
Il Mercallo si gode il panorama dall’alto del Girone Z di Seconda Categoria: tre vittorie nelle prime tre giornate e primato a punteggio pieno in coabitazione con la Sommese. Se le affermazioni maturate contro le matricole Monate e Ternatese nei primi 180’ minuti avevano evidenziato la solidità e le grandi potenzialità del gruppo biancoverde, è stato il roboante 5-0 inflitto all’Olimpia Tresiana (battuta d’arresto costata la panchina al tecnico lacuale Andrea Bottarelli) a lanciare un segnale inequivocabile all’intero torneo: questo Mercallo fa maledettamente sul serio.
E, a proposito di alzare l’asticella, in estate la dirigenza ha regalato a mister Di Cesare un terminale offensivo che ha sempre fatto del gol il proprio marchio di fabbrica: Mattia Milano. L’attaccante classe 1994, reduce dalle stagioni da protagonista a suon di reti che hanno scandito la promozione prima e la salvezza poi del Varano Borghi, ha già bagnato il proprio tabellino personale timbrando il cartellino contro la Ternatese. Al di là dei numeri, a impressionare è stato soprattutto l’impatto tecnico, carismatico e caratteriale dell’ex punta rosanero, diventato immediatamente un punto di riferimento fondamentale per la manovra offensiva. “Il nostro segreto è l’unione di questo gruppo – esordisce Mattia “il Corvo” Milano –: quando c’è un’atmosfera del genere e una rosa così profonda, i risultati sono solo la naturale conseguenza del lavoro settimanale”.
Partiamo ovviamente dalla vittoria sull’Olimpia. Spulciando il tabellino salta all’occhio un’anomalia: ci sono cinque gol a referto, ma non compare il tuo nome…
“(ride, ndr) La verità è che questa squadra sta girando talmente bene che in questo momento non c’è neanche bisogno dei miei gol! Scherzi a parte, a me va benissimo così: mi fa un piacere enorme mettermi al servizio dei compagni, fare la sponda per il trequartista che imbuca i compagni o pulire palloni per mandare gli altri a rete. Se ogni domenica il copione è questo, firmerei subito: l’importante è che la squadra vinca e continui a macinare gioco”.
Al di là delle battute, il 5-0 rifilato all’Olimpia Tresiana è una vittoria dal peso specifico enorme. Te l’aspettavi con queste proporzioni?
“Sinceramente no, non ci aspettavamo uno scarto così rotondo. Eravamo partiti con l’idea di affrontare a viso aperto una formazione quotata e metterla in difficoltà, ma siamo rimasti noi stessi piacevolmente stupiti dalla prestazione e dal risultato finale. La cosa più bella è stata l’atteggiamento: anche sul 3-0, chi entrava dalla panchina spingeva con la stessa ferocia agonistica di chi era partito titolare. È questo lo spirito giusto”.
Parlare di classifica dopo appena tre giornate è prematuro, ma immagino vi stiate godendo l’onda d’entusiasmo.
“Assolutamente sì, il momento è bellissimo e ce lo godiamo tutto, ma con i piedi ben piantati per terra. Non dobbiamo fare calcoli né guardare troppo in là, la stagione è lunghissima e insidiosa. Il nostro obiettivo deve rimanere quello di preparare e affrontare bene ogni singola domenica: se continuiamo a lavorare con questa mentalità, i conti li faremo più avanti”.
Qual è quindi il vero traguardo del Mercallo?
“È inutile sbandierare la vittoria del campionato o fissare i playoff come un’ossessione: il traguardo è fare bene, partita dopo partita. Di sicuro abbiamo una rosa competitiva e attrezzata per toglierci delle belle soddisfazioni”.
Che idea ti sei fatto del livello del Girone Z?
“È un campionato davvero competitivo e stimolante, specialmente per via dei tanti innesti di categoria superiore sbarcati in diverse squadre. Inoltre, guardando alla nostra zona geografica, ci saranno almeno quattro o cinque derby caldissimi: penso alla sfida sentita con la Sommese, ma anche agli incroci con Ternatese, Monate, Angera e naturalmente il Varano Borghi”.

A proposito di Varano: per te sarà una sfida dal sapore speciale…
“Sarà un’emozione enorme, non so se prendere ferie e saltarla per evitare “vendette sportive” (ride ancora, ndr). A parte gli scherzi, a Varano ho lasciato un ricordo bellissimo e mi dispiace che non siano partiti bene; hanno comunque fatto buoni acquisti e hanno tutte le carte in regola per rialzarsi e fare bene (ieri la società rosanero ha ufficializzato Massimiliano Murano come nuovo allenatore, ndr)”.
Nel prossimo turno vi aspetta un’altra trasferta insidiosa sul campo dell’Aurora Induno.
“A Induno sono sempre state battaglie tirate e affascinanti. È una trasferta storicamente ostica, contro una buona squadra che sa giocare a calcio e farsi valere sul proprio terreno. Servirà massima concentrazione per dare continuità”.
Facciamo un passo indietro: cosa ti ha spinto in estate a scegliere il progetto del Mercallo?
“Ero alla ricerca di nuovi stimoli. Dopo tanti anni trascorsi con lo stesso nucleo storico di amici e compagni – siamo partiti dal Don Bosco passando poi per Brebbia, Ispra e infine Varano – sentivo l’esigenza di misurarmi in un contesto differente, con persone nuove. A Mercallo ho trovato subito quello che cercavo: ho sempre creduto che il gruppo faccia la differenza nel calcio dilettantistico, e posso riconfermarlo anche qui”.
Qual è il vostro punto di forza?
“La profondità e l’intercambiabilità della rosa. Abbiamo una squadra talmente ampia e duttile che tutti possono giocare e ricoprire più ruoli con la stessa efficacia. Spesso diciamo scherzando che se anche il mister dovesse sbagliare la formazione, in campo andrebbe comunque un undici di altissimo livello. Non c’è la paura di chiedere il cambio al 70′, perché chi subentra entra con la bava alla bocca e dà il massimo per la causa”.
A livello personale, arrivando da stagioni molto prolifiche, ti sei prefissato una quota gol?
“Il mio primissimo obiettivo era integrarmi al meglio, ed è stato facilissimo: mi hanno fatto sentire a casa dal primo giorno e questo per me valeva più di ogni altra cosa. Sul fronte dei gol, chiaramente a un attaccante fa sempre piacere segnare tanto, ma per come sta girando la squadra il traguardo personale passa in secondo piano rispetto ai successi del Mercallo. Ci tengo, anzi, a fare un ringraziamento speciale al nostro direttore generale Luca Pasqualini, che ha allestito una rosa eccellente. Il nostro valore aggiunto, per completare anche la risposta precedente, è il terzo tempo: dopo gli allenamenti e le domeniche siamo sempre tutti insieme in giro per i bar a fare gruppo. Non ci sono divisioni tra “grandi” e “piccoli”, anzi, i giovani sono integrati alla perfezione e sono proprio loro i più casinisti. Dobbiamo solo continuare su questa strada”.
Matteo Carraro



























