Due giorni senza sosta, l’odore inconfondibile e familiare del ghiaccio, l’eco delle lame che graffiano la pista e soprattutto una certezza che aleggia palpabile tra le balaustre di via Albani: Marco Fiori è e sarà sempre lì, vivo e presente nello spirito del Palaghiaccio, a vegliare su quel numero 57 divenuto simbolo eterno di passione e gioventù. La nona edizione del Memorial Marco Fiori va in archivio all’Acinque Ice Arena lasciando negli occhi e nel cuore dei presenti un fine settimana indimenticabile, capace di coniugare un livello tecnico altissimo con il significato più puro dello sport.

Un riscontro straordinario confermato dall’entusiasmo del presidente dell’HC Varese 1977 Andrea Longhi: “È stata un’edizione a dir poco bellissima, sono davvero soddisfatto. Ricevere i complimenti di tutte le società partecipanti, a partire da realtà svizzere di blasone come Ambrì, Lugano e Bellinzona, non è mai banale ed è motivo di grande orgoglio. È andato tutto veramente bene: genitori contenti, club entusiasti, volontari encomiabili e una cucina da applausi a scena aperta perché ha funzionato tutto quasi alla perfezione. Non si dice mai perfetto per scaramanzia, ma ci siamo andati vicinissimi“.

Sul rettangolo ghiacciato sono stati ben 175 i giovani atleti della categoria Under10 a darsi battaglia in una formula dinamica e travolgente che ha azzerato i tempi morti: a salire sul gradino più alto del podio è stato il Bellinzona, capace di riscattare la finale persa dodici mesi fa superando per 6-3 i cugini dell’Ambrì Piotta in un sentito derby tutto ticinese. Terzo posto per i transalpini del Grenoble, che hanno preceduto nella graduatoria finale Méribel, Valpellice, Varese Black, Lugano, Real Torino, Milano Prospects, Aosta, Como e Varese White.

Un ritmo serrato che ha fatto la felicità dei giovanissimi protagonisti, come sottolinea ancora il numero uno giallonero: “La gioia più autentica è vedere i bambini uscire dal palazzetto con il sorriso stampato sulle labbra. Hanno giocato tantissimo e con continuità, grazie a una formula studiata appositamente per evitare estenuanti attese di ore tra una partita e l’altra, e hanno mangiato benissimo. Questo per noi conta più di ogni altra cosa“.

A impreziosire la cerimonia di chiusura, animata dalla presenza d’eccezione dell’ex capitano azzurro Thomas Larkin nelle vesti di autentica stella delle premiazioni accanto alla famiglia Fiori, sono stati i riconoscimenti individuali: l’orgoglio giallonero ha brillato con il premio di miglior portiere assegnato al promettente baluardo di casa Giulio Bini, mentre lo scettro di miglior giocatore se l’è aggiudicato Edoardo Pagetti (Ambrì) e la coppa Fair Play è stata sollevata dall’Hockey Como.

Un traguardo organizzativo reso possibile dalla sinergia di tante componenti, celebrate nella chiosa finale di Longhi: “Ringrazio sentitamente tutti, dal primo all’ultimo, senza fare elenchi per non rischiare di dimenticare qualcuno: chi ci ha dato una mano, chi ha partecipato, la famiglia Fiori per la costante vicinanza e per aver messo a disposizione i premi, e Thomas Larkin che è stato fantastico e ci ha dato un grande aiuto nella fase finale delle premiazioni“.

Oltre alla kermesse Under10, la due giorni di via Albani ha visto anche gli esordi di campionato della cantera giallonera (con l’Under14 corsara sull’Aosta e l’Under16 fermata dai Trentino Predators) e, soprattutto, la commovente sfida amarcord tra i vecchi compagni di squadra di Marco Fiori. Un momento toccante, destinato a ripetersi nel tempo, per ribadire ancora una volta che la maglia numero 57 non smetterà mai di pattinare sul ghiaccio di Varese.

Matteo Carraro

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