Se c’è un elemento che accomuna il girone A e il girone N è la difficoltà, per molte squadre, di trovare un equilibrio definitivo tra fase offensiva e fase difensiva. E i numeri, in questo senso, raccontano storie interessanti. Andando anche un po’ a memoria, spesso la scena se la sono presa le prime della classe, sia per quanto riguarda attacchi prolifici sia per difese poco perforabili, con poche e rare eccezioni. Mai come quest’anno, invece, tutto sembra il contrario di tutto.

Andiamo con ordine.

GIRONE A – L’ANALISI NUMERICA

Nel girone A, alcune delle squadre di vertice costruiscono il proprio percorso su attacchi particolarmente produttivi. Le migliori segnano con continuità, mantenendo medie realizzative elevate, ma allo stesso tempo concedono più di quanto ci si aspetterebbe da una capolista “classica”. Difese tutt’altro che impermeabili, che tengono aperte le partite e, di conseguenza, anche la corsa al vertice. È proprio questo il paradosso del girone: chi segna tanto non sempre domina davvero. Le distanze restano contenute perché, a fronte di numeri offensivi importanti, i gol subiti incidono in modo significativo sul rendimento complessivo.

Facciamo alcuni esempi. La capolista Ardita Cittadella non ha né il miglior attacco né la miglior difesa: 60 i gol fatti (terzo gradino del podio dietro Itala a 65 e Valceresio a 63), ma stupisce forse ancora di più la fase difensiva. La squadra comasca ha subito fin qui 37 reti. La classifica, da questo punto di vista, mette in pole position il Gorla Minore con 32 gol incassati, seguito dal Luisago Grandate con 35. Subito dietro compaiono addirittura squadre di metà classifica come Brebbia e Laveno (36), poi gli stessi ragazzi di coach Lupi al pari di Veniano (6ª piazza) e Tradate (8° posto).

Nota di merito anche per il San Michele: appena fuori dalla zona playout, ha incassato “solo” 38 reti. Nota di demerito invece per la Valceresio: decisamente elevate le 40 reti subite per una squadra che punta alle zone alte.

Cosa significa tutto questo? È il campionato del “carpe diem”. Domeniche storte coincidono spesso con goleade e malumori, ma allo stesso tempo generano quasi sempre occasioni di riscatto immediate, senza compromettere il percorso. In fondo, la regola del “basta fare un gol più degli altri” mantiene sempre il suo valore.

GIRONE N – L’ANALISI NUMERICA

Paradossalmente, il girone N propone un equilibrio ancora più sottile. Qui non emergono attacchi dominanti in senso assoluto, ma diverse squadre costruiscono il proprio percorso su una maggiore solidità complessiva. Le prime della classe segnano con buona continuità e fanno della gestione difensiva un’arma fondamentale. Al momento in vetta ci sono, a pari punti, Accademia Bustese e Marnate Gorla, rispettivamente seconda miglior difesa (28) e miglior attacco (65), ma entrambe restano sul podio anche nella voce opposta. I ragazzi di Gilardengo subiscono meno di tutti, ma segnano comunque 62 reti (terzo miglior attacco, dietro al Vela Mesero con 63). Gli uomini di Amendolara, invece, con 31 gol subiti sono terzi tra le difese meno battute, al pari del Vela Mesero, dietro alla Bustese e soprattutto al Parabiago.

Ed ecco la prima contraddizione: il Parabiago, quinto con 44 punti, ha la miglior difesa del campionato (27 gol subiti), ma questo non basta a garantirgli un viaggio ai playoff, visto che il distacco dalla seconda supera i 10 punti. Altra eccezione? Il Valle Olona. Stagione complicata, terz’ultimo posto, ma con appena 36 gol subiti: un dato da squadra di alta classifica. Il problema è nella casellina accanto, un copia e incolla che fa della differenza reti uno zero tondo tondo…e tutto si ridimensiona.

Anche qui si potrebbe parlare di “carpe diem”, ma con qualche distinguo: meno sbragate e una gestione più attenta hanno permesso alle squadre di vertice di emergere, premiando non solo la qualità, ma anche l’attenzione ai dettagli.

MA…

C’è però un dato trasversale che rende l’analisi ancora più chiara: né nel girone A né nel girone N esiste una squadra perfetta. Le migliori si avvicinano all’equilibrio, ma senza mai raggiungerlo del tutto. Ed è proprio questo a spiegare perché, a poche giornate dalla fine, tutto sia ancora in discussione. In un campionato dove i numeri raccontano fragilità e punti di forza, la vera differenza potrebbe farla chi riuscirà, nel momento decisivo (e ormai ci siamo, visto che mancano appena tre giornate) a sistemare quei dettagli: un gol subito in meno, una gestione più lucida.

Dettagli che oggi tengono tutto, ancora, “meravigliosamente” in bilico.

Mariella Lamonica

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