
Disco biancorosso. O bianco-rotto. Sì, perché la musica è sempre quella, un vinile che ripete e stona la stessa nota. Cambiano gli avversari, cambiano gli episodi, ma il risultato resta sempre lo stesso: il Varese inciampa, si rialza a metà e poi torna a cadere. Anche contro il Celle Varazze è andata così, dentro una partita che ha condensato in 90′ minuti tutti i limiti (tecnici, mentali e strutturali) di una stagione che continua a sfuggire di mano proprio quando arriva il momento di cambiare direzione. Una stagione che, va ricordato, nei piani societari è di costruzioni: lecito accettare gli errori, a patto di non scivolare nel rischio di buttare via tutto.
Perché l’approccio, ancora una volta, non era stato sbagliato. Anzi. I primi minuti avevano raccontato di una squadra viva, presente, capace di creare e di dare la sensazione di poter indirizzare subito la gara. Poi, però, il solito cortocircuito fatto di episodi più o meno casuali: la sterilità offensiva, l’infortunio di Qeros, l’ingenuità di Taina, un episodio arbitrale dubbio (fuorigioco o non fuorigioco di Capra?) e la partita che scivola via. Eppure, anche in inferiorità numerica, la reazione c’è stata. Più di pancia che di testa, più di orgoglio che di lucidità. Ma è proprio questo il punto: il Varese continua a vivere di fiammate, di strappi emotivi che non riescono mai a diventare continuità. Una squadra che dà sempre l’impressione di poter fare qualcosa in più, salvo poi fermarsi sul più bello. O, peggio, complicarsi la vita da sola.
Nel frattempo, fuori dal campo, il clima si è fatto pesante. La rabbia della piazza è esplosa senza filtri, alimentata da una classifica che sembra aver cementato il sesto posto e da una sensazione diffusa di incompiutezza. Il paradosso resta lo stesso di una settimana fa: i playoff sono lì, a portata di mano, ma sembrano quasi un obiettivo più teorico che reale. Non tanto per la distanza, appena due punti dal quinto posto del Chisola (che di questi tempi non se la passa meglio), quanto per ciò che il Varese ha dimostrato (o meglio non dimostrato) nelle ultime settimane.
E allora la domanda diventa inevitabile: che Varese si presenterà domenica al “Franco Ossola”? Perché contro il Derthona non sarà solo una partita, ma una sorta di resa dei conti, prima di tutto con sé stessi. Non ci sono più margini per nascondersi dietro gli episodi, né per rimandare discorsi già affrontati troppe volte. Serve una risposta piena, concreta e riconoscibile. Una risposta che il Varese deve dare “da Varese“.
Anche perché il calendario offre ancora una possibilità. Tre partite, nove punti, un doppio turno casalingo che può diventare occasione o condanna definitiva. In mezzo, però, c’è una squadra che deve ancora dimostrare di saper vincere quando conta davvero. Non basta provarci, non basta “meritare” a tratti: serve fare quel salto che finora è sempre rimasto incompiuto. Il Derthona, squadra in piena volata per la matematica salvezza, sarà forse l’ultimo test di maturità per capire se questo Varese ha davvero qualcosa da dire nel finale di stagione o se resterà intrappolato in questo senso di eterna incompiutezza.
A referto
Cartellini rossi facili in quel di Celle Ligure, soprattutto rivolti alla panchina. Il vice-allenatore del Celle Varazze David Balleri si è preso una giornata “Per avere rivolto espressioni offensive e provocatorie all’indirizzo di un calciatore della squadra avversaria“. Più pesanti, invece, le squalifiche per lo staff tecnico biancorosso: Diego Verdini e Claudio Abaterusso non potranno più andare in panchina da qui al termine della stagione. Campionato finito anche per l’ex Varese Roberto Floris (tecnico della Cairese), squalificato quattro giornate “Per aver rivolto espressioni irriguardose all’indirizzo della Terna Arbitrale“. Passando al campo, il Varese contro il Derthona non avrà Taina (espulso per doppia ammonizione) e Bertoni (recidività in ammonizioni); il Derthona, invece, non avrà a disposizione l’ex biancorosso Emanuele Marcaletti, fermato tre giornate (“Per aver colpito un calciatore avversario con un pugno”).
NOTIFICHE BIANCOROSSE
– Otto ammonizioni: Malinverno, Palesi
– Sette ammonizioni: Guerini
– Sei ammonizioni: /
– Cinque ammonizioni: Bruzzone, De Ponti
– SQUALIFICA PER UNA GARA (cinque ammonizioni): Bertoni
– In diffida (quattro ammonizioni): Tentoni
– Tre ammonizioni: Marangon, Romero
– Due ammonizioni: Agnelli, Sovogui, Qeros, Ciceri (allenatore)
– Una ammonizione: Barzotti, Berbenni, Bianchi, Bugli, Cogliati, Fabris, Taina
– SQUALIFICA PER UNA GARA (doppia ammonizione): Taina
SQUALIFICATO CINQUE GIORNATE
Abaterusso (preparatore dei portieri): “Per avere rivolto espressioni irriguardose all’indirizzo di un A.A. accompagnate da espressione blasfema“.
SQUALIFICATO QUATTRO GIORNATE
Verdini (vice-allenatore): “Per avere rivolto espressioni irriguardose all’indirizzo della Terna Arbitrale“.
Matteo Carraro























