina perfetta.
IL FATTO – Spettacolo e concretezza al Chinetti: il 4-0 rifilato all’Oltrepò certifica il sesto risultato utile consecutivo. Si sbloccano i pezzi pregiati con il timbro di Henry e le prime gioie stagionali di Martinez e Gasparri, con Pietra a completare la festa. Una prova autoritaria dal primo all’ultimo minuto.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Gestire l’entusiasmo. Con la quota salvezza che si avvicina a passi da gigante, la Solbia ha trovato quadratura difensiva ed efficacia negli ultimi sedici metri. La sfida di Aletti sarà mantenere intatta questa fame e la spietata intensità mostrata nella ripresa anche lontano dalle mura amiche.Castellanzese
IL MOOD – Orgoglio indomito.
IL FATTO – Al “Melani” la capolista Pistoiese scappa sul 4-1 all’intervallo, ma i neroverdi non muoiono mai. Nonostante l’inferiorità numerica per il rosso a Boccadamo, la truppa di Bolzoni accorcia con Chessa (4-2) e fa tremare i padroni di casa fino al recupero.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Limare le disattenzioni difensive. Concedere quattro reti nei primi quarantacinque minuti rende proibitiva qualsiasi rimonta, soprattutto al cospetto della prima della classe. Se la reazione e l’atteggiamento restano da applausi, serve ritrovare subito maggiore compattezza per capitalizzare le ottime trame offensive.
Matteo Carraro
Foto d’archivio































