
Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. A volte, però, non serve nemmeno aspettare anni: all’Ardor Lazzate sono bastate appena cinque partite per scegliere di compiere un clamoroso passo indietro e riscrivere il copione della propria stagione. È ufficiale l’avvicendamento sulla panchina gialloblù: finisce l’avventura di Massimo Sala e torna, a furor di popolo, Mavillo Gheller.
Una staffetta incrociata tra due vecchi compagni di squadra ai tempi d’oro del Varese, che certifica il momento di profondo smarrimento tecnico della compagine brianzola. Chiamato a rilevare proprio Gheller dopo il discusso e precoce esonero maturato a inizio campionato (figlio di due pareggi e un ko nelle prime tre giornate con una rosa ampiamente ridimensionata), Sala non è riuscito a imprimere la scossa auspicata. In cinque uscite ufficiali alla guida dell’Ardor, l’ex tecnico ha racimolato appena due punti (frutto dei pari contro Aurora Cantalupo e Caronnese) fino al ko rimediato contro la Baranzatese che ha spinto la società a cambiare nuovamente rotta.
I numeri attuali raccontano una realtà complessa nel Girone A di Eccellenza: l’Ardor Lazzate occupa la penultima posizione della graduatoria a quota 4 punti, con una casella delle vittorie ancora mestamente ferma a zero. Da qui la decisione di affidarsi a chi quell’ambiente lo conosce alla perfezione e, soprattutto, sa come si compiono i miracoli. Soltanto pochi mesi fa, infatti, Gheller era stato l’artefice di un autentico capolavoro sportivo: subentrato con la squadra inchiodata sul fondo, era stato capace di inanellare un filotto straordinario fino a blindare una clamorosa salvezza diretta senza passare dalla roulette dei playout.
La storia ora si ripete e la missione è identica. Il “secondo debutto” di Mavillo Gheller è già cerchiato in rosso sul calendario: domenica 8 novembre i gialloblù affronteranno il decisivo scontro salvezza contro l’Assago, fanalino di coda del torneo a quota 2 punti (a -2 proprio dall’Ardor). Una finale anticipata per ritrovare vittoria, identità e riaprire la caccia a un’altra impresa.
TC


























