
Il nostro viaggio tra le realtà sportive del territorio torna a far tappa a Busto Arsizio per accendere i riflettori sul Campus Pro Patria Judo, sodalizio protagonista di un avvio di stagione scandito da ottimi riscontri sui tatami regionali e interregionali. Dalle prove giovanili di Besana Brianza fino ai podi conquistati a Manerba del Garda nella Youth League, il percorso agonistico del club biancoblu prosegue a pieno ritmo tra shiai regolamentati, randori di preparazione e l’imminente appuntamento transfrontaliero a Buchs, in terra elvetica.
A tracciare il bilancio del momento e a illustrare la filosofia che guida la crescita dei ragazzi bustocchi è il Maestro e presidente Claudio Zanesco: “La settimana scorsa i nostri Esordienti hanno gareggiato a Besana Brianza: Matilde e Anita hanno chiuso al secondo posto, così come Samuel e Sebastian. Il 18 e 19 ottobre a Manerba del Garda hanno invece partecipato Enea Palacino, Davide Risico e Andrea Gallazzi, mentre sono saliti sul podio Giada Puleo, terza nei 48kg, Alessandro Palatino, secondo negli 81kg, e Olmo Guarnoni nei 60kg. Gli Esordienti del Campus Pro Patria Judo Busto sabato hanno inoltre gareggiato nel campionato regionale, valido per le qualificazioni alle finali nazionali; purtroppo i nostri ragazzi non sono riusciti a staccare il pass. In generale si è trattato di gare di shiai, ovvero combattimenti di judo regolamentati”.
Quali difficoltà avete riscontrato nel campionato regionale?
“Nel complesso nessuna; nella categoria Esordienti gareggiano atleti di tredici o quattordici anni e credo che a questi giovani judoka occorra semplicemente accumulare più esperienza in ambito agonistico. Ritengo debbano ancora abituarsi e adattarsi maggiormente al clima gara, in particolare durante lo svolgimento degli shiai”.
Avete anche gareggiato nella Youth League?
“Sì. La Youth League è un torneo di judo organizzato dalla Regione Lombardia: Giada Puleo ha chiuso terza nelle gare di shiai, Alessandro Palatino è arrivato secondo negli 81kg e Olmo Guarnoni ha conquistato la piazza d’onore nei 60kg”.
Per voi del Campus Pro Patria cosa dimostrano i traguardi raggiunti in Youth League?
“La bontà e la continuità del nostro lavoro quotidiano durante gli allenamenti, nei quali svolgiamo i randori, termine che definisce i combattimenti regolamentati di judo praticati durante le fasi di preparazione alle gare”.
Altre competizioni in programma?
“Sabato e domenica saremo in Svizzera, precisamente a Buchs, nel cantone di San Gallo. Si tratta di un torneo con ranking 500, una prova nazionale di livello al quale prenderemo parte con due nostre judoka, Matilde Montani e Giada Puleo, assieme a un altro atleta proveniente da Induno Olona. Nel judo elvetico sono previsti ranking ancora più prestigiosi, come ad esempio i ranking 1000. A novembre, invece, gareggeranno due nostri atleti qualificati per la finale di A2 Senior”.
Nelle situazioni di reale pericolo, come si può reagire a una minaccia d’aggressione fisica?
“Personalmente ho sempre sostenuto che il judo e l’universo della difesa personale siano due ambiti profondamente distinti. Ad esempio, se in seguito a un incidente stradale un automobilista si avvicina con fare minaccioso e, pur intimandogli più volte di allontanarsi, non desiste, credo che la scelta migliore sia quella di allontanarci noi stessi, così da evitare conseguenze critiche sia sul piano fisico sia su quello legale per entrambe le parti. Nel caso in cui non vi sia via di fuga o margine di disimpegno, ritengo sia necessario difendersi, ma sempre con una risposta proporzionata e adeguata all’offesa. Se invece lo spazio o le condizioni consentono di sottrarsi alla minaccia, conviene allontanarsi immediatamente e, appena possibile, allertare le forze dell’ordine per farle intervenire”.
Sul piano morale, cosa insegna il judo nei contesti di autentica emergenza?
“Il judo insegna il principio fondamentale del miglior impiego dell’energia (seiryoku zen’yo, ndr), orientando le nostre scelte verso la soluzione più saggia e responsabile. Nei momenti di pericolo reale l’obiettivo primario deve essere sempre quello di disinnescare conflitti inutili e rischiosi, per fare ritorno a casa sani e salvi dai propri cari”.
Come gestire il panico in seguito al furto o allo smarrimento di oggetti di valore?
“Quando si tratta dello smarrimento di beni d’uso comune, come un ombrello, un accendino, un libro o degli occhiali da sole, la situazione si può gestire con relativa tranquillità. Se invece parliamo di beni personali primari – come portafogli, documenti d’identità, gioielli, smartphone, tablet, pc portatili o chiavi di casa – è fondamentale mantenere la lucidità e denunciare tempestivamente l’accaduto presso i comandi di Polizia o le stazioni dei Carabinieri. La stessa fermezza e compostezza va mantenuta nell’eventualità in cui, rientrando a casa, ci si trovi di fronte a un appartamento svaligiato dai ladri”.
In questi frangenti anche la respirazione può rivelarsi utile?
“Assolutamente sì. In situazioni di forte stress emotivo ogni tecnica di respirazione consapevole aiuta a preservare l’autocontrollo, arginando l’ansia, l’angoscia o la rabbia a caldo scatenate dalla perdita o dalla sottrazione dei propri beni. Allo stesso modo, confidarsi tempestivamente con i propri familiari o con persone fidate rappresenta un valido supporto per ritrovare equilibrio e serenità”.
Nabil Morcos


























