
Una zampata magistrale al termine di una battaglia senza quartiere. È il quasi ventunenne belga Jarno Widar (Lotto Intermarché) a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della 105ª Tre Valli Varesine, coronando una giornata di ciclismo memorabile per la Città Giardino. Sul rettilineo d’arrivo di via Sacco, sommerso dal boato di una folla entusiasta, il giovane talento fiammingo ha piazzato la volata perfetta: rimasto a ruota del grande favorito Tom Pidcock e Matteo Jorgenson nei concitati metri finali, ha scelto il momento esatto per sprigionare tutta la sua potenza e superare il fuoriclasse britannico della Pinarello Q36.5 e lo statunitense della Visma | Lease a Bike. Dopo il trionfo mattutino di Eleonora Camilla Gasparrini nella 6ª prova Women, Varese manda in archivio un’altra edizione della classica della “Binda”, nobilitata dal coraggio dei suoi campioni e dall’orgoglio dei talenti di casa nostra.
LA FUGA PRENDE IL LARGO: SUBITO PROTAGONISTA IL BUSTOCCO TURCONI
Scattata alle 13.08 da Busto Arsizio per un totale di 196,1 chilometri, la 105^ edizione della Tre Valli Varesine non ha perso tempo a scaldare i motori. Dopo il consueto anello iniziale attorno alla città dei piantoni, la corsa ha visto nascere la fuga di giornata già al chilometro 14: a rompere gli indugi sono stati lo svizzero Fabian Weiss (Tudor), il britannico Noah Ramsay (Alpecin-Premier Tech) e soprattutto l’idolo di casa Matteo Turconi (Bardiani CSF 7 Saber). A soli 19 anni e 90 giorni, il più giovane atleta in gruppo oggi, il corridore bustocco ha voluto onorare la partenza nella sua città mettendosi in luce fin dalle primissime battute, raggiunto poco dopo dal duo della Solution Tech NIPPO Rali formato da Tommaso Nencini e dall’ucraino Kyrylo Tsarenko. Mentre il gruppo transitava da Carnago e si avvicinava a Varese a oltre 44 km/h di media, il drappello dei cinque battistrada ha rapidamente accumulato terreno sul plotone, toccando un vantaggio massimo vicino ai 7 minuti all’ingresso nel circuito cittadino.
IL CONTROLLO NEL CIRCUITO BREVE E IL RIENTRO DEL GRUPPO
Con l’approccio alle storiche ascese del Montello e dei Ronchi (percorse a ritmi sostenuti per sei tornate) le formazioni dei favoriti hanno cominciato a scandire l’andatura. A prendere in mano le redini dell’inseguimento sono state prima la Q36.5 Pro Cycling Team di Tom Pidcock, affiancata poco dopo dalla Decathlon CMA CGM e dalla UAE Team Emirates-XRG dell’iridato Brandon McNulty. Sotto l’impulso delle squadre WorldTour, il gap della testa della corsa ha iniziato gradualmente a scendere: Nencini ha alzato bandiera bianca per primo attorno a metà gara, mentre Turconi, Weiss, Ramsay e Tsarenko hanno continuato a collaborare con coraggio, transitando sul traguardo di via Sacco con un margine via via ridotto a 2’10” a 80 km dall’arrivo.
IL MURO DELLE CINQUE PIANTE FA ESPLODERE LA CORSA
Esauriti i passaggi sul circuito breve, l’ingresso nel tracciato allargato verso Gavirate ha segnato la svolta della competizione. Sulla spinta vertiginosa delle prime file del plotone, Weiss e il generosissimo Turconi (applaudito a scena aperta dal pubblico amico) sono stati riassorbiti a circa 50 chilometri dalla conclusione. L’imbocco del micidiale Muro delle Cinque Piante (punte al 16%) a 40 km dall’arrivo ha fatto saltare ogni schema tattico: mentre la fuga veniva definitivamente neutralizzata (davvero encomiabile lo sforzo di Turconi), la corsa è esplosa con le stilettate dei big. L’accelerazione bruciante del campione del mondo Brandon McNulty insieme a Ben Healy e Martinez ha spaccato il gruppo in più tronconi. A cogliere l’attimo fuggente è stato il danese Mikkel Honoré (EF Education-EasyPost), capace di rilanciare l’azione solitaria e guadagnare una ventina di secondi di margine, mentre alle sue spalle contrattaccavano atleti del calibro di Giulio Pellizzari.
IL FINALE: BAGARRE SULLE CINQUE PIANTE, L’AFFONDO DI PIDCOCK E IL CAPOLAVORO DI WIDAR
Il penultimo passaggio sul traguardo di via Sacco e la successiva scalata del Montello hanno inaugurato l’ultimo e decisivo giro con i fuochi d’artificio. Mentre una caduta a centro gruppo metteva fuori causa atleti del calibro di Lorenzo Fortunato e Luke Plapp, davanti si formava un terzetto esplosivo: Quinn Simmons (Lidl-Trek) e un pimpante Davide Piganzoli (Team Visma | Lease a Bike) si riportavano sulla ruota di Honoré. Sul secondo e conclusivo assalto al Muro delle Cinque Piante si è scatenata la vera e propria resa dei conti. L’iridato Brandon McNulty e Jhonatan Narváez per la UAE hanno alzato il ritmo fino a riassorbire i battistrada, mentre dietro Filippo Zana, Ben Healy ed Enric Mas tentavano invano di rompere gli indugi. A 10 chilometri dall’epilogo, la bordata che ha spaccato la corsa: Tom Pidcock ha piazzato un’accelerazione micidiale, portando con sé soltanto Matteo Jorgenson e il classe 2005 Jarno Widar.
I tre battistrada hanno trovato una perfetta intesa, agevolati alle spalle dal prezioso lavoro di disturbo di Piganzoli, che ha stoppato ogni velleità di rimonta di McNulty e Lenny Martinez, facendo lievitare il vantaggio oltre il mezzo minuto ai piedi dell’ultima scalata dei Ronchi. Sotto la flamme rouge dell’ultimo chilometro è iniziato il surplace da brividi. Ai 400 metri Pidcock ha imboccato la testa seguito da Jorgenson, ma Widar ha temporeggiato con una freddezza da veterano prendendo quei metri necessari per lanciare la progressione: uno scatto imperioso che non ha lasciato scampo al britannico, costretto ad accontentarsi della piazza d’onore davanti a Jorgenson. Si chiude così una Tre Valli vibrante, che per il pubblico varesotto lascia in dote anche i calorosi applausi tributati al generosissimo Matteo Turconi, protagonista assoluto della fuga di giornata con oltre cento chilometri allo scoperto, al fratello Filippo e alla tenacia di Alessandro Covi, il “Puma di Taino”, sempre nel cuore degli appassionati bosini.
IL PODIO
ORDINE D’ARRIVO
1 Jarno Widar
2 Tom Pidcock
3 Matteo Jorgenson
4 Quinn Simmons
5 Marc Hirschi
6 Pello BilbaO
7 Christian Scaroni
8 Ludovico Crescioli
9 Jhonatan Narvaex
10 Simone Gualdi
Matteo Carraro


























