
La quarta giornata di campionato imprime una vigorosa accelerazione alle gerarchie del Girone D di Serie D, regalando una mappa sempre più nitida del destino delle nostre compagini. A dettare il passo con autorità imperiale è una Pro Patria travolgente: i biancoblu liquidano la pratica Arconatese in appena venti minuti (3-0 che parla da sé), timbrano la quarta vittoria consecutiva e condividono la vetta solitaria a punteggio pieno insieme a una Pistoiese cinica e spietata che non perdona una bella, seppur sterile, Varesina (0-1 il finale a Venegono).
Chi invece respira a pieni polmoni è il Varese, che trova la prima gioia piena della stagione passando perentoriamente 3-0 a Pontedera nel segno di Matteo Barzotti. Il derby del “Chinetti” va nettamente alla Castellanzese, capace di travolgere 4-1 una Solbiatese troppo molle, grazie alla giornata di grazia del suo eterno capitano Mario Chessa.
Taccuino alla mano, ecco il quarto capitolo della nostra rubrica “Appunti D campo”.
Varese
IL MOOD – Liberazione e fiducia.
IL FATTO – Serviva una vittoria scaccia-crisi ed è arrivata nel modo più rotondo e convincente: lo 0-3 del “Mannucci” certifica che la metamorfosi caratteriale voluta da Ciceri dopo il ko con la Pro Sesto è realtà. La squadra è quadrata, matura e cinica: non si scompone dopo il legno iniziale di Beretta, trova il vantaggio e punisce le ingenuità dei toscani ogni volta che si affaccia in avanti. Il protagonista assoluto è Matteo Barzotti, che si prende la scena con una superlativa tripletta da rapace d’area. La difesa non incassa gol da 180 minuti (ottima la crescita del tandem Molinari-Bruzzone e la reattività di Mangano), consentendo ai biancorossi di vivere una settimana di lavoro serena.
IL NODO DA SCIOGLIERE – La prova del nove contro le “grandi”. Con cinque punti in quattro turni il Varese si trova nel limbo esatto della metà classifica, ma il test contro il fanalino di coda toscano (ancora fermo a zero punti) era solo il primo gradino. Domenica al “Franco Ossola” salirà il Lentigione, compagine ferita dal ko interno col Cittadella Modena e vogliosa di riscatto: per non finire stritolati nella “lavatrice” di un girone equilibratissimo, i bosini dovranno confermare fluidità di manovra e continuità d’impatto offensivo anche contro rivali di rango superiore.Pro Patria
IL MOOD – Fuori categoria.
IL FATTO – Tre gol nei primi 21′ per archiviare la trasferta di Caronno Pertusella e trasformare la sfida con l’Arconatese in un monologo d’alta scuola. Zironelli mette sul piatto una macchina perfetta e l’unica “sbavatura” di giornata arriva nel finale con il cucchiaio fallito dal dischetto da Maistrello, che fa alzare il sopracciglio a un tecnico sempre attento ai dettagli. Con quattro vittorie nei primi 360 minuti (evento accaduto solo altre tre volte nella storia centenaria del club), i Tigrotti viaggiano a vele spiegate in vetta appaiati alla Pistoiese, spinti dall’entusiasmo di oltre 500 tifosi al seguito che trasformano ogni campo vicino in una succursale dello “Speroni”.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Tenere alta la guardia e azzerare i cali di tensione. La superiorità tecnica ed emotiva mostrata in questo avvio è abbacinante, ma come ribadito dallo stesso mister la “garra” e la fame non devono mai venire meno. Domenica a Busto Arsizio arriverà la Solbiatese per un derby provinciale che richiederà massima concentrazione e concretezza per centrare il prestigioso podio storico delle cinque vittorie inaugurali consecutive.Varesina
IL MOOD – Orgoglio e rammarico.
IL FATTO – Perdere lasciando l’anima sul terreno di gioco lascia sempre un sapore amaro, specialmente quando la prestazione avrebbe meritato ben altro verdetto. All’Elmec Solar Stadium la capolista Pistoiese passa 0-1 grazie a un autentico eurogol di Motti, ma per il resto del match sono le Fenici a fare la partita. Nella ripresa l’ingresso di Opoola incendia le corsie e costringe la corazzata di Bisoli a rintanarsi nei propri venti metri in una strenua difesa di trincea: i tentativi di Polenghi, il tiro a giro di Tentoni e le conclusioni di Maspero si infrangono sui guantoni del portiere toscano. Gli elogi incassati da Bisoli a fine gara certificano la bontà della prestazione, anche se Angellotti guarda con rabbia a una classifica che punisce oltremodo i suoi.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Ritrovare il cinismo negli ultimi sedici metri. Due sconfitte consecutive con il minimo scarto rischiano di minare il morale se non analizzate con lucidità. La reazione dopo il ko di mercoledì a Correggio è stata veemente e la manovra offensiva si è riaccesa con qualità, ma per concretizzare l’enorme mole di gioco prodotta serve più cattiveria e pulizia sotto porta.Solbiatese
IL MOOD – Pomeriggio nero.
IL FATTO – Un blackout improvviso che interrompe bruscamente il trend di solidità difensiva mostrato nelle prime giornate. Al cospetto della Castellanzese i nerazzurri incassano un perentorio 1-4 casalingo, pagando a carissimo prezzo le distrazioni e i varchi concessi alle letali ripartenze ospiti. La reazione d’orgoglio a inizio ripresa è stata sfortunata (prima la clamorosa traversa scheggiata da Scapinello, poi i miracoli di Bongini sulle incornate ravvicinate di Martinez), ma l’uno-due firmato da Chessa ha spento anzitempo ogni illusione di rimonta prima del tardivo gol della bandiera siglato proprio dal capitano nerazzurro.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Ritrovare la bussola difensiva prima dello “Speroni”. Se fino a mercoledì la porta era rimasta immacolata grazie all’attenzione tattica del blocco basso, i quattro gol incassati in 90 minuti riaccendono i campanelli d’allarme. Domenica la Solbiatese è attesa dalla complicatissima trasferta contro la capolista Pro Patria: mister Gatti dovrà resettare in fretta le scorie mentali del derby per ricostruire quel muro difensivo indispensabile per uscire indenni da Busto Arsizio.Castellanzese
IL MOOD – Resurrezione totale.
IL FATTO – La risposta perfetta nel momento di massima tensione stagionale. Dopo due ko consecutivi senza segnare, la truppa di Francesco Bolzoni espugna il “Chinetti” di Solbiate Arno con un travolgente 1-4 dominando il derby in lungo e in largo. Approccio devastante con Rusconi che timbra lo 0-1 per poi lasciare spazio all’ennesima giornata di grazia di Mario Chessa che firma una spettacolare tripletta. Positivi anche gli innesti di grinta di Ballarini e Cante nel finale, a suggello di un successo fondamentale per classifica e autostima.
IL NODO DA SCIOGLIERE – Dare continuità a una prestazione da copertina. Quando i neroverdi riescono a sviluppare le proprie trame a campo aperto con Chessa e Valmori sanno essere devastanti, ma il campionato di Serie D impone regolarità. L’imperativo categorico ora è capitalizzare l’entusiasmo del derby per costruire una striscia positiva, blindando i tre punti anche nelle sfide casalinghe contro dirette concorrenti.
Matteo Carraro
































