Il Varese sbanca Asti al termine di una partita dai due volti: l’1-0 dei primi 45′ non rispecchia affatto una prestazione che avrebbe meritato ben altro vantaggio, mentre nella ripresa in certe occasioni la squadra si è abbassata troppo rischiando di subire il pari. Sta di fatto che vince il Varese e il calcio è da sempre governato dai risultati. Andrea Ciceri ne è consapevole: “Le partite di calcio sono così: quando domini ma non concretizzi rischi di tenerle aperte fino alla fine. Nel primo tempo abbiamo creato tanto ma non siamo stati abbastanza cinici, mentre l’Asti è stato bravo a restare in partita e nella ripresa, anche cambiando sistema, è riuscito a metterci più in difficoltà. È vero che anche nel secondo tempo abbiamo avuto occasioni per chiuderla, ma è mancato il colpo del ko. Ci prendiamo però la solidità difensiva: un’altra porta inviolata che in questo momento è importante. Vincere qui pesa perché l’Asti è una squadra viva e in piena lotta per i suoi obiettivi. Ora godiamoci i tre punti e poi penseremo alla prossima sfida con il Gozzano“.

Man of the match, Abraham Sovogui firma la sua prima presenza in sala stampa: “Sono molto contento per il gol e per la vittoria: ringrazio il mister per la fiducia e tutta la squadra che mi ha aiutato tanto in questa partita. A Varese mi trovo bene: all’inizio non è stato facile, ma adesso lavoro tranquillo con il mister e con i compagni e voglio continuare così. Questo gol lo dedico a mia madre, che mi sostiene sempre e mi aiuta tanto“.

Enorme rammarico, ma anche consapevolezza nei propri limiti e nelle proprie potenzialità, il tecnico dell’Asti Francesco Buglio dichiara: “Nel primo tempo il Varese ha sfruttato bene alcune nostre debolezze e ha creato diverse situazioni pericolose, mentre noi non siamo riusciti a dare la continuità che avevamo avuto a Sanremo. Poi abbiamo sistemato qualcosa passando alla difesa a tre: la squadra è stata più compatta e abbiamo creato anche qualche occasione importante. I ragazzi hanno dato tutto e ci hanno creduto fino alla fine, ma nel calcio vince chi la butta dentro. Dobbiamo migliorare sotto porta: produciamo palloni in area, però serve più concretezza“.

Matteo Carraro

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