
Con i suoi 19 anni – saranno 20 il prossimo mese di gennaio – Ivan Prato è uno dei giocatori più esperti a disposizione di coach Perrotta. Insomma, un vero e proprio veterano! In un precampionato alquanto strano in quanto privo di amichevoli per il Campus, siamo andati a sentire il lungo argentino alla vigilia della partenza per il Canada dove il gruppo giovanile biancorosso sarà impegnato in un torneo con il ritorno previsto martedì prossimo, il 22.
“Effettivamente è un inizio di stagione un pò strano dato che non faremo nessuna amichevole contro altre squadre di serie B – afferma il classe 2007 – Fra l’altro, non ho potuto partecipare al torneo di Shangai per limiti d’età, ma i ragazzi mi hanno riferito che era un torneo di ottimo livello. Rispetto alle amichevoli questi tornei hanno anche quel qualcosa in più dato dal fatto di poter ambire a vincere qualcuno”.
Pur in assenza di uscite ufficiali, come vedi questo Campus?
“Devo dire che vedo bene la squadra: è vero siamo molto giovani, ma come tali dobbiamo correre tanto, pressare tanto e vedo che stiamo puntando ad un gioco di questo tipo”.
L’anno scorso la vostra buona partenza fu fondamentale per indirizzare la stagione. Sarà importante partire bene anche quest’anno?
“I primi mesi della stagione sono sempre un punto di riflessione – afferma Prato – Lo è stato anche per la serie A che è arrivata ad un soffio dai playoff con una ottima rimonta: l’inizio dell’annata decide una bella percentuale della stagione. Per come vedo i nostri allenamenti sono fiducioso sul nostro avvio. Stiamo mettendo tanta energia in tutto ciò che facciamo e questo è un dato molto positivo”.
Sei ancora giovane, ma ormai sei un veterano di questa categoria. Da quando sei arrivato a Varese hai fatto molti passi avanti: quali sono gli aspetti che hai visto migliorare in questi anni e quali sono quelli su cui vuoi lavorare quest’anno?
“Se posso dirlo, vorrei dire che vorrei sempre migliorare all’infinito. Dal mio arrivo a Varese ho notato che ho cambaito tanto il tiro, ma anche palleggio e passaggio. Queste ultime sono tutte doti che non sono tipiche di un centro. Sto iniziando a giocare anche lontano dall’area e questo era uno dei miei obiettivi. Più ruoli posso rivestire in campo e più sarà difficile per il coach togliermi dal parquet”.
Sul lato dei miglioramenti individuali, quanto ti ha aiutato allenarsi anche con la serie A?
“Questa è una cosa che ti aiuta sempre. Attenzione che, però, ha anche una conseguenza. Se ti alleni con loro, devi anche dimostrare di valere l’occasione che ti viene concessa, di poter stare con loro”.
E allora in bocca al lupo per la stagione a Ivan che, ricordiamolo, da gennaio completerà i 4 anni di formazione per poter giocare da italiano in Serie A mentre lo vale già per le coppe europee dove bastano 3: in Champions League lo vedremo nei 12?
Matteo Gallo






















