
Francia, Cina, Spagna e Canada. Sono queste le quattro tappe che da febbraio a oggi hanno segnato il cammino in Coppa del Mondo dell’ItalSincro. Un percorso fatto di step, iniziato con tante difficoltà a Parigi e culminato con il trionfo nella Super Final di Toronto, dove le Azzurre si sono classificate prime grazie alle 16 medagli conquistate.
Un cammino entusiasmante che ha visto protagoniste ancora una volta le due atlete della Busto Nuoto Sincronizzato, Susanna Pedotti ed Alessia Macchi, ormai colonne portanti della delegazione azzurra che hanno lasciato un segno indelebile anche in questo tour de force di gare ed emozioni.
Per fare il punto della situazione su questa esperienza abbiamo intervistato Pedotti, con lo sguardo rivolto non solo al recente passato ma anche al prossimo futuro, orizzonte del quale si stagliano gli Europei di Parigi in programma dal 31 luglio al 5 agosto al Centro Acquatico Olimpico.
Che bilancio dà, anche da un punto di vista personale a questo percorso in Coppa del Mondo?
“Dal punto di vista dei risultati è andata molto bene. Tra le quattro tappe di Coppa del Mondo che abbiamo disputato, questa è stata, secondo me, quella andata meglio, anche per l’approccio alla gara e per come l’abbiamo vissuta. Stiamo creando un’abitudine a questi grandi eventi. Anche se l’Acrobatico è sempre stato il nostro punto di forza, questa volta non è andato molto bene perché abbiamo avuto poco tempo per provarlo. Però abbiamo fatto un miracolo e non poteva andare meglio di così in Canada. Tra Francia, Cina, Spagna e Canada c’è stato un percorso di crescita costante. A Parigi era andata malissimo: nonostante la medaglia, era andato bene solo l’Acro e la prestazione non ci aveva soddisfatto. In Cina abbiamo migliorato, in Spagna ancora di più, anche se in entrambe le tappe abbiamo conquistato soltanto una medaglia di squadra. Adesso, a Toronto, è andato tutto meglio, sia dal punto di vista della coreografia sia della qualità complessiva messa in acqua.”
E’ stata una sfida nella sfida pensando che avete girato mezzo mondo in pochi mesi…
“Mi ritengo molto fortunata a poter fare queste gare durante l’anno perché ci permettono di vedere tantissimi posti. Da febbraio-marzo a oggi siamo state in quattro Paesi diversi e non è una cosa normale per una persona che lavora. Mi piace molto viaggiare e credo che la scelta della Federazione e degli allenatori di farci gareggiare così tanto sia molto positiva. Per me è importante perché permette di crescere. Questa cosa l’avevo notata anche l’anno scorso, confrontando la prima con l’ultima tappa di Coppa del Mondo.”
Adesso cosa vi aspetta?
“Adesso ci manca solo una gara per concludere la stagione: gli Europei di Parigi, a inizio agosto. Tra una settimana torneremo a Roma per prepararci per un mese e poi partiremo per la Francia.”
Prospettive?
“L’obiettivo è arrivare sul podio, fare bene e continuare il percorso che stiamo costruendo quest’anno, cioè crescere con costanza, cercando di migliorare a ogni gara rispetto alla Coppa del Mondo precedente. Vogliamo anche riprendere in mano l’Acro. È sempre stato il nostro cavallo di battaglia, ma quest’anno, anche a causa degli infortuni, lo abbiamo un po’ perso. Adesso vogliamo ritrovarlo e riportarlo ai livelli che ci hanno sempre contraddistinto.”
Alessandro Burin

























